Sanità. Le casse malati si difendono: “i veri lobbisti sono altri”

Sanità. Le casse malati si difendono: “i veri lobbisti sono altri”

Ottobre 18, 2019 - 14:31
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Sanità: In Parlamento vi sono più legami d’interesse con i fornitori di servizi che con le casse malati. Secondo Santésuisse è la dimostrazione che non sono le casse malati il vero problema…

Quella che fa capo alle casse malati è considerata da molti come una delle lobby più potenti sotto la cupola di Palazzo federale. La sinistra sovente critica i parlamentari allineati con gli assicuratori malattia e che magari da esse ricevono il loro stipendio (come lo era, prima di venir eletto in Consiglio federale, il capogruppo Plr alle Camere federali Ignazio Cassis, che presiedeva l'associazione Curafutura). 
A rispondere a queste critiche ci ha pensato l’associazione che rappresenta le assicurazioni malattia Santésuisse, che ha analizzato i collegamenti tra gli interessi dei vari parlamentari (consultabili sul sito web del Parlamento) ed è giunta alla conclusione che altri attori del settore sanitario hanno un'influenza ben maggiore in seno al Parlamento federale.
Come riporta la Neue Zürcher Zeitung dall’analisi condotta da Santésuisse tra i 246 consiglieri nazionali e consiglieri agli Stati, solo 19 persone hanno un legame ufficiale con una cassa malati (ne fanno parte del consiglio di amministrazione, fanno consulenza ad un assicuratore, oppure perché presiedono un'associazione di casse malati o hanno dato un badge di accesso a un rappresentante di una cassa malattia). Alcuni parlamentari hanno diversi mandati, per un totale di 29 mandati. 
Più diffusi sono però i rapporti con i vari fornitori di servizi. In Parlamento vi sono 68 mandati da ospedali e case di cura, 31 da organizzazioni mediche e infermieristiche, 43 dall'industria farmaceutica e 19 da servizi Spitex.
Per quanto riguarda le Commissioni sanitarie delle due camere, dove vengono prese realmente le decisioni, nei 25 membri di quella del Consiglio nazionale sono presenti 15 mandati di casse malati e 56 dei fornitori di prestazioni. Nella rispettiva commissione del Consiglio degli Stati, composta da 13 membri, ci sono 6 collegamenti con gli assicuratori malattia e 25 con i fornitori di servizi.
Dunque per il portavoce di Santésuisse, Matthias Müller, queste cifre sono la prova che il potere ce l’ha chi causa i costi nel sistema sanitario. "Questo rende più difficile per gli assicuratori sanitari difendere gli interessi di chi paga i premi”, dichiara, come riporta la Nzz.
Secondo Müller i fornitori di servizi si sostengono reciprocamente per evitare che si vada verso un risparmio. "Per esempio”, dice, “ci deve essere un motivo per cui i medicinali sono ancora più cari in Svizzera che all’estero”. 
Tuttavia, osserva la Nzz, il gran numero di mandati dice poco sulla natura vincolante del rapporto tra politici e attori sanitari. È indiscusso che i mandati di assicurazione malattia sono particolarmente lucrativi. Ad esempio, il consigliere agli Stati Josef Dittli riceve 140'000 franchi per la presidenza della piccola associazione di casse malati Curafutura (il posto che occupava in precedenza Cassis), per un carico di lavoro del 40%. "Questa è, naturalmente, una differenza enorme rispetto al volontariato per uno Spitex locale", sostiene Barbara Gysi, vicepresidente del Partito socialista e molto critica sulle assicurazioni malattia.