Secondo il Mattino c'è un "piano" che collega Macello e PSE

Secondo il Mattino c'è un "piano" che collega Macello e PSE

Giugno 20, 2021 - 17:20
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Il Mattino si felicita per i risultati delle votazioni, ma parla anche della demolizione del Macello, correlandola con la campagna per il PSE.

Il Mattino delle domenica nella sua edizione odierna dedica vari articoli all’esito delle votazioni della scorsa domenica, in cui, si legge che “i cittadini ticinesi hanno confermato in toto le indicazioni di voto del nostro Movimento” e si parla di “partitocrazia asfaltata”, dunque sì alla legge sul terrorismo e alla legge covid, no alla legge sul CO2 e alle iniziative agricole e a livello cantonale, sì alla sovranità alimentare e alla riforma pensionistica dei consiglieri di Stato (su quest’ultimo punto il Mattino dedica anche un articolo critico all’MPS, autore del referendum e unico contrario alla riforma).

Il Mattino in un articolo firmato da l’Allodola tuttavia parla anche della discussione e degli interrogativi che ha sollevato la demolizione del Macello, su cui come noto oltre alla stampa e all’opinione pubblica, anche la Magistratura ha valutato che vi è qualche questione da chiarire. Il Mattino mette in correlazione la vicenda del Macello con la campagna in vista della votazione sul Polo sportivo e degli eventi. Secondo il Mattino vi è l’intento di «montare squallidamente la panna sul caso “molinari” per screditare le autorità. L’obiettivo è trascinare per mesi le polemichette da tre e una cicca sull’ex macello per arrivare al voto sul PSE con un Esecutivo indebolito». L’Allodola cita anche alcuni dei “congiurati”: «Detto del piano ricordiamo chi sono i quattro dell’Apocalisse: l’Uomo del Monte preoccupato per i suoi palazzi, Pino il bellinzonese sempre in astinenza di visibilità, il $indakalista- scopatore del mare Matteo Poretti megafono dei due e l’ex capo divisione del DSS (all’epoca del funzionario da commissione d’inchiesta parlamentare) Martini Ro$$o, grande affossatore della 13a AVS, in cerca di una ragion d’essere». Secondo il domenicale i cittadini luganesi si schiereranno alla fine a favore del polo sportivo e dunque «per evitare la débâcle gli infangatori seriali intendono correre ai ripari alzando un polverone che ponga in secondo piano il progetto di Cornaredo. L’intento è colpire le persone, il sindaco in primis, per distogliere l’attenzione da un’opera che risulta gradita anche ai non sportivi per il grande parco verde, le vie pedonali, i percorsi ciclabili», ecc.

Interessante che fra i «quattro dell’Apocalisse» fautori del suddetto «piano», il Mattino citi anche «l’Uomo del monte» (alias, notoriamente, Fulvio Pelli), che se sicuramente può essere annoverato fra gli oppositori del PSE, non ha mosso in relazione alla vicenda Macello particolari critiche (anzi) alla collega di partito capodicastero sicurezza di Lugano, di cui ci risulta figurasse fra i “supporter” (magari per interposta persona)… L'articolo si chiude in maniera un po' profetica: «Aspettiamoci quindi qualche colpo di scena da parte della nostrana banda dei quattro e di chi, dietro le quinte, gli tiene bordone: come la ex municipale “figlia di” e l’unico ex consigliere nazionale del quale a Berna e in Ticino nessuno si ricorda».