Sgarbi novello Pannella

Sgarbi novello Pannella

Ottobre 31, 2020 - 19:49
Posted in:

Vittorio Sgarbi il 29 ottobre, alla commemorazione a Montecitorio dell'ex parlamentare di Forza Italia, nonché presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha dato vita al suo "solito" show alla Camera dei deputati, intervenendo come parlamentare e parlando con la mascherina solo sul naso, lasciando libera la bocca. Il presidente della Camera, il pentastellato (il più a sinistra del Movimento 5 Stelle), Roberto Fico, l'ha richiamato al rispetto delle norme, che prevedono che i parlamentari italiani sono obbligati ad indossare la mascherina, sia sulla bocca che sul naso.

Per tutta risposta Sgarbi al richiamo di Fico, l'ha definito "fascista". Dai banchi della maggioranza del Pd e M5S, si sono levati commenti e brusii contro Sgarbi. Poi il buon Vittorio ha atteso che i commessi del Parlamento lo "prelevassero di peso" e lo portassero fuori da Montecitorio. E lui tranquillamente ha fatto quello che facevano i sessantottini nei sit-in, ovvero resistenza passiva.

L'episodio può essere liquidato come la solita "sceneggiata" di Sgarbi. Ma sul piano simbolico della comunicazione la "sceneggiata" di Sgarbi merita qualche approfondimento.

Certo, l'Italia non è nel 1924 e Vittorio Sgarbi non è Giacomo Matteotti, come il pentastellato Roberto Fico non può essere paragonato al fascista Alfredo Rocco, presidente della Camera il 30 maggio del 1924, quando Matteotti fece il suo discorso contro il fascismo che lo condannerà (da parte degli squadroni fascisti) alla morte.

Però è un dato che la "sceneggiata" di Sgarbi di due giorni fa sia stata una forma di disobbedienza civile, per nulla apprezzata sia dall Pd, partito democratico (che per più della metà proviene da quel Pci che da Gramsci a Berlinguer aveva fatto della disobbedienza civile una delle sue armi politiche), sia dai pentastellati che nascono con la disobbedienza civile di radunarsi per gridare ai quattro venti un sonoro "vaffanculo".

Eppure oggi, sia il M5S quanto il Pd sono molto insofferenti alla disobbedienza civile di Sgarbi. Oggi tanto la sinistra (che in malo modo viene rappresentata dal Pd) quanto gli "ecogiustizialisti" poi diventati pentastellati sono "ligi" all'autorità e anche un po' bacchettoni e cadono nel tranello-provocazione elaborato da Sgarbi, rivendicandone la sua espulsione dal Parlamento.

Così facendo, sul piano simbolico, si sono espressi contro la disobbedienza civile, tanto cara al prete Don Milani, ma anche a politici come il defunto radicale Marco Pannella (senza di lui oggi la sinistra italiana non avrebbe scoperto i diritti civili e le libertà individuali, compreso l'aborto!) e il demoproletario (poi passato ai Verdi Arcobaleno) Mario Capanna.

"Vietato proibire", slogan tanto amato qualche decennio fa a sinistra, oggi giorno è stato lasciato a un politico come Sgarbi, novello Marco Pannella (che come cantava Gaber in La realtà è come un uccello "...altra classe").

Se oggi qualcuno "liberasse" una colomba nell'aula di Montecitorio, come fece nel 1991 Mario Capanna in  segno di opposizione e dissenso alla guerra (in quel caso la guerra del Golfo, parte prima), verrebbe dal M5S e dal Pd ritenuto oltraggioso, meritevole di pena di morte. Forse non meritevole di pena di morte, ma oltraggioso !

Dunque Vittorio Sgarbi, con la sua "sceneggiata" e provocazione (lui che sul coronavirus a febbraio era partito molto male, negando totalmente l'esistenza del virus e del problema che comportava), sul piano simbolico della comunicazione, è riuscito in soli 5 minuti di gran teatro a Montecitorio a mostrarci quanto oggi, quella "cosa" autoproclamatasi di sinistra (o di centrosinistra), ovvero il Pd, sia contro la disobbedienza civile, che i propri riferimenti culturali siano più vicini a uno Scelba che a Don Milani, a Stalin che a Gramsci.

E pensare che una volta la sinistra "mitizzava" Che Guevara, con la sua incuranza della paura della morte gridando coralmente "o Revolution o Muerte" (oggi sostituito da "o mascherina obbligatoria per tutti o ci caghiamo sotto per le le nostre fobie sulla morte", vedi i Pd Boccia e Speranza).

Ci vuole un bastian contrario, anche se è Sgarbi, perché l'omologazione e l'appiattimento della classe politica italiana (come di quella nostrana) come se fossero un gregge di pecore spaventa in una democrazia (ma siamo ancora in democrazia o più in un ibrido, in cui si mantengono le apparenze e le forme, ma si abolisce la sostanza?). La democrazia vive di dibattito, di diversità di vedute e di opinioni, non di omologazione e censura.

Se il pensiero libertario e la disobbedienza civile sono oggi rappresentate da Sgarbi, è la sinistra che ha tradito (in Italia, ma non è che altrove la musica sia differente) la sua storia e la sua ragione d'essere. Non vorremmo che ci resti solo Sgarbi come paladino della disobbedienza civile. Sarebbe molto grave.