Rodari e l'arte di inventare storie

Rodari e l'arte di inventare storie

Aprile 14, 2020 - 07:54
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40 anni fa moriva Gianni Rodari, tra i più importanti scrittori per l'infanzia della letteratura italiana. L'impatto di Rodari, però, andò oltre il ristretto mondo italofono. Oltre a un grande successo in Unione Sovietica, nel 1970 - infatti - vinse il Premio Hans Christian Andersen, considerato un Premio Nobel della letteratura per l'infanzia.

Rodari scrisse molte storie di successo, tra cui ricordiamo Il romanzo di Cipollino (1951), Favole al telefono (1962), e La freccia azzurra (1964). Lo scrittore di Omegna, però, portò un grande contributo alla narrativa per ragazzi anche con il saggio Grammatica della fantasia (1973), ritenuta la sua opera più importante. Con questo testo, Rodari condivide i frutti di una ricerca condotta per anni sulle tecniche della fantasia.

Dopo la seconda guerra mondiale, Rodari intraprese la carriera giornalistica per alcune realtà locali in Lombardia. Nel 1947 cominciò a lavorare per L'Unità, di cui - due anni più tardi - divenne il curatore della rubrica La domenica dei piccoli. Nel 1950 fondò il settimanale per ragazzi Pioniere, per poi tornare a L'Unità nel 1965. Nel 1958, invece, andò a lavorare a Paese Sera, oltre che quale autore del programma televisivo Giocagiò, trasmesso dalla Rai.

Per ricordare il quarantesimo della scomparsa di Rodari (senza dimenticare che, il prossimo 23 ottobre, sarà il centenario della nascita), in questa puntata di Amarcord vi proponiamo un video realizzato dall'Università di Padova. A raccontare Rodari è Donatella Lombello, studiosa di letteratura per l'infanzia.

Un piccolo consiglio da chi Rodari lo ha divorato: soprattutto in questi giorni di scuole chiuse, un libro di Rodari sarebbe un bel modo di far trascorrere il tempo ai propri figli. 

 

Buona giornata.

TM