"Salario, reddito, dignità". Unia e le priorità del 2020 sul fronte sindacale

"Salario, reddito, dignità". Unia e le priorità del 2020 sul fronte sindacale

Gennaio 22, 2020 - 13:53
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Dumping, salari, fallimenti, ma anche donne e clima. Unia ieri ha ripercorso l’attività del sindacato nel 2019 e delineato gli obiettivi per il 2020.

Tempo di bilanci e prospettive anche per il sindacato Unia, che ieri ha incontrato i media nella consueta conferenza stampa di inizio anno, in cui sono stati ripercorsi i temi salienti del 2019 ed esposti gli obiettivi per il 2020. 
 
Il 2019 è stato l’anno delle donne, oltre che del clima. Fra le mobilitazioni ricordate ieri vi è quella contro alle discriminazioni nei confronti delle donne e lo sciopero delle donne dello scorso 14 giugno, che ha visto il sindacato attivo oltre che nelle piazze anche nei luoghi di lavoro. Ma il sindacato è stato attivo anche in occasione dello sciopero per il clima dello scorso settembre, con una delegazione di Unia Ticino recatasi a Berna. 
 
Sul fronte dei salari il 2019 si è chiuso con l’adozione da parte del Gran Consiglio della nuova legge sul salario minimo, frutto dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”. Come noto la “forchetta” uscita dal Parlamento cantonale (che va dai 19,75 franchi ai 20,25 che dovrebbero essere applicati nei prossimi anni) ha lasciato scontenti molti a sinistra, fra cui il sindacato, che la giudica deludente. Al di la del risultato deludente, sempre in merito al messaggio approvato dal Gran Consiglio, è accolto invece positivamente il fatto che esso ammetta la situazione problematica sul fronte dei salari in Ticino. “Oggi possiamo dire che c’è una maggioranza che riconosce la situazione”, ha evidenziato il neo segretario di Unia Giangiorgio Gargantini, eletto in sostituzione di Enrico Borelli al congresso di Unia dello scorso ottobre, in un Cantone che è, ha detto Gargantini, "l’unica delle macroregioni in Svizzera dove si osserva un calo del salario mediano fra il 2008 e il 2016”, stando ai dati contenuti nello stesso rapporto. 
 
Sul fronte dei salari Unia si è schierata a favore dell’iniziativa targata Mps “Rispetto per i diritti di chi lavora. Combattiamo il dumping salariale e sociale”, che chiede fra le altre cose di potenziare l’Ispettorato del lavoro e l’obbligo di notifica per ogni contratto di lavoro.
 
Sempre per quanto riguarda i salari l’impegno principale del sindacato si è avuto nella sottoscrizione dei contratti collettivi di lavoro (CCL). Unia saluta positivamente il nuovo CCL per gli elettricisti giunto dopo due anni di mobilitazioni in luglio 2019, che prevede aumenti salariali e una migliore protezione per gli apprendisti. Nel settore dei piastrellisti sindacato e padronato sono giunti ad un accordo per quanto riguarda l’introduzione di una norma che consentirà agli ispettori della Commissione paritetica cantonale di chiudere i cantieri in caso di manifeste e ripetute violazioni del CCL. Si prospetta invece una “stagione di lotte” per quanto riguarda il CCL dei gessatori, dopo “l’intransigenza e la chiusura mostrata dell’ATMGP (Associazione Ticinesi Maestri Gessatori, Intonacatori e Plafonatori) nelle prime tornate negoziali d’autunno”. Per quanto riguarda l’edilizia nel 2019 è stato rinnovato il CCL ticinese, dopo quello nazionale nel 2018, “con il quale il sindacato riesce a respingere i tentativi padronali di aumentare fortemente la flessibilità”. Nel settore della vendita ha tenuto banco nel 2019 il rinnovo del CCL, che Unia non ha firmato. In questo settore “il sindacato vuole chiaro e chiede ripetutamente di verificare la correttezza della procedura di conferimento dell’obbligatorietà, in particolare di visionare la lista dei titolari di commerci firmatari che hanno consentito il presunto raggiungimento del quorum (50% più uno), ma senza successo”. Come noto sulla vicenda il sindacato ha presentato un ricorso al Tribunale federale. 
 
 
Anno nuovo, ma le problematiche sul mondo del lavoro non cambiano. Le priorità per il 2020 per Unia si riassumono in salario, reddito, dignità, ha spiegato ieri Gargantini. 
 
 
“Buona parte del lavoro sindacale sarà incentrato sull’aumento dei salari e dunque sulla discussione con la controparte riguardante i contratti collettivi”, ha spiegato il sindacalista di Unia Igor Cima. Per quanto riguarda il CCL degli architetti “è in dirittura d’arrivo, ha spiegato il sindacalista. “Abbiamo terminato lo scambio di informazioni con la Seco. In primavera dovrebbe essere pubblicato, poi c’è la fase dei ricorsi e nel corso dell’estate dovrebbe entrare in vigore”. Una caso concreto che dimostra come con il coinvolgimento e la mobilitazione dei lavoratori si possa giungere a risultati positivi. 
 
“Proteggere i salari, non le frontiere”, è lo slogan presentato da Unia allo scorso congresso, “contro il dumping salariale e la guerra tra poveri”. E per evitare la “guerra tra poveri” sono fondamentali le misure di accompagnamento all’accordo sulla libera circolazione. In merito all’accordo quadro in discussione con l’Ue, ha spiegato il sindacalista Dario Cadenazzi, l’attuale accordo “sarebbe pericoloso, perché metterebbe in discussione tutte le misure di accompagnamento, in particolare quelle che ci permettono di verificare le condizioni di lavoro. Già oggi queste misure di accompagnamento non sono sufficienti”.
 
 
Nel 2020 Unia si occuperà anche di “alcuni aspetti che hanno legalizzato il dumping salariale”, ha spiegato il sindacalista Vincenzo Cicero. “Una volta gli interinali erano manodopera senza qualifica utilizzata sono in certi casi particolari. Oggi gli interinali sono persone che hanno decenni di esperienza, che pur di lavorare si ‘vendono’ come manovali”, ha spiegato il sindacalista. In alcuni settori dell’artigianato si arriverebbe a percentuali fino al 70% di lavoratori che figurano come non qualificati. 
 
Uno dei settori più “dolenti” è secondo Unia quello dell’orologeria, con “il Ticino che è l’unico Cantone dove nemmeno esiste la categoria salariale del lavoratore qualificato”, ha spiegato Cicero. 
 
Altro punto dolente è quello dei fallimenti “seriali” in relazione a pratiche di dumping salariale.  In Ticino aveva fatto discutere la nota storia della “banchina” a Lugano, ma sicuramente i casi non si limitano a questo (che vede coinvolta l’istituzione pubblica, ovvero il Comune di Lugano). “I fallimenti continuano ad aumentare”, ha detto Cicero. “A Zurigo è stata costituita una task force contro i fallimenti”. In Ticino no. Per quanto riguarda il sindacato, ha detto Cicero, “continueremo a denunciare sistematicamente” i casi di abuso. E nuovi casi sarebbero per essere rivelati. 
 
Infine anche il sindacato, come detto, non è indifferente alla tematica climatica. Il prossimo 15 maggio si terrà lo “Sciopero per il futuro” (evoluzione dello sciopero con il clima), con cui i giovani attivisti voglio estendere ad altri settori la loro lotta. Anche il sindacato sarà della partita.