Si riapre... un po'. Ha senso chiamarla prudenza?

Si riapre... un po'. Ha senso chiamarla prudenza?

Marzo 01, 2021 - 13:01
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Lunedì primo marzo. In questo giorno, nel 1445, è nato il pittore Sandro Botticelli, e nel 1810 il compositore Fryderyk Chopin.

Il primo marzo del 2012 è morto a Montreal, dove la sera prima si era esibito in un concerto, il cantautore italiano Lucio Dalla, uno degli interpreti più amati della musica italiana.

Oggi abbiamo assistito alla prima tappa delle riaperture dalle misure di confinamento per il virus. Da stamattina si può ritornare in tutti i negozi (viene a cadere la “geniale” norma per cui si potevano acquistare fiori, ma non ai computer, zappe sì, vestiti no, ecc), sono di nuovo aperte sale di lettura di biblioteche, musei, zoo, parchi botanici, parchi di divertimento all’aperto, come pure strutture sportive all’aperto. Bene.

Intento rimangono chiusi come noto bar e ristoranti, ma anche centri fitness, case da gioco, cinema, teatri, discoteche, oltre a ovviamente tutti i limiti sulle aggregazioni e gli eventi quali conferenze e riunioni, per cui in realtà non vi è nessuna prospettiva concreta di ritorno alla normalità (negli scorsi giorni è rispuntata l’ipotesi “grandi eventi” per l’estate. Speriamo, ma non ci ricordiamo anche come andò a finire lo scorso anno sui grandi eventi, annunciati e poi prontamente smentiti qualche mese più tardi). La mancanza di prospettive chiare diventa sempre più preoccupante alla luce del fatto che si sta procedendo alla vaccinazione (anche se va a rilento) di tutte le persone a rischio (anziani e con patologie pregresse). Si stanno aprendo le visite nelle case per anziani, dove in Ticino vi è stata la metà dei decessi, mentre a febbraio vi è stato solo un caso positivo. Dunque, ora, la politica federale vuole andare avanti con le chiusure, per evitare che si contagino persone che tutto sommato, se si contagiano, non è un gran problema? Si parla di prudenza. Ma è più prudente puntare a evitare che si contagino persone sane, oppure evitare le gravissime conseguenze sociali, economiche e anche di salute mentale che le attuali misure stanno comportando?