Sarà Alain Scherrer o Samantha Bourgoin il futuro sindaco di Locarno?

Sarà Alain Scherrer o Samantha Bourgoin il futuro sindaco di Locarno?

Ottobre 24, 2019 - 12:11
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Il Plr riconfermerà il terzo seggio in Municipio a Locarno? I dati delle federali (ma a dire il vero già quelli delle cantonali) dicono che sarà difficile. La sinistra invece può fare due seggi, anche (forse soprattutto) correndo in liste separate. Ma pure la Lega e Udc...

Il direttore della Ses (Società Elettrica Sopracenerina) Daniele Lotti, il presidente della stessa (il sindaco Alain Scherrer), il presidente dell’Organizzazione Turistica Ascona-Locarno Aldo Merlini, il direttore delle Fart Claudio Blotti, presidente del cda del Casinò, Palacinema SA, sindaco, tre municipali, … . La maggioranza (che in genere con l'apporto del Ppd diventa assoluta) nella maggior parte dei gremi istituzionali pubblici e parapubblici.  Questo è il potere del Plr nella Città sul Verbano, che dal 2013 è stata l’ultima delle grandi città ticinesi a conservare il sindacato in mano all’ex partitone, dopo che Lugano ha eletto il leghista Marco Borradori nel 2013 e Bellinzona il socialista Mario Branda l’anno prima, mentre a Mendrisio, il Plr il sindacato lo ha invece conquistato lo scorso anno, spodestando la storica “roccaforte” Ppd.
 
Locarno invece, in questi anni ricchi di “ribaltoni”, è rimasta in mano liberale radicale. Il Plr ha saldamente presidiato le sue posizioni, anche se, a ben vedere, oggi i “crudi” numeri non legittimano più cotanta presenza di cariche (siano esse pubbliche o parapubbliche). 
 
I numeri infatti parlano chiaro. A Locarno è la sinistra la prima area politica per numero di voti. Il recente dato delle elezioni federali non fa che confermare quanto era già emerso alle Cantonali (ma che molti commentatori nostrani non hanno saputo, o voluto, osservare, rimanendo “sorpresi” dall’”onda verde" che a travolto il Ticino). A ben vedere, come noi di Ticinotoday avevamo scritto, l’onda verde c’era stata eccome già alle cantonali (vedi qui), anche se ripartita in più formazioni politiche.  
 
A Locarno il dato delle schede complessivamente ottenute dalla sinistra per il rinnovo dei poteri cantonali vedeva complessivamente Partito socialista, Verdi, con l’aggiunta di Mps-Pop e Pc, raggiungere le 1124 schede al Gran Consiglio, abbondantemente sopra il Plr con le sue 906 schede (vedi qui). 
 
La tornata elettorale federale che ci siamo lasciati alle spalle, se sommiamo le schede portate a casa dalla sinistra, ha confermato ciò. L’area ha ottenuto 1236 schede (e come scritto sopra, al Gran Consiglio ottenne 1124 schede, dunque negli ultimi sei mesi per la sinistra vi è una crescita di 112 schede), corrispondenti al 31,35%. La sinistra non solo stacca il Plr, ma pure, la somma di Lega-Udc. Non è difficile immaginare che l’elettorato della sinistra sia rimasto pressapoco lo stesso fra Cantonali e Federali, anche se per la tornata elettorale federale le formazioni facevano riferimento a due liste congiunte, quella del Partito socialista e quella dei Verdi - Sinistra alternativa, mentre alle cantonali correvano in liste separate: Partito socialista; Verdi, Movimento per il socialismo - Partito operaio popolare (Mps-Pop); Partito comunista. L’unica di queste formazioni che non si è presentata per queste Federali è l’Mps (ma la sua “base” non sarà rimasta tutta a casa e probabilmente avrà votato una delle varie formazioni alla sinistra del Ps).
 
Come detto, dunque, l’incremento di schede della sinistra a Locarno, fra cantonali e federali, è stato di un centinaio. Non esattamente una crescita esponenziale. Il vero “salto" era già stato fatto alle Cantonali, anche se in pochi se ne sono accorti!
 
