Sì alla zappa, no al computer. E le elezioni?

Sì alla zappa, no al computer. E le elezioni?

Gennaio 16, 2021 - 20:01
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Ultimo giorni di negozi aperti prima delle chiusure "selezionate". Misure anti-covid e campagna elettorale sono incompatibili? 

Oggi è l’ultimo giorno di negozi aperti. Da lunedì secondo quanto deciso dal consiglio federale rimarranno aperti solo i negozi di beni essenziali. Certo, il diavolo sta nei dettagli e la definizione di essenziale è soggetta ad interpretazioni (anche abbastanza “allegre”).

Restano aperti, oltre ai generi alimentari, anche i calzolai. Chiudono invece i negozi di elettronica. Così se qualcuno in telelavoro deve comprare un nuovo computer o una nuova stampante si arrangia (può ordinarlo, magari su qualche piattaforma online, con posti di lavoro e gettito fiscale “nostrani” che ringraziano). Niente problema invece se a rompersi è il telefono. Mercati di bestiame aperti, come pure negozi di fiori, ma niente vestiti nuovi. Sì invece alla nuova zappa per l’orto e week end ancora sulle piste da sci (occhio però a non rompere, oltre agli arti, l’equipaggiamento: almeno fino al 28 febbraio non si può comprarlo nuovo).

Un giorno qualcuno dovrà spiegarci quante vite si sono salvate con ‘sta roba.

 

 

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Oggi le deputate di Più Donne Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini hanno presentato un’interpellanza su un “problemino” di cui finora nessuno sembra essersi accorto.

La sentenza del Tribunale federale sul ricorso di Zanchi&Co sull’annullamento delle elezioni comunali dello scorso aprile dà ragione al Governo ticinese, ma solleva alcune questioni di non poco conto, anche in vista delle elezioni del prossimo aprile. La sentenza avalla la decisione del Consiglio di Stato, ma dice anche che il rinvio di un anno dell’appuntamento elettorale, se pur ancora ammissibile, è “considerevole e prossimo al limite della proporzionalità”.

D’altro canto a favore della decisione di annullamento è citata ovviamente l’emergenza sanitaria della scorsa primavera, ma anche l’impossibilità di svolgere una campagna elettorale che permetta la “libera formazione della volontà” da parte degli elettori: “(…) il divieto di tenere manifestazioni pubbliche o private”, citiamo il TF, “limitava gravemente lo svolgimento di una campagna elettorale e la possibilità per gli elettori di parteciparvi”.

Dunque, ricapitolando: Rinviare le elezioni a più di un anno uscirebbe dal “limite della proporzionalità”, ma al contempo i divieti di manifestazioni pubbliche o private limitano gravemente lo svolgimento di una campagna elettorale e la libera formazione della volontà degli elettori.

Dubitiamo che il prossimo aprile la situazione dal punto di vista delle limitazioni sia tanto migliore di quella della scorsa primavera (anzi, allora le misure vennero introdotte a campagna elettorale già partita). La soluzione migliore, che Ticinotoday aveva sostenuto, era quella di rinviare le elezioni in estate (non ci voleva un veggente per capire che l’estate sarebbe stato il periodo meno problematico dal punto di vista della pandemia). Ma, al di la di questo, ora, come se ne esce?

 

 

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Se c’è un luogo in cui possiamo essere certi che se il covid entra creerà problemi, sono le case per anziani. Per definizione sono delle grandi case con dentro tanti anziani. Circa il 70% dei decessi è avvenuto nella fascia over 80, mentre ben il 98% dei morti aveva più di 60 anni. Questi dati a grandi linee è dalla scorsa primavera che li abbiamo. Ora, dove è che viene rilevato in Ticino, non il quarantesimo, non il decimo, ma il quarto caso di variante inglese? Certo, in una casa per anziani. Non vorremmo che alla fine il motivo per cui bisogna “barricarsi” tutti in casa (con drammatiche conseguenze economiche e sociali) fosse che non si è riusciti (o non si è voluto) “barricare” l’unico luogo (assieme agli ospedali, parzialmente) che per definizione è un concentrato di persone a rischio. Bisognava proprio attendere il primo caso di variante inglese per sospendere le visite? Quanti tamponi vengono vengono fatti (e con che regolarità) al personale di cura e a chi viene in contatto con gli anziani?