Ragazzini merce da reality: la nuova frontiera del pallone?

Ragazzini merce da reality: la nuova frontiera del pallone?

Novembre 23, 2019 - 08:02
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LaLiga spagnola ha deciso di impegnarsi per la scoperta di giovani talenti. Una cosa apparentemente normale, per un'organizzazione sportiva. La particolarità, però, sta nel modus operandi.

 

La massima serie di calcio spagnolo, infatti, è direttamente coinvolta nella realizzazione di "Bravo!", un reality show che andrà a caccia di potenziali stelle del pallone, tra i giovani del Brasile. Nella lista dei partner del progetto vi è anche ESPN, emittente televisiva sportiva.

 

«Senza supporto, i talenti sono nascosti in tutto il Paese e non riescono a trovare un posto nei principali club brasiliani. Ecco perché LaLiga sbarca in Brasile con la sua esperienza nello scouting per trovare grandi promesse», afferma la stessa Liga, sul proprio sito internet. 

 

La ricerca di talenti tramite un reality show, però, non è proprio una cosa nuova. Tra il 2012 e il 2013, infatti, su MTV andava in onda "Calciatori - Giovani speranze", un programma che seguiva la squadra primavera della Fiorentina. Tra i precursori di questi format, inoltre, ricordiamo "Campioni, il sogno", una trasmissione televisiva, i cui protagonisti erano i giocatori del Cervia (campionato Eccellenza).

 

L'impressione è che, tra i principali club e campionati d'Europa, cresca la concorrenza per trovare i nuovi fuoriclasse. Non soltanto per aggiudicarsi le loro prestazioni sportive, ma anche - e soprattutto - per accaparrarsi degli attivi in grado di espandere il business e generare nuovi ricavi.

 

Costruire un reality show incentrato sulla ricerca di nuovi talenti, quindi, appare come un interessante espediente per far conoscere il proprio brand, per trovare nuove vie per attrarre sponsor e generare cifra d'affari e, pertanto, per assicurarsi una copertura contro i rischi di fallimento delle attività di scouting.

 

Per carità, le squadre di calcio sono anche delle aziende, e come tali devono funzionare. Considerando che i protagonisti di questi reality sono dei ragazzini, però, bisognerebbe pensarci due volte, prima di sfruttarli in un programma che gioca sulle loro speranze.