Sono svizzero. Ma sono anche italiano. Sono corrotto?

Sono svizzero. Ma sono anche italiano. Sono corrotto?

Febbraio 11, 2017 - 16:30

Sono svizzero. Ma sono anche italiano. Sono corrotto? E come me allora molte persone nella Lega, persino ai suoi vertici?

Ministro Gobbi, sono indignato, inorridito, imbestialito, per le Sue parole: “È stato un errore assumere un italiano”. E lo ha detto in chiaro, evidente, inequivocabile riferimento al fatto che questo Suo collaboratore è indagato per corruzione. Un Suo collaboratore, non mio. Il tagesanzeiger.ch (http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/herr-gobbi-ist-das-tessin-ein-pulverfass/story/19294958) le chiedeva se non era troppo facile dare la colpa a uno straniero. Lei poteva rispondere: guardi, la nazionalità con la corruzione non c’entra. Ma non lo ha fatto.

Signor ministro, ho le lacrime agli occhi a sapere che Lei, responsabile delle nostre Istituzioni, veramente pensa che se uno è italiano, allora è più probabile che sia corrompibile. Lo si può dire al bar, e lo deploro. Ma questo atteggiamento con i media è insostenibile.

Si possono fare i giochi politici, signor ministro. Si può emanare una riforma e giocare con gli ex ministri. Si può fare tutto, è politica. Ma in questo bordello deviare l’attenzione e suggerire che i Suoi collaboratori sono corrotti perché sono italiani questo no, non lo accetto. La politica del razzismo un tot al chilo non mi sta bene.

Signor ministro, Carlo Cattaneo era italiano. Italiani erano i soldi che hanno finanziato il Gottardo nel 19° secolo, e italiani erano gli operai morti nel tunnel, il tutto per darci la libertà. Attaccare le culture con questo pregiudizio fa schifo. Gino Strada Le dice qualcosa, signor ministro? Corrotto pure lui perché è italiano?

Signor ministro tutti, purtroppo, hanno in casa chi compie crimini e delitti. Di santi in Terra non ce ne sono, nemmeno nella Lega. La corruzione è un fenomeno sociale complesso, perché Lei lo banalizza? Generalizzare sul crimine, signor ministro, è la cosa più diseducativa, più antidemocratica, più allucinante che può fare chi è a capo della polizia. E Lei, forse se lo è scordato oggi, è a capo della polizia.

Ci rifletta, signor ministro. Perché si ricordi sempre che Lei, nonostante tutto, è un ministro.

 

 

di Filippo Contarini