Sonya Crivelli: "Se non scioperiamo ora, quando?
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Sonya Crivelli: "Se non scioperiamo ora, quando?
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Aprile 02, 2019 - 22:09
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Sonya Crivelli, candidata al Gran Consiglio del Partito operaio e popolare (Pop), sulla lista Mps-Pop, è sicuramente una delle “veterane” della sinistra in Ticino. Per molti anni municipale a Sorengo, è stata anche uno dei volti più attivi in Ticino nel movimento femminista. Proprio lei abbiamo scelto per commentare, a distanza di quasi 30 anni, due avvenimenti che in un certo senso si ripresentano: lo sciopero delle donne, che quest’anno, a 28 anni di distanza dallo storico sciopero femminista del 14 giugno 1991, si ripeterà, e, in tema di elezioni, il ripresentarsi della lista Mps-Pop, simile all’operazione avvenuta nel 1991, quando c’è stata l’alleanza fra PdL e Psl, dando vita alla lista “L’Alternativa”.

Sonya Crivelli, lei nel corso della sua esperienza politica ha visto numerose campagne elettorali. Che giudizio dà a quest’ultima campagna elettorale?
Faccio un po' fatica a trovare le differenze. Quest'anno sono meno attiva nella campagna elettorale. Vedo tante belle facce di 'maschietti' tutti ben vestiti, con la cravatta, che non si distinguono nemmeno quando si passa per strada. Vedo la destra che usa dei termini e degli slogan che sono molto discutibili.
Credo che vi sia un forte appiattimento e una tendenza verso la destra. Questo mi preoccupa molto. Penso all'affermazione del ministro Norman Gobbi, che ha detto, parlando di salario minimo, che le donne non hanno bisogno di avere un salario adeguato, perché tanto è sussidiario a quello del marito o del padre.
Vi dovrebbe essere una levata di scudi e non solo da parte di pochi, con poca voce e poca visibilità, ma da parte di tutti.
Per il resto mi sembra una campagna un po' fiacca, dove l'unico tema che fa parlare è la possibili perdita del seggio socialista in Governo. 


Quattro anni fa il Pop correva da solo per le Cantonali. Quest'anno siete assieme all'Mps, che invece quattro anni fa era assieme al Pc, Partito comunista. Perché questa scelta di fare una lista congiunta con l’Mps?
Abbiamo diversi punti in comune e convergenze con l'Mps.
Quattro anni fa stavamo rimettendo in piedi la sezione ticinese del Partito svizzero del Lavoro (che è il Pop, ndr). È una storia anche dolorosa. Il Pc, che era prima la sezione ticinese del PsdL, è stato espulso. Noi abbiamo rimesso in piedi un partito che rappresenti il PsdL in Ticino.
Quattro anni fa eravamo dunque abbastanza deboli. Non si riuscì a trovare una convergenza subito con l'Mps.
Con passare del tempo sono emersi però punti in comune con l'Mps, basti guardare alla lista unita a Bellinzona per le comunali (le elezioni comunali della Nuova Bellinzona del 2016, ndr), come pure alla convergenza che abbiamo sul tema delle Officine, come su altre azioni che sono state fatte in parlamento. 


Proprio perché siete un po' più deboli, non rischiate di essere coloro che portano "acqua al mulino" dell’Mps?  Se la vostra lista facesse due deputati, il secondo seggio sarebbe con tutta probabilità dell’Mps…
È una domanda da due milioni. La speranza è di fare due deputati. Ne abbiamo parlato e senza entrare nello specifico, penso che cosa verrà regolata. 
È in parte vero che si rischia essere quelli che "portano l'acqua al mulino", ma abbiamo una nostra identità.
Una volta, quando correvamo con il Ps, si diceva che portavamo l'acqua al mulino del Ps. Bisogna però avere il coraggio di fare delle alleanze per poter marcare di più il territorio e per poter incidere di più.
Noi siamo disponibili a lavorare con tutti. 


