Ristorante Millefiori. "Tra fantasia e tradizioni: l'audacia di investire nella ristorazione"

Ristorante Millefiori. "Tra fantasia e tradizioni: l'audacia di investire nella ristorazione"

Novembre 14, 2021 - 20:20
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Tre anni fa Karin Ernst ha ritirato la gestione di uno "storico" locale di Giubiasco: il Ristorante Millefiori, situato a pochi passi dalla stazione. Una nuova sfida, ci ha raccontato, non programmata, ma che ha deciso di cogliere appieno. In questi anni, come si sono accorti gli avventori dell'esercizio pubblico, Karin ha dato la sua personale "impronta" al Millefiori e la cucina è ritornata al centro della proposta del ristorante.

Con lei abbiamo parlato della sua esperienza professionale al Millefiori...

Karin, tre anni fa hai deciso di ritirare la gestione di uno storico ristorante di Giubiasco: il Millefiori, presente da molti decenni nel borgo. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa nuova sfida?

Si è presentata un'opportunità che non era stata programmata, forse, un po' precoce rispetto a quanto avevo previsto nel mio percorso, ma che ho voluto cogliere lo stesso. Infatti, io provengo da un percorso diverso dalla gastronomia e dal settore alberghiero. Ho fatto il liceo artistico, a Lugano, e poi sono partita per Losanna, dove sono stata attiva nel campo sociale. 

Quando ero a Losanna c'è stata l'opportunità di tornare in Ticino per inseguire un sogno, un progetto nel settore alberghiero. Sono dunque tornata in Ticino, ho fatto la scuola di esercente e un po' di esperienze, qua e là. 

Poi, tutto ad un tratto, si è presentata l'opportunità del Millefiori. Inizialmente io dovevo essere solo un accompagnamento al nuovo gerente che ritirava il ristorante... 

 

E invece? 

Invece, il gerente che avrei dovuto affiancare lasciava il ristorante e le strade si sono divise. Mi ha comunque insegnato molte cose. Ho dovuto fare una scelta di vita, prendendo in mano il ristorante, cosciente che forse non ero ancora pronta. Ma mi sono lanciata!

 

Il Millefiori è un locale presente da decenni a Giubiasco, con una sua storia. Tu che impronta personale gli hai dato?

L'ho scoperta con il passare degli anni: all'inizio non era chiaro. 

Il Millefiori ha un passato importante, che però non per forza corrispondeva a ciò che volevo fare io. Nel rispetto della tradizione, di ciò che la gente si aspettava, ma anche di quello che la gente non voleva più vedere qui, ho voluto puntare sulla ristorazione. Volevo un esercizio pubblico non più visto solo come una sala da affittare per eventi e un bar. Ho tentato di ridare luce alla cucina e di andare oltre al mero locale di ritrovo del quartiere.

 

Quale è stata la sorpresa più grande che hai avuto?

Siamo ancora nel pieno del piano iniziale per migliorare il Ristorante Millefiori. Sono soddisfatta dei risultati ottenuti, ma c'è ancora molto da fare.

Però mi ha sorpreso positivamente il modo in cui le persone, i clienti e il quartiere abbiano capito e aderito a ciò che volevamo realizzare: un'idea di ristorante dove sentirsi a casa e dove potersi sbizzarrire in ogni evento e fantasia. 

 

L'ultimo anno e mezzo però l'hai passato nel mezzo della crisi covid. Sicuramente quello della ristorazione è stato uno dei settori più colpiti da questa emergenza. 

Come siete riusciti a sopravvivere in questo anno e mezzo di continui cambiamenti, di chiusure, lockdown e restringimenti?

Direi che la parola "sopravvivenza" è perfetta. Soprattutto durante il primo lockdown, è stato un continuo reinventarsi, adattarsi e arrabbiarsi. Siamo sopravvissuti perché non siamo rimasti con le mani in tasca e ci abbiamo creduto. Le idee non mancano e la voglia di fare c'è. 

C'è stata poi anche una gestione amministrativa dello stabile che ci ha aiutato a livello finanziario, oltre agli aiuti previsti per il covid. 

 

Con l'introduzione del certificato covid obbligatorio per l'interno dei ristoranti, avete notato una diminuzione della clientela, o è rimasta stabile?

Al momento è difficile trarre delle conclusioni. Sicuramente qualcosa è cambiato: per i pranzi siamo sempre pieni, mentre le cene sono più ricercate e i banchetti sono più "famigliari". Il periodo delle cene aziendali deve ancora arrivare. 

Non si capisce ancora bene come sta evolvendo la situazione. Fortunatamente non abbiamo ricevuto la "stangata" che temevamo, per ora. I risultati attuali credo però siano frutto del lavoro fatto in precedenza e non del fatto che le nuove norme non abbiano avuto conseguenze. 

 

Il Millefiori nel Bellinzonese, in modo particolare a Giubiasco, è da sempre anche una delle più importanti sale per riunioni, banchetti e cene aziendali. C'è ancora una grande richiesta per questo tipo di offerta?

Sì, anche se le forme variano molto. Il nostro punto forte è che ci adattiamo a tutte le richieste: dalle assemblee e dalle riunioni, alle feste di compleanno per bambini, ai matrimoni, alle feste a tema, al ballo e la tombola. È una sala multifunzionale. 

 

Per i prossimi tempi cosa avete in serbo per la vostra clientela?

Si potranno gustare piatti differenti da quelli del menu normale, con proposte stagionali mirate. Quest'anno vogliamo anche approcciarci al Natale in maniera nuova. 

 

In che modo?

Per la Vigilia di Natale la sala del Millefiori si trasformerà completamente. Diventerà una sorta di piazza, in cui si potranno trovare differenti offerte gastronomiche. Sarà un percorso in cui ritrovare quello che si trova nei mercatini di Natale nel mondo, però al caldo e nel conforto della sala del Millefiori. Verranno allestite bancarelle, che avranno un effetto scenico e spettacolare. Verranno servite pietanze fredde e anche calde, cucinate al momento: pasta, carne, pesce, finendo poi con i dolci. 

 

È necessaria la riservazione?

È preferibile. 

 

Un'iniziativa che permette di differenziarsi e profilarsi nella grande offerta. Ma più in generale, in base all'esperienza di questi tre anni, come valuti l'offerta complessiva del nostro Cantone nella ristorazione? C'è spazio per proposte originali e per ritagliarsi delle nicchie?

C'è spazio, ma richiede sacrificio personale. Una proposta originale, o che esce dalla proposta comune, come il Millefiori, richiede un impegno logistico e di organizzazione. Ad esempio, sviluppiamo i nostri banchetti per adattarli il più possibile all'idea del cliente. Parliamo, cerchiamo di capire le peculiarità e i desideri del cliente, cercando di soddisfarli. Ciò richiede tempo e lavoro. 

 

Un ristorante con modalità "sartoriale" su misura...

Certo. Vuoi fare un compleanno a tema anni '80? Il salone sarà a tema anni '80! Vuoi fare un compleanno tutto in rosa (anche se non è il mio colore preferito)? Il salone sarà tutto rosa!

 

Per il 2022 hai già in cantiere qualche idea?

Sì. A fine gennaio ci sarà un evento promosso direttamente dal Ristorante Millefiori.

Per quanto riguarda il resto dell'anno, vista anche l'incertezza dettata da questo anno e mezzo di pandemia, è più difficile pensare a progetti. È meglio essere cauti e spendere le energie sul momento.