Si è fatta la storia. Dove andrà ora il Ps?

Si è fatta la storia. Dove andrà ora il Ps?

Novembre 21, 2019 - 17:24
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Mentre ancora si festeggiava lo storico risultato di domenica, con l’entrata della prima donna socialista, Marina Carobbio, in Consiglio degli Stati, abbiamo chiesto il parere sulle prospettive future che ora si aprono ad alcuni esponenti socialisti: la giornalista Tiziana Mona, il presidente Igor Righini, il già consigliere nazionale Fabio Pedrina.

La scorsa domenica i socialisti ticinesi hanno fatto la storia. Marina Carobbio è stata eletta in Consiglio degli Stati. È la prima esponente socialista ticinese eletta alla Camera Alta, ma soprattutto la prima donna.
 
Alla Casa del Popolo nel corso del lungo pomeriggio e serata di festeggiamenti sono arrivati tanti esponenti socialisti, dai semplici militanti agli ex Consiglieri di Stato e consiglieri nazionali.
 
C’era anche l’ex giornalista Tiziana Mona, che ci ha così ci ha commentato, “a caldo” la giornata elettorale: “Sono contenta che sia stata eletta Marina Carobbio, perché è una donna eccezionale, una socialista eccezionale”. 
 
Tiziana Mona, si dice convinta che la candidata socialista abbia saputo mobilitare il voto delle donne, non solo di sinistra, e ritiene “importante che ci siano delle persone come Marina Carobbio, che sappiano trovare alleanze, cercare soluzioni che vadano bene per chi ne ha bisogno”. 
 
“Estremamente soddisfatto”, ci ha detto, è anche il presidente del Partito socialista Igor Righini, che ascrive il risultato in primis al grande lavoro fatto dalla stessa candidata, ma anche all’alleanza del fronte rosso-verde. “Noi abbiamo fatto la nostra parte, come abbiamo già fatto al Consiglio nazionale, eleggendo un candidato del Partito socialista e uno dei Verdi. Questo è stato il primo ed ottimo risultato. Da qui siamo riusciti ad ottenere un altro straordinario risultato, portando la prima donna al Consiglio degli Stati”. La debacle dei partiti di centro ha dato una mano, gli chiediamo? “Il motivo del nostro risultato lo vedo correlato al nostro lavoro, più che andando a guardare ad altri partiti”, ci dice Righini. 
 
Per quanto riguarda il prossimo appuntamento elettorale, quello delle elezioni comunali del prossimo aprile, il presidente socialista Igor Righini ci dice che “le elezioni comunali sono sicuramente importanti, ma tante volte nei Comuni vi sono altre regole ed altre egemonie. Sicuramente il risultato di oggi dimostra che assieme si vince e si portano avanti le politiche programmatiche del fronte rosso-verde”. 
 
Infine, per quanto riguarda il futuro del presidente Ps, cosa si prospetta all’orizzonte? “Sono un presidente estremamente soddisfatto, abbiamo saputo lavorare bene insieme”, ci dice Righini. “Ora dovremo fare un’analisi politica con la direzione e il Congresso sarà convocato per l’inizio del prossimo anno, fra febbraio e marzo. Dopo questo bagno di soddisfazione mi prendo un attimo di riflessione. Dovrò anche discuterne con la mia famiglia: fare il presidente di un patito è un compito spesso molto oneroso, anche se sicuramente dà grandi soddisfazioni”.
 
“Un po’ me l’aspettavo”, ci dice Fabio Pedrina, già consigliere nazionale per il Partito socialista dal 1999 al 2007, in merito al risultato di Marina Carobbio. “L’elezione di Marina rientrava un po’ nello scenario che avevo prefigurato”, ci dice Pedrina. “Invece il successo di Marco Chiesa non l’avevo messo in conto. È lo specchio di un certa evoluzione verso i poli della società ticinese. Ora la grossa sfida per il fronte rosso-verde è riuscire a concretizzare, ad essere propostitivi, costruttivi e seri nel lavoro. Credo che le persone nel nostro fronte siano ben attrezzate per questo, sia Greta Gysin, come Bruno Storni (che subentra a Marina Carobbio al Consiglio nazionale, ndr), come pure Marina Carobbio, che ha dalla sua il capitale dell’esperienza”. 
 
E ora, visto che anche a Berna sono cambiati gli equilibri, quali scenari si aprono per la politica federale? “Quando sono arrivato in Consiglio nazionale nel 1999 vi era una situazione simile, anche se in tempi diversi”, ci dice Pedrina. “Sia nel Ppd che nei liberali c’era una frangia molto importante che aveva idee progressiste. Un fronte politico con il quale eravamo riusciti, anche negli anni precedenti, a costruire, ad esempio, una politica dei trasporti che è stata di esempio per tutta l’Europa”. 
 
Invece poi, prosegue il già consigliere nazionale, “nello spazio di poche legislature queste forze, sia nel Ppd che nel Partito liberale, sono praticamente scomparse. Si è così arrivati, nel 2015, a questo blocco molto borghese e molto spostato sulla destra. Vedremo ora se si riuscirà perlomeno a correggerlo un po’. Il nostro sistema politico non è così facile da sbilanciare”. 
 
“Credo vi sia una buona chance per tentare di portare avanti un lavoro costruttivo sulle principali sfide, che sono quella climatica e quella sociale”, prosegue Pedrina. “Credo vi siano alcuni elementi positivi che possano farci sperare in una risposta progressista”. 
 
Parlando di politica di trasporti gli chiediamo pure se in futuro possa esserci un’esponente della sinistra (magari lui, che già siede nel Cda) alla guida delle Ffs, vista la crescita del fronte rosso-verde a queste elezioni federali. “Non credo che il futuro della politica delle Ffs si giochi su un socialista o meno (alla guida delle Ffs, ndr)”, dice Pedrina. “Per iniziare vi è una nuova direzione al DATEC (Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni), con Simonetta Sommaruga che ha già mostrato degli accenti sostanzialmente diversi rispetto a Doris Leuthard, che l’ha preceduta”, ci dice Pedrina. “Vi sono però dei quesiti che la politica federale deve sciogliere nella gestione delle cosiddette ex regie federali: non si può da un lato chiedere di fare un servizio pubblico di qualità e dall’altro lato chiedere di generare profitti. Se la politica non sa dare risposte coerenti su questo punto è facile che i manager vadano ‘a spasso’ e facciano ‘avventure’ che non dovrebbero fare. Spero vi sia un riassetto di alcuni parametri”.