"Salviamo la vite ma sacrifichiamo le api?"

"Salviamo la vite ma sacrifichiamo le api?"

Giugno 10, 2021 - 14:43
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Riceviamo e pubblichiamo. Interrogazione dei Verdi in Gran Consiglio. 

 

La decisione

L’Ufficio federale dell’agricoltura ha reintrodotto, dopo una sospensione di due anni, l’obbligatorietà di trattamento contro la flavescenza dorata su suolo cantonale. La disposizione (FF 2021 361) prevede poi che sia il Servizio fitosanitario cantonale a informare le aziende e il pubblico con materiale informativo adeguato sul Grapevine flavescence dorée phytoplasma e sui loro obblighi derivanti dalla presente decisione. Questa prevede l’obbligo di almeno due trattamenti insetticidi contro l’insetto vettore del fitoplasma con l’impiego di tre prodotti commerciali (Parexan N, della ditta Omya, Piretro MAAG, della ditta Syngenta e Pyrethrum FS della ditta Andermatt). Nonostante siano definiti prodotti naturali ammessi in agricoltura biologica (anche amatoriale), il principio attivo contenuto (piretro) è micidiale per le api, fatto confermato dalla presenza sulle confezioni della nota SPe 8: pericoloso per le api. Infatti le piretrine sono considerate altamente tossiche per le api e la DL50 per contatto è di 0,013 µg/ape. Interferiscono con il sistema nervoso centrale agendo sui gangli e sulle sinapsi, dando origine al fenomeno noto come “effetto abbattente”, caratterizzato dall’immediata perdita di coordinazione dei movimenti, tremori, paralisi e morte nell’insetto colpito.

A nostro avviso, nelle diverse comunicazioni degli uffici competenti a noi note e riportate in calce, non viene esplicitato con abbastanza forza il pericolo per le api mellifere e per tutti gli altri insetti pronubi. Inoltre, la raccomandazione di eseguire i trattamenti al di fuori delle ore di volo delle api, sembra troppo debole. È noto che il mondo dei viticoltori abbia una formazione varia, soprattutto per quanto riguarda le competenze del gestire i pericoli dell’utilizzo di prodotti fitosanitari. Non parliamo poi dei privati.

 

Squilibri ecologici

Questa apparente superficialità, che speriamo non sia figlia di una ponderazione degli interessi economici, sembrerebbe non tener conto che la situazione ambientale in Svizzera non permette di continuare a questa stregua. Un terzo delle specie botaniche sono ormai minacciate di estinzione; il 50% delle piante legate agli agroecosistemi sono minacciate; negli ultimi 30 anni la biomassa degli insetti è diminuita del 70%; il 40% degli insetti è iscritto nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione e numerosi uccelli legati ai sistemi agricoli sono estinti o fortemente minacciati. Non possiamo quindi permetterci nessuna leggerezza.

Il fatto che davanti a un problema di squilibri ecologici in agroecosistemi, si risponda immancabilmente con la chimica, con un insetticida, ci preoccupa molto. Nonostante la crescente sensibilità verso la sostenibilità, non dovrebbe essere possibile agire su altri fronti, quelli dei fattori genetici, climatici, e legati alla comunità degli antagonisti? Anche perché le sfide in questo ambito non fanno che cominciare e dovremo farci trovare pronti.

Il periodo del trattamento

L’Ufficio federale dell’agricoltura delega inoltre al Servizio fitosanitario cantonale la competenza di definire il periodo dei due trattamenti, che per il Ticino sono stati così definiti tra l’11 giugno e il 18 giugno il primo, tra il 25 giugno e il 2 luglio il secondo.

Il primo periodo corrisponde con la fioritura della vite. Per le api la vite in fiore è un nutrimento importante. Per ovviare alla presenza massiccia delle api, per proteggere gli insetti impollinatori, l’Emilia Romagna, ad esempio, raccomanda di trattare la vite solo dopo sfioritura completa

https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/temi/avversita/schede/avversita-per-nome/flavescenza/schede/trattamenti-insetticidi-obbligatori

 

L’informazione

Delle tre categorie a nostro parere interessate, ossia i viticoltori, gli apicoltori e i privati, solo quella effettuata direttamene dal cantone ai viticoltori sembra essere la più esplicita nel far presente i pericoli del trattamento per le api, ancorché a nostro avviso troppo debole.

 

“Rendiamo in particolare attenti sul fatto che i prodotti fitosanitari omologati non sono

selettivi per le api le quali non devono essere presenti nel vigneto al momento del

trattamento.

È pertanto necessario mettere in atto alcuni accorgimenti:

- dove possibile, sfalciare il vigneto prima del trattamento (almeno due giorni prima);

- in caso di arnie nelle vicinanze, è imperativo accordarsi con l’apicoltore in modo che

possa tenere chiuse le api nel momento del trattamento;

- non trattare in presenza di api;

- trattare al di fuori dell’orario di volo delle api (prima dell’arrivo del sole, dopo il

tramonto).

