Si può discutere di COVID-19 senza allarmismi o banalizzazioni?

Si può discutere di COVID-19 senza allarmismi o banalizzazioni?

Novembre 14, 2020 - 12:14
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La pandemia di COVID-19 - come quotidianamente ci ricordano tutti i media - sta continuando a far crescere il numero di decessi e di contagi. Il virus, inoltre, sta cambiando il mondo, limitando le libertà personali, causando problemi all'economia e mettendo in difficoltà i sistemi sanitari di molti paesi. All'interno di questo contesto certamente complicato, forse, ci si sta facendo guidare più dalla paura e dall'ignoranza (nel senso che la COVID-19 è un virus nuovo e ancora non è stato s scoperto tutto sul tema), piuttosto che dalla razionalità. Ciò può valere per tutti: dal singolo cittadino ai governanti, dal medico di base al manager della sanità, dal dirigente d'azienda al maestro di scuola. Anche attorno alla COVID-19, infatti, si sta creando polarizzazione: grande allarmismo da un lato e negazionismo dall'altro. Un discorso razionale non è facile, perché può sollevare aspetti delicati e criticità sul funzionamento nostra modernità.

In questa puntata di Rewind vi proponiamo un estratto di una recente puntata della trasmissione Piazzapulita. Nel programma di La7, condotto da Corrado Formigli, è stato ospite Roberto Bernabei, primario di Geriatria del Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico che fornisce consulenze al governo italiano per far fronte alla pandemia. Bernabei cerca di affrontare il problema senza allarmismi o banalizzazioni. Secondo Bernabei, la COVID-19 è "una malattia normale" che, purtroppo, colpisce gravemente i più fragili. Si tratta di una questione non indifferente che, forse, potrebbe essere tenuta maggiormente in considerazione nella strutturazione delle varie misure di contenimento degli effetti della COVID-19.

 

TM