Sette ministri e un cassetto inceppato

Sette ministri e un cassetto inceppato

Giugno 16, 2020 - 18:34

Visita in Ticino oggi di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano. Il quinto dal 2014...

Più che altro una "visita di cortesia" quella di oggi del ministro degli esteri italiano, il pentastellato Luigi Di Maio, che in Ticino ha incontrato fra gli altri il consigliere federale Ignazio Cassis, brevemente il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Per il consigliere di Stato leghista è stata l'occasione per esprime il disappunto, a seguito dell'incontro, per l'ennesimo nulla di fatto sul fronte dell'accordo fiscale fra Svizzera e Italia sui frontalieri che dovrebbe sostituire quello del 1974, la cui firma è ormai nel cassetto da oltre quattro anni. L'accordo era stato "parafato" (ovvero si era trovato un accordo in sede negoziale, poi l'accordo avrebbe dovuto essere approvato dai rispettivi parlamenti) nel dicembre 2015, sotto il Geverno Renzi, per quanto riguarda l'Italia. Nel frattempo alla guida dell'Italia si sono succeduti ben quattro governi e tre premier: Matteo Renzi (Partito democratico), con agli esteri prima Federica Mogherini e poi Paolo Gentiloni (pure Pd); poi il Governo Gentiloni, con ministro degli Esteri Angelino Alfano (ex "delfino" di Berlusconi); poi il Conte I (con i voti di Movimento 5 Stelle e Lega), con Di Maio vice-premier e al ministero degli Esteri Enzo Moavero Milanesi; e infine in Conte II (Movimento 5 Stelle - Pd), con di Maio che passa da ministro degli Interni e vice di Conte assieme a Salvini, a ministro degli Esteri, appunto). Sul fronte svizzero si sono succeduti alla guida del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter e poi il ticinese Cassis (invece in Lombardia, la regione più toccata dall'accordo, e quella con più voce in capitolo, si sono succeduti i presidenti leghisti Roberto Maroni e Attilio Fontana). 

Sette ministri degli Esteri si sono dunque succeduti fra Italia e Svizzera e il dossier è rimasto nel cassetto. Forse era un po' troppo sperare che novità concrete, oltre alle frasi di rito, giungessero appena usciti dalla catastrofe del coronavirus, con un governo italiano la cui tenuta potrebbe essere un po' traballante. Chissà, magari sarà la volta buona con il prossimo ministro degli Esteri...

 

 

 

 

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