Sorpresa, eletta Vanoni. Applausi per il Governo

Sorpresa, eletta Vanoni. Applausi per il Governo

Febbraio 22, 2021 - 21:49
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A sorpresa il Gran Consiglio elegge Petra Vanoni quale pretore. C’è chi si dà alla satira…

A sorpresa il Gran Consiglio ha deciso di eleggere Petra Vanoni (di area liberale) e non Manuel Bergamelli (indipendente, “libero pensatore”, sostenuto in particolare dal Ppd e dal suo presidente Dadò), indicato invece dalla Commissione Giustizia e Diritti. Noi, non esprimendoci sulle competenze e qualità dei singoli candidati, siamo l’unico media ticinese a esserci permessi di perorare la candidatura della signore Vanoni (senza nulla togliere all’attuale pretore aggiunto di Locarno Manuel Bergamelli), nell’ultimo articolo della nostra rubrica “Ultima Parola”.

Noi ci siamo permessi soltanto di criticare in primis la logica del “domicilio” promossa da Dadò sulla futura residenza del pretore. Inoltre, evidentemente, non ci andavano molto bene le logiche di scambio.

Ma sappiamo che non è merito nostro se la Vanoni oggi è stata eletta quale pretore di Cevio/pretore della pretura penale di Bellinzona, bensì della scelta intelligente di non far parlare in Gran Consiglio, per promuovere la candidatura di Vanoni, né Giorgio Galusero, né Marco Bertoli, che se avessero invece proferito verbo avrebbero fatto elegger come lettera alla posta Bergamelli.

 

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Ci è piaciuta la coppia “Cip e Ciop” oggi in Gran Consiglio, P&P, Pronzini e Pamini (anche se a dire il vero i veri “Cip e Ciop” sono Pronzini e Morisoli).

Il deputato dell’MPS in Gran Consiglio Matteo Pronzini, sulla trattanda dei limiti alle interpellanze, poi (parzialmente) approvate dal Gran Consiglio, ha risposto con l’ironia e la provocazione, presentando vari emendamenti “satirici” (fra cui uno che chiedeva l’obbligo per i granconsiglieri di applaudire il Consiglio di Stato). Certo, qualcuno si è indignato e probabilmente considera l’iniziativa di Pronzini da “giullare” (ma d’altra parte la riscoperta dell’importante ruolo dei giullari nella critica al potere censore è valsa a Dario Fo un premio Nobel). Ma non il deputato Udc Paolo Pamini, che pure in passato non ha mancato di inscenare azioni sopra alle righe, che ha colto il senso ironico dell’applauso obbligatorio.