Si stava meglio in quarantena?

Si stava meglio in quarantena?

Aprile 10, 2020 - 07:10
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In questo momento, la Cina è un luogo sul quale concentrare la nostra attenzione. Essendo stato il primo paese colpito dal COVID-19, è ora il primo Stato che sta attuando la cosiddetta fase due: quella di un graduale ritorno alla vita pre-pandemia. È inevitabile che anche in Ticino - dove il picco dei contagi sembrerebbe essere stato raggiunto - si cerchi di capire quali siano le migliori soluzioni per tornare al lavoro, a scuola, alla vita sociale

In questa puntata di Rewind, vi proponiamo un servizio della trasmissione Report (Rai 3), su quel che sta accadendo ora a Wuhan. Nella città da cui dovrebbe essere partita la diffusione del coronavirus, il superamento della fase più calda della pandemia è un ritorno alla non-normalità. La popolazione, infatti, sta cominciando a tornare al lavoro e a uscire di casa. Qualsiasi movimento, però, è strettamente controllato dalla tecnologia. 

Oggi, a Wuhan, la vita delle persone è in mano a un'app, la quale registra alcune condizioni sanitarie personali - in primis la temperatura corporea, misurata in ogni luogo visitato (dalla metropolitana al negozio di alimentari) - e ogni spostamento effettuato. La medesima app, inoltre, segnala un colore: verde, giallo o rosso, come un semaforo. Fino al momento in cui l'app indica il colore verde, al soggetto (chiamarlo cittadino potrebbe essere eccessivo) è permesso muoversi nelle zone consentite. Tramite la geolocalizzazione, l'app è in grado di capire se il soggetto si è trovato nelle vicinanze di un infetto. In questo caso, il colore diventa giallo, a cui dovrebbe conseguire l'esecuzione di un tampone e - successivamente - o l'ospedalizzazione o la quarantena. Nella malaugurata ipotesi di positività al virus, il colore diventa rosso.

Che ci debbano essere delle forme di contenimenti del virus, anche durante la seconda fase, non è in discussione. Eventuali seconde ondate di COVID-19, infatti, devono essere scongiurate. Anche nel mondo occidentale, però, vengono invocati ampi controlli della popolazione. Ad esempio, cosa intende l'immunologo Alberto Mantovani, quando parla di uso della tecnologia, per il dopo-pandemia (vedi qui)? Il grande pericolo è che certe misure di controllo diventino la normalità: dall'app che determina chi può uscire di casa, passeremo poi a quella che sceglierà quali sono i soggetti adatti alla riproduzione?

A questi scenari distopici abbiamo recentemente dedicato uno speciale, intitolato "La fattoria dei virus" (vedi qui la prima puntata). 

Buona visione e buona giornata.

TM