Ritorno allo stadio...con la distanza sociale

Ritorno allo stadio...con la distanza sociale

Maggio 16, 2020 - 09:35
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Molti campionati stanno preparando il ritorno alle competizioni. La Bundesliga tedesca riparte oggi. Indipendentemente dalla data di ritorno al calcio giocato, le federazioni che stanno lavorando per poter far terminare la stagione in corso hanno un punto che le accomuna: si giocherà a porte chiuse. Qualche settimana fa avevamo proposto una riflessione sugli eventi sportivi a porte chiuse, sottolineando che senza pubblico “verrebbe meno uno degli elementi fondamentali nel business dell’entertainment: l’emozione” (vedi qui).

A ragionare sulla medesima tematica è Calcio e Finanza, secondo il quale “si potrebbe prospettare una eventuale riapertura, quantomeno graduale, degli stadi nel rispetto del distanziamento sociale”. In concreto, l’ipotesi del portale italiano è quella di permettere l’accesso allo stadio a un numero ridotto di spettatori: una persona ogni tre seggiolini. Se giocare le partite a porte chiuse potrebbe permettere ai club di salvare (almeno parzialmente) gli introiti derivanti dai diritti televisivi (di questo argomento abbiamo scritto qui), accessi limitati agli impianti garantirebbero almeno una parte dei ricavi della vendita dei biglietti.

Ad esempio, nella stagione 2017/2018 il FC Lugano ha registrato 1,295 milioni di franchi, per i cosiddetti ricavi da ticketing derivanti dalle competizioni nazionali. Con un calcolo un po’ semplicistico, si potrebbe quindi ipotizzare che in una stagione giocata con uno spettatore ogni tre posti a sedere, i bianconeri potrebbero ricavare circa 432mila franchi dalla vendita dei biglietti. Meglio di nulla.

Secondo Calcio e Finanza, però, la possibilità di un accesso limitato allo stadio dovrebbe essere accompagnata dalla creazione di servizi aggiuntivi, da parte delle società, per “aumentare la fan experience all’interno dello stadio”. L’idea, quindi, è quella di far sì che andare in uno stadio semi deserto possa diventare un’esperienza coinvolgente e non unicamente qualcosa di strano. Da parte delle società sportive ci vorrà fantasia, soprattutto considerando che solo i top club possono vantare grandi stadi, nei quali sono presenti bar, ristoranti, musei, ecc.. In una struttura articolata è sicuramente più facile rendere maggiormente coinvolgente la presenza del tifoso allo stadio.

Quella di rendere lo stadio qualcosa in più di un luogo in cui la domenica ci si reca per vedere una partita di calcio, non è certo una novità, soprattutto in Inghilterra. Il fatto che la pandemia abbia fermato le partite e stia imponendo una ripartenza dello sport senza pubblico, però, impone la necessità di reinventarsi. Nelle prossime settimane vedremo se qualcuno avrà qualche idea originale o se, invece, ci si limiterà a lamentarsi del contesto negativo.

 

TM