Siamo tarati. La comunicazione anarco-situazionista non la capiamo. Ma capiamo la disperazione del povero Sutter

Siamo tarati. La comunicazione anarco-situazionista non la capiamo. Ma capiamo la disperazione del povero Sutter

Maggio 30, 2021 - 22:02
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La propaganda autogestita ha fatto breccia e nelle istituzioni ormai sembra regnare l'anarco-situazionismo. Superate le chiusure del covid, una nuova "tegola" per gli esercenti...

Che figo. Ascoltare la conferenza stampa del Municipio di Lugano, anzi "Infopoint" (perché a Lugano nulla si deve chiamare come si chiama da qualsiasi altra parte, son più fighi gli "sbroja") era uno spasso. 

La neomunicipale liberale Karin Valenzano dice che la domanda di costruzione per l'abbattimento dell'ex macello verrà fatta in sanatoria. Evviva.

Lombardi, anche lui neomunicipale (ma "Pippone" è comunque navigato) si lamenta che in Municipio di Lugano più della metà delle domande di costruzione sono in sanatoria (ma il DT, dipartimento del Territorio e il DI, Dipartimento delle Istituzioni, non dovrebbero controllare che cosa succede nei comuni, in particolar modo in ambito delle costruzioni?).

La municipale socialista, nonché ingegnere Cristina Zanini Barzaghi lo smentisce.

Poi la municipale socialista Zanini Barzaghi dice che della demolizione lei non ne sapeva nulla. La Valenzano smentiscela Zanini Barzaghi dicendo che si è votato (supponiamo in Municipio).

E il gioco continua poi con le dichiarazioni ai media. La liberale Valenzano dice a TeleTicino/Ticinonews che loro non sapevano nulla dell'abbattimento, è una decisione che ha preso la polizia cantonale. Il socialista Bertoli, presidente del Consiglio di Stato, dice che la polizia cantonale ha messo davanti a delle scelte Lugano, sgombero e abbattimento dell'ex macello e Lugano ha detto sì e sì, dunque era concorde con lo sgombero e con le ruspe (e questo non vuol dire propriamente che non se ne sapeva nulla della demolizione).

E la serata si chiude con un comunicato della municipale Zanini Barzaghi che si dissocia dall'operato del Municipio (vedi qui) e da quanto detto in conferenza stampa (mannaggia, sbagliamo sempre, loro lo chiamano "Infopoint"). Ma leggendo la nota stampa della Barzaghi, qui siamo da segnalazione alla Sezione Enti locali (povero Della Santa, questa è una "gabola" che quella delle nomine dei municipali negli Enti comunali, in confronto è una passeggiata). Noi ottimisti e un po' illusi, pensiamo, magari ci scappi la revoca e così in autunno si torna a votare. 

C'è molta confusione sotto il cielo. Alla fine, esattamente l'abbattimento dell'ex macello non si è capito chi l'ha deciso: il Municipio di Lugano, la polizia cantonale o un passante? Mah! Noi lo sappiamo: gli stessi molinari.

E sì, perché a furia di fare comunicati e discorsi sull'autogestione, ecco che il messaggio è passato e qui tutti si autogestiscono, la polizia se deve abbattere un edificio, il Municipio di Lugano se deve fare un concorso (pardon "call of interest") "a cazzo" sull'aeroporto, il Consiglio di Stato che paga (o meglio dona) 50mila franchi all'anno a Lugano per il disturbo di ospitare i molinari e non dice nulla dal 2015 ad oggi al Parlamento, ... . 

Insomma i molinari hanno vinto, infatti qua sembra che tutti i "pezzi" dello Stato (inteso anche come Comune) si muovano come delle cellule rivoluzionarie, modello BR di Curcio e Franceschini, in cui la cellula x non può sapere cosa fa la cellula y. Altro che autogestione. Qui siamo all'organizzazione rivoluzionaria urbana.

Ah, questi pivellini di molinari che si sono limitati ad una blanda autogestione. Valenzano, Lombardi, Zanini Barzaghi, Borradori, Bertoli &Co sono ad un livello molto superiore (ma tutto è partito dalla vostra volontà di divulgare il concetto di autogestione, cari molinari). Ora i vostri interlocutori per il dialogo, sono andati oltre il concetto di autogestione, ormai loro sono già all'anarco-situazionismo.

 

 

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Valenzano, sempre fra una dichiarazione e l'altra, ci fa sapere che un cittadino ha chiamato la polizia per denunciare l'occupazione dell'edificio Vanoni. Ma è il proprietario del sedime, o qualcuno che non c'entra nulla con la proprietà del Vanoni?

Non si capisce dalle dichiarazioni della pupilla di Bertini, ma siamo noi che da "ritardati" facciamo ancora molta fatica a capire questa comunicazione situazionista (vedremo anche noi di emanciparci un po', magari frequentando corsi da qualche bravo spin doctors oppure da qualche presidente emerito. Ma onestamente si fa fatica a diventare bravi a comprendere il linguaggio anarco-situazionista). Comunque, per rimanere al nostro livello, quello terraterra, la denuncia l'ha fatta il proprietario dell'edificio Vanoni, oppure no? Perché le cose cambiano se è in un senso o nell'altro. Se non è il padrone dell'edificio ad aver chiesto l'intervento della polizia, bè allora la polizia non poteva intervenire (fatte eccezioni che non sembrano concernenti questa circostanza).

 

 

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Ma nessuno pensa al dramma esistenziale e professionale del povero Sutter?

Prima il Consiglio Federale non gli lascia riaprire i bar e i ristoranti per il covid. Poi lo stesso dopo che i ristoratori avevano pianto in tutte le lingue, gli ha concesso solo le terrazze

E adesso che finalmente lunedì 31 i ristoranti e i bar potranno riaprire completamente, eccoti che il Municipio di Lugano, o la polizia cantonale o lo spirito santo, hanno deciso di sgomberare il macello ed abbatterlo.

Ma qualcuno ci pensa al povero Sutter, che pensava finalmente di tirare un sospiro di sollievo e invece adesso, passato il "nemico" Berset", passata la chiusura ideologica di qualsiasi task force, eccoti che all'orizzonte si intravvede il problema di manifestazioni, sit-in e altro da parte dei molinari?

Borradori, Valenzano, Barzaghi, ecc vogliono veramente male al povero Sutter. Potevate lasciargli qualche giorno di felicità e sgomberavate il week end prossimo, disumani di municipali!

 

 

 

franniga