"Se non siamo d'esempio la frattura fra politica e popolazione si ingrandirà"

"Se non siamo d'esempio la frattura fra politica e popolazione si ingrandirà"

Maggio 03, 2019 - 18:03
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Ieri il Gran Consiglio uscito dalle elezioni del 7 aprile si è insediato. Presidente del Parlamento è stato eletto il Ppd Claudio Franscella. A Brione sopra Minusio (vedi qui) il neo presidente è stato festeggiato da autorità e cittadini, dove lo abbiamo intervistato.

Claudio Franscella, già nella seduta di insediamento del Gran Consiglio si è avuto modo di discutere, in modo anche animato (con la decisione sull'assegnazione, poi bocciata, di seggi nelle commissione per i parlamentari di Mps, Pc e Più donne). Teme sia un preludio a una legislatura "burrascosa", vista anche la maggiore frammentazione delle forze politiche in Gran Consiglio uscita dalle elezioni del 7 aprile?
Sicuramente sarà una legislatura difficile, proprio perché il parlamento è molto più frammentato. È un vantaggio per la democrazia, ma a volte può rendere difficile la conduzione dei dibattiti. Abbiamo già visto oggi qualche accenno, ma me l'aspettavo, eravamo preparati. Quello che ho chiesto a tutti i deputati è un maggior rispetto delle regole, un maggior rispetto gli uni verso gli altri e di abbattere i muri fra il Parlamento e il Consiglio di Stato. Credo dobbiamo smetterla di cercare sempre il colpevole ed essere così aggressivi. Credo sia giunto il momento di trovare delle sinergie, perché solo così la popolazione potrà essere di nuovo interessata alla politica. Se non si riesce in questo la frattura fra politica e popolazione si ingrandirà sempre di più. Credo che dobbiamo essere noi politici a dare il buon esempio. Su questo sarò piuttosto intransigente anche in aula.

Nel suo discorso di insediamento lei è stato più esplicito dei suoi predecessori nel dire cosa non le è piaciuto della scorsa legislatura. Una legislatura che si prospetta difficile richiederà una presidenza più decisa?
Ho vissuto la presidenza del Gran Consiglio di Pelin Kandemir Bordoli (da vicepresidente, ndr). L'ho trovata una presidenza molto elegante e mi ha insegnato molto.
Ognuno ha il suo carattere. Forse è emerso il mio essere stato docente per 20 anni e un approccio dunque più didattico: mi piace spiegare le cose anche nel dettaglio ai parlamentari. Con una maggiore informazione forse anche loro potranno capire e reagire meglio.
Come detto però ognuno ha le sue peculiarità e paragoni fra presidenti non se ne fanno.

Nel suo discorso lei ha parlato del pericolo rappresentato dal distacco della cittadinanza dalla politica. Lei ha scelto di festeggiare la sua presidenza a Brione sopra Minusio. È perché vede anche un pericolo di distacco fra le regioni periferiche e le grandi Città?
È centrale la questione dei rapporti fra Comuni e Cantone. Chiaramente i Comuni più piccoli sono coloro che ne fanno le spese. Hanno meno possibilità e sono sovraccaricati degli oneri che continuano a giungere dal Cantone. Non ce la fanno più.
È necessario riprendere fortemente il dialogo. Si deve capire che l'ente locale è la prima cellula della democrazia. È l'ente più vicino al cittadino. I parlamentari, come il Consiglio di Stato, sono al servizio della cittadinanza e dobbiamo fare in modo che il flusso di informazioni sia più diretto e spontaneo. Credo che con buona volontà questo si potrà fare.

Quale obiettivo vorrebbe maggiormente raggiungere nel suo anno di presidenza?
Una conduzione ottimale del Parlamento. Mi auguro che i miei colleghi possano collaborare, evitando 'sceneggiate' o scontri fuori dall'ordinario. Credo molto nel rispetto delle idee di ognuno, che devono essere valorizzate e portate avanti, ma nel rispetto reciproco. Questo sarà un punto cardine della mia presidenza.
Vorrei anche essere un uomo del territorio e cercherò di valorizzare associazioni, enti, società sportive, che funzionano grazie al volontariato e che sono la forza del Cantone. Il mio compito sarà portare la presenza, e dove possibile l'aiuto del Cantone, a questi cittadini che operano per il bene comune.

Lei ha invita a evitare protagonismi e scontri eccessivi. Nella scorsa legislatura sicuramente il deputato Matteo Pronzini ha catalizzato l'attenzione. Era un invito rivolto a lui?
No. Ho un buon rapporto con Matteo Pronzini e non voleva assolutamente essere un attacco a lui. Ogni tanto lui nei modi e nei toni esagera un po', come ho già avuto modo di dirgli. Non riguarda i contenuti che porta avanti, è solo la modalità che deve essere a mio avviso corretta.
Il mio era un monito a tutto il Parlamento, visto che abbiamo anche 35 nuovi deputati. Era giusto dare un segnale fin dall'inizio.