Ronny Bianchi. "Mobilità, spazi verdi, fotovoltaico... un'opportunità per tutti"

Ronny Bianchi. "Mobilità, spazi verdi, fotovoltaico... un'opportunità per tutti"

Gennaio 22, 2020 - 16:06
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Ronny Bianchi sarà candidato quale indipendente sulla lista per il Municipio di Bellinzona dei Verdi-Forum Alternativo. L'economista, molto noto nel nostro Cantone, e docente presso la Scuola cantonale di Commerci,  sarà così della partita per la corsa all’Esecutivo cittadino, che potrebbe vedere i Verdi, sulla scia del successo delle scorse federali,  fare il prossimo 5 aprile il loro ingresso nell’Esecutivo cittadino. 
Al termine dell’assemblea dei Verdi del Bellinzonese della scorsa domenica (vedi qui), l’abbiamo intervistato.

Ronny Bianchi, come mai ha deciso di candidarsi per il Municipio di Bellinzona?
La scelta è giunta dopo che avevo discusso con i Verdi diversi progetti che avevo portato avanti a scuola nell'ambito della sostenibilità. Discutendo è nata l’idea di una mia candidatura. Dopo riflessione ho deciso di mettermi a disposizione. Credo che all'interno della Città vi siano perlomeno delle piccole cose che si possano cambiare. 
 
 
Oggi l'"onda verde" sembra godere di un forte sostegno da parte della popolazione. Nel concreto però quali cambiamenti si possono portare nelle istituzioni per una svolta ecologica?
 
Nel concreto vi sono diverse cose che si possono fare. Un progetto che mi piacerebbe molto realizzare è creare degli spazi verdi all'interno delle sedi scolastiche di Bellinzona, con degli orti, delle arnie per le api e così via. Ciò permetterebbe di iniziare a sensibilizzare i bambini e i ragazzi su questi temi. 
 
Va poi sviluppata un altro tipo di mobilità all'interno della Città. Le piste ciclabili devono essere delle vere piste ciclabili e collegare i vari quartieri, mettendo in collegamento il consumatore con il produttore all'interno dei nuovi confini della Città. 
 
 
Sul tema delle emissioni non solo la mobilità incide, ma anche gli immobili. Dal suo punto di vista sarebbe auspicabile un maggiore intervento dell'Ente pubblico per limitare l’impatto di emissioni delle case o favorire l'utilizzo di pannelli solari?
 
Le AMB hanno fatto cose interessanti con la promozione del progetto "Sole per tutti". Il progetto dell'imputato di biogas purtroppo è fermo a causa di una serie di ricorsi da quasi dieci anni. 
 
Naturalmente si può sempre fare di meglio. Credo che debba passare il concetto che queste misure non sono una spesa, ma un investimento per il futuro, dal quale possono trarre vantaggio tutti, comprese le imprese di costruzione. Oggi il settore è piuttosto "passivo", mentre si potrebbero sviluppare conoscenze nell'ambito dei materiali, collaborare con istituti di ricerca, portando alla creazione di nuove conoscenze in questo settore all'interno delle Città. 
 
 
È ottimista sul fatto che questa nuova sensibilità possa avanzare?
La gente si rende conto che alla fine vi è un risparmio. Se si costruisce una casa con degli standard energetici elevati dopo dieci anni i costi sono ammortizzati e si guadagna. L'immobile acquista valore. Tutti possono guadagnarci. 
 
Oggi il messaggio fatica ancora un po' a passare. Vi sono degli architetti che affermano che lo standard Minergie è inutile, mentre nel resto della Svizzera è la base minima per una costruzione. 
Per quanto riguarda gli edifici pubblici lo standard Minergie è d'obbligo, ma si può fare ancora di più. Ad esempio io credo che la remunerazione che oggi c'è in Ticino per il fotovoltaico è assolutamente ridicola, visto che si aggira attorno ai 7-8 centesimi al chilowattora. È vero che ci sono i sussidi, ma basterebbe aumentarla di 3-4 centesimi al chilowattora perché l'investimento diventerebbe veramente vantaggioso per tutti.
 
Usciamo dalla politica comunale di Bellinzona. Lei ha anche fatto parte del Cda dell'Azienda elettrica ticinese. A suo giudizio sulla svolta energetica l'Aet si sta muovendo a sufficienza?
Non mi sembra. Forse non è nemmeno colpa dell'Aet, ma della politica cantonale. C'è un piano energetico cantonale che è stato sviluppato e presentato nel 2012 ed era uno degli studi più pregevoli che ha fatto questo Cantone, ma è stato realizzato solo in minima parte. L'Aet segue quello che indica la politica. C’è poi anche il discorso della compensazione della centrale di Lünen (il controverso investimento nella centrale a carbone tedesca che ha comportato per l’Aet perdite milionarie, ndr). Fatto sta che la remunerazione di 7-8 centesimi l'ora è ridicola. Dovrebbe essere almeno fra i 12 e 15 centesimi al chilowattora. Sarebbe un'ottimo incentivo per portare le persone ad investire in questa energia alternativa.