L'esperienza di questa campagna elettorale ricorda un po' la campagna del 1991, quando il PdL di allora (di cui voi rivendicata l’eredità politica) e il PsL, Partito socialista dei lavoratori, in cui militava ad esempio Giuseppe Sergi, fecero una lista comune chiamata "L'Alternativa".
Il risultato non fu straordinario. Per il PdL comportò la perdita di un seggio in Gran Consiglio (ovvero Bill Arigoni)…

In quella campagna ero anche candidata al Consiglio di Stato e l'ho vissuta con un ruolo molto più attivo. La ricordo comunque come una bella esperienza, con delle idee interessanti.
Però non tutti i 'matrimoni' (in quel caso si trattava di una congiunzione) finiscono bene. 


Il 14 giugno 1991 vi fu in Svizzera lo sciopero delle donne. Quest'anno si avverrà la stessa mobilitazione. Cosa è cambiato in questi 28 anni e ha ancora un senso positivo fare uno sciopero delle donne?
In questi 28 anni abbiamo ottenuto il congedo di maternità, ma non abbiamo ancora la parità salariale. Ci vuole molto tempo per ottenere qualcosa e manca ancora molto.
C'è anche un attacco a i diritti che abbiamo conquistato. Personalmente ho più paura ad andare in per strada da sola, ci sono un insicurezza e una cultura maschilista e patriarcale molto forti.
Le donne chiedono rispetto, parità salariale, di essere libere, ma soprattutto chiedono un'educazione al rispetto e alla parità. Nella nostra scuola per ora non c'è niente di questo, se non a macchia di leopardo, con qualche insegnate che porta avanti sue iniziative.
Faccio notare che a Friborgo vi sono manuali per insegnati sull'educazione di genere, alla parità e anti-razzista.
Le donne sono stufe di essere stereotipate, di essere sfruttate e di avere paura. In Svizzera in media ogni due settimane una donna viene uccisa. Se non scioperiamo ora, quando?


Quanto questa nuova mobilitazione del movimento femminista è stata favorita dal movimento #MeeToo, nato negli Stati Uniti due anni fa?
In genere si tende ad occuparsi del proprio angolino.
Attualmente vi sono due movimenti che attraversano le frontiere e il mondo: il movimento dei giovani per il clima e quello femminista.
Il femminismo è sempre andato a periodi: vi è stata l'ondata delle "suffragette", poi l'ondata post-bellica del 68' e ora si riprende.
Apprezzo che vi sia questa unità, sia nelle donne che nei giovani per l'ambiente, che fa sentire parte di un lavoro politico importante.


Il 1991 è stata una stagione interessante non solo per le donne, ma la sinistra uscì ridimensionata dalle urne, non solo voi.
Vi fu il passaggio da due a un seggio della sinistra in Governo e anche in Gran Consiglio si indebolì la forza dell’area progressista. Questi ‘pagano’ elettoralmente queste mobilitazioni?
Se guardiamo a Zurigo i Verdi domenica scorsa hanno ridimensionato l’Udc (e pure a Lucerna proprio nel fine settimana in cui abbia intervistato Sonya Crivelli, ndr).
Non so se questi movimenti abbiano una ricaduta elettorale, ma penso che abbiano sicuroamente una ricaduta culturale.
Mi augurano che fra una settimana vi siano più donne nelle istituzioni e più attenzione al discorso femminista, ma pronostici non so farne.

Settimana scorsa si è tenuto a Massagno l'assemblea del Forum Alternativo, che ha intenzione di dare vita a una lista elettorale, congiunta al Ps, per le elezioni federali di ottobre.
In queste elezioni cantonali voi avete fatto una lista comune con l’Mps (che probabilmente non vorrà aderire al progetto del Forum alternativo), ma alle nazionali correrete assieme ad altri soggetti come i Verdi, il Pc e il Forum Alternativo?

Per ora abbiamo detto al Forum che siamo aperti alla discussione, che però abbiamo rinviato, visto che noi abbiamo un anche partito nazionale (con anche un deputato a Berna) e seguiamo naturalmente anche le discussioni a livello federale.