Guardiamo ora più in dettaglio i dati di Locarno relativi alle federali. Andando per ordine, il grande vincitore della tornata elettorale di domenica, ovvero la lista Verdi - Sinistra Alternativa, sommando anche le schede delle sue “sottoliste” (vale a dire quella del “Partito operaio popolare”, quella dei “Giovani Verdi” e quella delle “donne”), a Locarno ha raccolto ben 699 schede, pari al 17,73%. Il partito socialista perde invece quasi 200 schede dalle cantonali (verosimilmente parecchie sono confluite nella lista congiunta di Verdi e sinistra alternativa), raggiungendo 537 schede e il 13,62%. Come detto, assieme sono 1124 schede, pari al 31,35%.
 
Veniamo alla seconda forza politica, ovvero Lega-Udc. La Lega in queste federali ha incassato a Locarno 541 schede, pari al 13.72%. L’Udc, con le sue sottoliste (Giovani, Agrari, UdF), raggiunge 404 schede, pari al 10,24%. Assieme fanno 945 schede, 23,96%. 
 
Veniamo al Plr, che a Locarno la scorsa domenica ha dovuto accontentarsi di solo 726 schede (quasi 300 in meno delle cantonali), pari al 18,41%. Il Ppd (sommato con le sue sottoliste “Generazione Giovani - Sopraceneri”, Generazione Giovani -Sottoceneri, “PPD - Ticinesi nel mondo”) ha raggiunto alle federali a Locarno 545 schede. Se si aggiungono le schede dei Verdi liberali, 37, sono 582 schede, pari al 14,77%.
 
Cosa deduciamo da questi numeri (e soprattutto dalle percentuali)? Il primo dato che balza all’occhio è che con una percentuale di schede sotto il 20% il Plr può di fatto dire addio al suo terzo municipale nell’Esecutivo locarnese. Anche basandosi sul dato delle Cantonali, in termini di schede “secche” il Plr era rimasto sotto il 20% (compensando, alle cantonali,  poi con i preferenziali, che avevano portato i voti di lista al 24%). 
 
Secondariamente, con rispettivamente il 17,73% e il 13,62%, Verdi - Sinistra Alternativa e Partito socialista possono ambire ad eleggere due municipali, anche in due liste separate. I tempi in cui i Verdi, e la sinistra a sinistra del Ps, sono per i socialisti il “fratellino minore” sembrano giunti al termine. Oggi, che si trovi un accordo o meno fra socialisti e Verdi - Sinistra alternativa, ognuno potrebbe eleggere un municipale a testa (anzi, probabilmente un eventuale lista unica di tutta la sinistra rischia di essere controproducente, visto che apre la strada ai “mal di pancia” interni alle varie formazioni per la presenza di esponenti dell’uno o dell’altro schieramento politico). 
 
Anche per quanto riguarda la destra, vale a dire Lega e Udc, le due formazioni potrebbero eleggere un municipale ciascuno, stando ai dati delle federali. La Lega con il 13,72% di schede e l’Udc con il 10,24 (questa percentuale non è di per sé sufficiente ad eleggere un municipale, ma i resti dovrebbero garantire un seggio). 
 
Dunque quale potrebbe essere la futura composizione del Municipio di Locarno stando a questi numeri? Il Plr dovrebbe rinunciare a un seggio, passando da tre a due con il suo 18,41%. Il Ppd, che attualmente ha due seggi in Municipio, passerebbe a un solo seggio, con il suo 13,83% delle federali (va notato che stando alle schede delle ultime comunali il Ppd avrebbe già oggi un solo seggio in Municipio. A “salvare” i pipidini, sono stati i preferenziali raccolti dai candidati della lista per l’Esecutivo, che gli hanno permesso di superare i socialisti nelle percentuale finale).
 
Dunque: due municipali Plr e un municipale per Ppd, uno per la Lega, uno per il Partito socialista, uno per i Verdi - Sinistra Alternativa, uno per l’Udc. 
 