 

Diversi tra i viticoltori da noi sentiti, stanno vivendo un certo disorientamento perché non vogliono contribuire alla moria delle api. Inoltre il fatto che siano stati incaricati loro di interpellare gli apicoltori non rende le cose più semplici. In base all’organizzazione del lavoro è tutt’altro che scontato che professionisti e privati abbiano il tempo di effettuare il trattamento prima dell’arrivo del sole, dopo il tramonto.

 

Gli apicoltori invece non sono stati né consultati, né direttamente informati, vedi il Quotidiano RSI 8 giugno 2021. Mentre l’informazione ai Comuni, che in seconda battuta hanno preparato circolari per le rispettive popolazioni, pur essendo molto ricca non ha messo nella giusta evidenza la pericolosità per le api e gli insetti in generale.

 

Infatti, ciascun Comune ha elaborato una circolare personalizzata per la popolazione, alcuni offrendosi per i trattamenti, altri fornendo solo raccomandazioni. In nessun fra i casi a noi noti, sembra essere stata data la giusta enfasi alla pericolosità del pesticida per le api e gli altri insetti. Citiamo ad esempio la lettera che il Gruppo Sinistra e Verdi Castello ha indirizzato al Comune di Castel San Pietro in seguito alla ricezione della circolare comunale.

Alcuni comuni virtuosi si sono messi a disposizione per effettuare i trattamenti necessari presso i privati. Tuttavia, non tutti i comuni hanno le capacità e le competenze per organizzarsi.

 

 

 

Alla luce di quanto illustrato ci permettiamo di formulare al lodevole Consiglio di Stato i seguenti quesiti:

1) In due anni di moratoria del trattamento, quanto è aumentata la cicalina vettore della flavescenza dorata? Dalle reazioni contrarie da parte di diversi viticoltori in merito ai nuovi trattamenti, sembrerebbe che l’eventuale aumento non sia visibile. Non pensa il Consiglio di Stato che con l’utilizzo di questo insetticida a largo spettro si eliminerebbero, insieme alle cicaline, anche i suoi possibili antagonisti naturali?

2) Come mai si è deciso di intraprendere una via potenzialmente pericolosissima per le api e tutti gli insetti pronubi, tenuto conto che il servizio ecosistemico di impollinazione di questi insetti è oggi considerato fondamentale per la nostra stessa esistenza?
3) Non pensa il Consiglio di Stato che gli apicoltori, quale parte direttamente interessata, avrebbero dovuto essere coinvolti nel processo decisionale sui trattamenti e sulla loro comunicazione? Perché non sono stati coinvolti?

4) Non pensa il Consiglio di Stato che il Cantone debba garantire un’informazione adeguata e competete anche ai privati cittadini, senza delegarla al personale dei comuni che non ha necessariamente l’adeguata formazione fitosanitaria? Anche ora che i tempi sono ormai stretti, non potrebbe mettere urgentemente in campo una campagna via media e social media di informazione e sensibilizzazione?

5) Non pensa il Consiglio di Stato che il periodo del primo trattamento debba essere rivisto, ottenendo di farlo cominciare solo a sfioritura completa, come avviene in Emilia Romagna?

6) Non pensa il Consiglio di Stato che i prodotti fitosanitari pericolosi per gli insetti impollinatori, non debbano essere lasciati a libera disposizione del privato cittadino che non dispone delle necessairie competenze per la sua corretta utilizzazione? Naturalmente con privato cittadino non intendiamo il viticoltore professionista.

7) Non pensa il Consiglio di Stato che sia il Cantone a dover organizzare per i cittadini di tutti i comuni il trattamento contro la flavescenza dorata, magari facendo anche ricorso a ditte private, in modo da poterne garantire una corretta applicazione?

8) Esiste un monitoraggio sulle conseguenze dell’utilizzo di questi prodotti fitosanitari per gli insetti impollinatori, api selvatiche incluse? E qualora questo non esistesse è previsto di introdurlo?

9) Siamo perfettamente coscienti dell’importanza del settore della viticoltura in Ticino e del pericolo che per essa potrebbe rappresentare la flavescenza dorata. È noto a quanto ammontano le perdite finanziarie provocate dalla flavescenza dorata?

10) Tenuto conto che al momento non sembra esserci in campo un’alternativa, chiediamo al Cantone di mettere in vigore le misure e i controlli più efficaci possibili per garantire il minore impatto sugli insetti impollinatori e preservare anche gli interessi dell’apicoltura. A questo scopo sono già previste delle misure di controllo? Quali? È previsto un sostegno all’apicoltore? Quale?

 

 

 

 

Ringraziamo per l’attenzione e le risposte.

 

Per i Verdi del Ticino:

 

 

Samantha Bourgoin, Nicola Schoenenberger, Cristina Gardenghi, Marco Noi, Claudia Crivelli Barella, Andrea Stephani.