Sergi&Pronzini possono insegnare a Bühler&Galeazzi come raccogliere le firme? Intanto la Lega incassa le presidenze dei cda

Sergi&Pronzini possono insegnare a Bühler&Galeazzi come raccogliere le firme? Intanto la Lega incassa le presidenze dei cda

Luglio 06, 2021 - 20:50
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Dal "risiko" del parastato a Lugano la Lega gioca bene le sue carte. Per l'Udc di Lugano invece una giornata nera...

Il risiko dei cda del parastato del Comune di Lugano si è concluso ieri sera con le nomine dei membri dei cda di Ail e Tpl (nomine di competenza del Consiglio comunale, mentre per Ail servizi, Verzasca S.A., Avilù, ecc., le nomine dei membri dei cda son di competenza del Municipio).

Nell'Ail "che conta", ossia nell'azienda elettrica di Lugano (da non confondersi con l'Ail servizi, che è molto più piccola e con una mission aziendale non del tutto chiara), vi è l'entrata del Ppd Filippo Lombardi, che potrà sommare al già lauto stipendio di municipale, il gettone più cospicuo di tutte le partecipate della città di Lugano; del neocopresidente sezionale Filippo Zanetti che succede alla socialista Marilena Ranzi; di Lukas Bernasconi, capogruppo leghista in Consiglio comunale, che succede al leghista Michele Foletti; il liberale Mario Antonini che succede a Guglielmini.

Di fatto in Ail cresce la rappresentanza del Ppd, che da un membro del cda (Angelo Bernasconi), si aggiudica anche un ulteriore posto con la nomina di Filippo Lombardi (che rappresenterà il Municipio, mentre prima ufficialmente non c'era nessuno a rappresentare l'esecutivo, visto che Michele Foletti rappresentava la Lega e non il Municipio). Diminuisce la rappresentanza leghista che da tre, passa a due membri nel cda. Ma chi erano i rappresentanti leghisti nel cda dell'Ail dal 2016 al 2021? Semplice. Il già citato Foletti (a cui è succeduto Lukas Bernasconi), Bianchetti (riconfermato) e Nicola Schoenenberger, ossia il candidato verde sia al Municipio che al Consiglio comunale, sia nel 2016 che nel 2021.

In soldoni l'avanzata del Ppd, con l'entrata di Filippo Lombardi nel cda dell'Ail, ha tolto un posto alla Lega, che molto generosamente aveva "girato" in precedenza al verde Schoenenberger.

Adesso il nuovo cda dovrà eleggere il suo nuovo presidente e noi scommettiamo che sarà il pipidino Angelo Bernasconi.

 

 

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Mentre nella Verzasca SA, società proprietaria dell'omonima diga idroelettrica, in cui il Comune di Lugano è azionista di maggioranza e quello di minoranza è l'Aet, Azienda elettrica ticinese, è uscito dal cda il presidente, il liberale Erasmo Pelli, già vicesindaco di Lugano. Al suo posto il Plr di Lugano ha designato Luca Maiocchi, che però non assumerà la presidenza, visto che è appena entrato. La presidenza invece è passata al municipale leghista Michele Foletti. Con questa mossa la Lega si porta a casa la presidenza di un cda delle partecipate, anche se non importante come l'Ail e la Tpl, ma sempre meglio di nulla.

 

 

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Invece all'Ail servizi, "sorella minore" della grande Ail, noi, erroneamente, avevamo pronosticato che la presidenza sarebbe andata al leghista Andrea Censi e la vicepresidenza a Valentino Benicchio. E a quanto pare non sarà così. I due, Censi e Benicchio, sono entrati (per nomina municipale), ma il presidente dovrebbe essere il leghista Enea Petrini e il vicepresidente il liberale Stefanini. 

Con Ail Servizi la Lega si aggiudica due cda delle partecipate, ancora poco in confronto ai "tempi d'oro" del Plr, che riusciva ad egemonizzare quasi tutto, ma comunque molto, o perlomeno abbastanza, visto che è il partito (assieme al Ps di Lugano) che ha perso più volti alle elezioni comunali di aprile 2021. Dunque, con queste premesse, possiamo dire che la Lega tatticamente ha giocato molto bene la sua partita per farsi strada nelle partecipate. 

 

 

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Ieri, lunedì 5 luglio, non è stata propriamente una giornata di successi per l'Udc di Lugano: da una parte il proprio candidato al cda dell'Ail ha raccolto pochissimi voti in Consiglio comunale, dall'altra, qualche ora prima, hanno dovuto comunicare all'opinione pubblica il totale fallimento di "Adéss Basta", l'iniziativa che avevano lanciato per impedire qualsiasi forma di esperienza di autogestione a Lugano. 

Per il presidente sezionale dell'Udc di Lugano non sarà stata una grande giornata e non vogliamo infierire. 

Però, permetteteci, per mesi abbiamo sentito dire, e abbiamo letto articoli, in cui esponenti della destra e del centro destra luganese ci spiegavano in lungo e in largo che tutta la cittadinanza non ne poteva più dei molinari e che la stessa cittadinanza era quasi totalmente favorevole al PSE, Polo sportivo e degli eventi. Sarà (e siamo convinti che in votazione popolare il PSE passerà, ma non con cifre bulgare come qualcuno ha sempre proclamato, ma molto più tirate), ma il referendum contro il PSE promosso da un "partitino" come l'Mps, che a Lugano non è neanche riuscito ad entrare in Consiglio comunale, ha raccolto ben 5'000 firme (che poi sono state "scremate" dal Comune), mentre il partito che esprime uno dei due consiglieri agli Stati ticinesi, nonché presidente nazionale dell'Udc (e diciamocelo, che ambisce ad entrare in Governo con Piero Marchesi rubando il posto a Claudio Zali nel 2023), non riesce nemmeno a raccogliere 3'000 firme, fermandosi a 2'800. Eppure da settimane sul Mattino di Lorenzo Quadri ci sono appelli a firmare l'iniziativa, sono stati acquistati banner pubblicitari, anche sul portale più grande del Cantone e il risultato è fallimentare. 

Assieme all'Udc, la batosta la prende larga parte della Lega (in primis i suoi municipali), ma anche l'ex consigliera comunale Plr Martina Caldelari e il riconfermato Plr Urs Lüchinger, che avevano sostenuto questa iniziativa. 

Ma per il povero Alain Bühler la battuta d'arresto potrebbe essere importante per la sua ascesa politica, però niente esclude che in futuro possa essere rilanciata un'iniziativa simile, magari dopo che Bühler, Galeazzi & Co siano andati da Sergi e Pronzini a fare un corso di come si raccolgono le firme per referendum e iniziative popolari.