Azzardiamo ora da quali nomi potrebbe essere composto il futuro Esecutivo locarnese. In casa Plr, in base ai dati delle ultime comunali, rimarrebbero in sella Alain Scherrer e Davide Giovannacci, mentre a dover dire addio alla poltrona dovrebbe essere Niccolò Salvioni, posizionatosi terzo nell’ultima tornata comunale. Fra gli esponenti del Plr Locarnese che potrebbero ambire all’Esecutivo potrebbe esserci anche il granconsigliere Nicola Pini, che a questo punto dovrebbe battere anche il municipale Giovannacci per un “posto al sole” (visto che il Plr farebbe due seggi). A termine di paragone Giovannacci nelle scorse comunali aveva ottenuto 1967 preferenziali. Nicola Pini per il Consiglio comunale nel 2016 aveva ottenuto 1230 preferenziali, per il Gran Consiglio quest’anno, a Locarno, 1’062 preferenziali (certo, non si tratta di un confronto “scientifico”, ma dà l’idea). 
 
Per quanto riguarda il Ppd, stando ai dati delle scorse comunali, ad essere eletto sarebbe il municipale Paolo Caroni, che nel 2016 aveva superato il municipale Giuseppe Cotti di un centinaio di preferenziali. Nella recente elezione per il Consiglio nazionale, dove Cotti era in lista per il Ppd, il municipale locarnese ha raccolto 208 preferenziali, mentre Caroni, candidato al Gran Consiglio, sei mesi fa aveva ottenuto 1055 preferenziali (ovviamente per il Gran Consiglio è molto più facile prendere preferenziali, visto che le crocette a disposizione per i candidati sono 90, mentre per le federali si possono fare in tutto otto nomi, anche se si può “doppiare”). 
 
Per quanto riguarda la Lega il municipale Bruno Buzzini non dovrebbe avere particolare concorrenza al suo interno. In casa Udc, nel 2016, Bruno Baeriswyl era giunto alle spalle di Buzzini sulla lista Lega/Udc, distaccato di quasi 600 voti dal candidato della Lega. Se l’Udc dovesse fare un seggio proprio, sarebbe lui il candidato più probabile che lo occuperebbe (a meno di una “campagna acquisti” dell’Udc di Locarno, in grado di portare nomi più “di peso").
 
Per quanto riguarda il Partito socialista la sfida interna fra Ronnie Moretti e Pier Mellini alle scorse comunali aveva dato ragione al primo (che molti, soprattutto in altri partiti, davano per perdente). È da vedere se altri esponenti socialisti locarnesi, come il granconsigliere e vicepresidente Ps Fabrizio Sirica, già in lista alle scorse comunali, saranno della partita. Nel 2016 Sirica era giunto terzo con 546 “crocette” sul suo nome. Moretti ne aveva ottenute 716. Sirica, nell’elezione del Gran Consiglio di quest’anno, a Locarno ne ha ottenute 900 (ma come detto per il Gran Consiglio le “crocette” a disposizione sono 90, molte più che per il Municipio).
 
Per quanto riguarda i Verdi - Sinistra alternativa, pure, nomi di peso potrebbero essere delle partita. Vi è la granconsigliera Locarnese dei Verdi Samantha Bourgoin, che per il Gran Consiglio a Locarno ha incassato 606 preferenziali. Ma è di Locarno pure l’ex granconsigliere dei Verdi Francesco Maggi, responsabile del Wwf Ticino. 
 
E infine si apre la partita per il sindacato. Certo, l’attuale sindaco di Locarno, il liberale Alain Scherrer, può sicuramente contare su un appeal (probabilmente anche merito dell’amore per Vasco) personale non indifferente presso gli elettori. Ma perché la sinistra, forte delle 1100-1200 schede raccolte dall’area nel suo complesso, non dovrebbe perlomeno tentare di fare il “colpaccio”, magari con un volto come quello della granconsigliera verde Samatha Bourgoin o del verde Francesco Maggi (o, meno probabilmente, con l’esponente del Pop Leonardo Schmid, o con un ritorno sulla scena dello storico esponente del Partito del Lavoro, poi divisosi in Pc, Partito comunista e Pop, Partito operaio popolare, Stelio Mondini?).
 
 
 

 
 
 
 
f.n.g.