Reddito medio delle economie domestiche: 7’069 franchi, ma il 60% non ci arriva

Reddito medio delle economie domestiche: 7’069 franchi, ma il 60% non ci arriva

Novembre 23, 2020 - 12:07
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7’069 franchi al mese è stato il reddito medio delle economie domenstiche Svizzere nel 2018, ma il 60% dei nuclei familiari era sotto questa soglia. 

Il reddito medio delle economie domestiche in Svizzera ammontava nel 2018 a 7’069 franchi al mese. Gran parte di questa somma, 5296 franchi, è stato utilizzato per il consumo di beni e di servizi. È quanto emerge dalla cifre pubblicate oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) relative al budget delle economie domestiche nel 2018.

“Il reddito disponibile dell’economia domestica corrisponde al reddito lordo tolte le spese obbligatorie”, spiega l’UST. “Vi rientrano i redditi di tutti i membri dell’economia domestica, che in media in Svizzera conta 2,16 persone. Spesso il livello dei redditi delle economie domestiche composte da una sola persona è più basso di quello delle economie domestiche di più persone, al quale può contribuire, appunto, più di una persona”. Un reddito in cui rientrano, “oltre ai salari e alle indennità percepiti mensilmente, anche i versamenti annuali, come ad esempio la tredicesima, le rendite, le prestazioni sociali e i versamenti provenienti da altre economie domestiche, nonché i redditi da capitale, come interessi e dividendi”.

A fronte di una media di 7069 franchi al mese, nel 2018 il 60% delle economie domestiche presentava un reddito disponibile inferiore a questo valore medio svizzero.

La principale voce che compone il reddito medio rimane il reddito da lavoro. “Anche nel 2018 è stato il reddito da lavoro a costituire il pilastro più importante del reddito lordo (in media 74,9%), seguito da rendite e prestazioni sociali (19,4%)”, spiega l’UST, mentre “i redditi patrimoniali rivestivano un ruolo marginale per una grande fetta delle economie domestiche (in media il 4,4% del reddito lordo), mentre superavano il 5% del reddito lordo solo per circa un settimo delle economie domestiche”. I trasferimenti monetari da parte di altre economie domestiche (come per esempio gli alimenti) ammontavano in media all’1,3% del reddito lordo, ma per per un’economia domestica su 40 la quota di trasferimenti rappresenta oltre un quarto del reddito lordo, spiega l’UST. “Tale situazione reddituale si è rivelata più frequente tra le economie domestiche monoparentali”.

Sul fronte delle spese nel 2018 quelle obbligatorie ammontavano a 3’045 franchi al mese e impegnavano il 30,1% del reddito lordo. “Di queste imposte costituiscono la voce principale, con in media 1182 franchi al mese, ovvero l’11,7% del reddito lordo”, spiega l’UST. “Fanno inoltre parte delle spese obbligatorie anche i contributi alle assicurazioni sociali (circa 10,2% del reddito lordo), come i contributi AVS e alle casse pensioni nonché i premi per l’assicurazione malattie obbligatoria (6,5%) e i trasferimenti monetari verso altre economie domestiche (1,7%)”.

Un altra importante voce nelle spese è rappresentata dall’abitazione ed energia, pari al 14,4% del reddito lordo per abitazione ed energia.

“Nel 2018 le economie domestiche hanno utilizzato il 52,4% del loro reddito lordo per le spese di consumo. A presentare la voce più importante sono state le spese per l’abitazione e l’energia, pari a circa 1456 franchi, ovvero al 14,4% del reddito lordo”, si legge.

“Altre voci rilevanti sono state le spese per il gruppo prodotti alimentari e bevande analcoliche (6,3%), per i trasporti (7,4%), quelle per ristoranti e pernottamenti (5,8%) nonché quelle per tempo libero, svago e cultura (5,4%)”.

Coperte tutte le spese alle economie domestiche sono rimasti in media 1’589 franchi al mese, l’equivalente del 15,7% del reddito lordo che viene destinato al risparmio. “Generalmente le economie domestiche delle classi reddituali più basse (reddito lordo inferiore a 5000 franchi) non sono riuscite a mettere da parte nulla, anzi, spesso hanno speso più di quanto percepito”, conclude il comunicato. “Questo fenomeno è riconducibile tra l’altro al fatto che in questa classe figura una quota proporzionalmente elevata (60%) di economie domestiche composte da pensionati, il cui budget domestico è finanziato in parte dall’erosione della sostanza”.