Rinvio delle elezioni comunali: che “aria tira”?

Rinvio delle elezioni comunali: che “aria tira”?

Marzo 14, 2020 - 20:49
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Oggi il Governo, nell’annunciare le nuove misure per contenere il coronavirus (vedi qui), ha anche informato che si sta anche prendendo in considerazione la possibilità di rinviare le elezioni comunali. Una soluzione adeguata? Lo abbiamo chiesto a Sabrina Aldi, Katya Cometta e Franco Cavalli.

Rinviare le elezioni comunali? Fino a poche settimane fa poteva sembrare fantapolitica.
 
Noi già la scorsa settimana scrivevamo (consci del fatto che lo scoglio più ostico da superare è probabilmente quello giuridico) che sarebbe il caso di iniziare a valutare questa ipotesi (vedi qui)
 
Oggi il Consiglio di Stato in conferenza stampa ha esplicitamente detto che è un’ipotesi sul campo. Domani il Governo incontrerà i Comuni e forse se ne saprà di più. 
 
Nel frattempo abbiamo voluto sentire che “aria tira” fra candidati, politici ed addetti ai lavori: rinviare o meno?
 
 
“Sono abbastanza combattuta, non ho una risposta netta”, ci dice Sabrina Aldi, granconsigliera della Lega, candidata al Municipio di Lugano. “Entrambe le soluzioni sono complesse, anche dal profilo giuridico. Continuare a mantenerle il 5 aprile diventa difficile in uno stato come quello attuale: anche se si vota per corrispondenza il rischio è che la partecipazione al voto diventi bassissima e delegittimi i poteri che vengono eletti. La gente ha altro a cui pensare ora”.
“Dall’altro lato”, prosegue Aldi,  “nel posticipare le elezioni si pongono una serie di problemi dal profilo giuridico: bisognerà capire se si possono annullare, se si possono prorogare i termini e soprattuto a quando”.
“Credo però che bisognerà fare chiarezza in tempi brevi, visto che la gente inizia a ritornare le schede per corrispondenza”, conclude Sabrina Aldi.

Un rinvio delle elezioni “mi sembra rispettoso verso i cittadini, per cui ora le priorità sono altre", ci dice Katya Cometta, presidente di Alra (Associazione liberale radicale per l’ambiente) e responsabile della comunicazione del Plr di Mendrisio (che, come fatto dal Plr di Lugano, ha comunicato l’annullamento degli eventi elettorali già da oltre una settimana). “Ne abbiamo riflettuto anche oggi con il presidente sezionale Tiziano Caldelari”, spiega Cometta. “La decisione spetta al Consiglio di Stato. Quello che è importante è che la conduzione politica dei Comuni sia garantita su un arco di tempo che sicuramente andrà oltre il 5 di aprile”. 
“Sono le valutazioni responsabili che il Consiglio di Stato sta facendo e credo che tutti i ticinesi possano serenamente accettare un eventuale rinvio delle elezioni comunali”, ci dice Cometta.
Per quanto riguarda il materiale di voto "non vedo il problema nel gettare il materiale di voto che abbiamo appena ricevuto e riceverne dell'altro fra qualche mese”, prosegue. “Io ho già votato stamattina e se del caso la mia busta la butteranno”.
 
 
L’oncologo e leader del Forum Alternativo, nonché già capogruppo Ps alle Camere Federali, Franco Cavalli, premette che “il Governo ha preso delle misure giuste e sta sin dall'inizio comportandosi bene. Molto meglio che il Consiglio federale, detto in breve”.
Per quanto riguarda il mantenimento delle elezioni al 5 aprile vi è anche un “problema pratico che non riguarda tanto il voto, visto che la maggior parte degli elettori vota per corrispondenza, ma lo spoglio”, ci dice Cavalli. Per rispettare le norme per prevenire il contagio lo spoglio dovrebbe avvenire “solo con pochi addetti, con il rischio che duri una settimana o 15 giorni”.
Inoltre “l'attuale situazione non finirà il 5 di aprile ed è meglio affrontarla con i Municipi attualmente in carica”, ci dice Cavalli. “Il problema è semmai giuridico, visto che in diversi hanno già votato”, spiega Cavalli. “Cosa si fa con queste schede? E poi, se si rinviano le elezioni, le si faranno da capo, anche cambiando le liste, o meno? Questi aspetti giuridici e costituzionali, vanno risolti, per evitare un altro ‘caso Padlina’ (Gianluca, che aveva ricorso lo scorso novembre contro l’elezione del Consiglio degli Stati sulla base delle schede per il voto all’estero giunte in ritardo, ndr)”.
"Da un punto di vista pratico dunque un rinvio non mi sembra un gran problema”, conclude Cavalli, "ma bisogna risolvere il problema giuridico, anche se personalmente non saprei come".