Sospendere la tassa sul sacco? Morena Ferrari Gamba: "Una questione di giustizia, ma mi spiace si sia parlato solo di quello"

Sospendere la tassa sul sacco? Morena Ferrari Gamba: "Una questione di giustizia, ma mi spiace si sia parlato solo di quello"

Aprile 04, 2020 - 20:02
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La crisi del coronavirus, oltre che dal punto sanitario, preoccupa molto dal punto di vista economico. Confederazione e Cantoni hanno presentato le loro misure, che con tutta probabilità dovranno essere implementate. 

Sul piano Comunale pure ci sono dei margini di manovra per aiutare la popolazione e gli attori economici? Su questo tema abbiamo intervistato la consigliera comunale del Plr di Lugano Morena Ferrari Gamba, che assieme ai colleghi Luca Cattaneo e Rupen Nacaroglu ha recentemente inoltrato delle interrogazioni sulle misure da applicare a Lugano.

Morena Ferrari Gamba, recentemente si è parlato dell’interrogazione che ha presentato assieme ai colleghi Luca Cattaneo e Rupen Nacaroglu, riguardante alcune misure che proponete di applicare a livello comunale per far fronte alle difficoltà legate alla situazione coronavirus (vedi qui). L’interrogazione ha suscitato diverse reazioni, alcune anche critiche (come quella dell’ex presidente sezionale del Plr Aldo Pessina, ndr). Come ha reagito a ciò?

Constato che alcune persone non leggono integralmente i testi. In secondo luogo una critica la faccio anche ai media cartacei: ad esempio il Corriere del Ticino, che ha titolato, nel riferire dell’interrogazione, che il PLR vuole tornare al sacco nero. Il pubblico che ha letto ciò ha capito che l’interrogazione parlava solo del sacco.

In realtà l’interrogazione chiedeva diverse cose concrete per aiutare la popolazione, che oggettivamente avrà presto altri problemi oltre a quello sanitario e della quarantena. Chi ha letto l'interrogazione ha condiviso ciò che chiedevamo. Ho ricevuto molte attestazioni di consenso da parte di diverse persone, sia dal mondo dell'economia che della cittadinanza.

 

Per quanto riguarda la vostra proposta di sospensione della tassa sul sacco da quale esigenza era motivata?

Si tratta di una questione di giustizia. Ad alcune persone attualmente è impedito non solo di portare i rifiuti ai punti di raccolta, con gli ecocentri chiusi, ma proprio di fare la raccolta differenziata. Infatti viene chiesto a queste famiglie (secondo le disposizione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta, vedi qui, ndr) di buttare tutto nello stesso sacco. Ciò significa più rifiuti e dunque più costi. La richiesta di sospensione del sacco rosso arriva proprio da un senso di equità profondamente liberale: quello di uguaglianza di fronte obblighi, diritti e doveri. Abbiamo dunque chiesto di valutare se sospendere, ovviamente in modo temporaneo, la tassa sul sacco o, come ad esempio fa il Comune di Stabio, di regalare i sacchi rossi.

 

Visto che il fatto che le famiglie in quarantena non possono fare la raccolta differenziata per una disposizione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta, non dovrebbe essere anche il Cantone ad assumersi questi costi supplementari, che attualmente ricadono sui Comuni?

Come consiglieri comunali noi esercitiamo il nostro diritto di interpellare il Municipio, a livello comunale. Evidentemente a livello cantonale si possono prendere ulteriori misure e a livello federale altre ancora.

Ritengo che, tutto sommato, il Cantone e la Confederazione stiano facendo già molto. Ci sono delle misure che si possono implementare, in parte anche a livello comunale. Ad esempio, per quanto riguarda il posticipo dei crediti e dei pagamenti, si tratta in sostanza di posticipare un debito. Il rischio è che ciò possa portare a un sovraindebitamento: se non posso pagare oggi, non potrò pagare probabilmente né a giugno, né a settembre, né a fine anno. È sicuramente una misura importante, ma che presenta anche dei rischi.

Già in una precedente interrogazione voi proponevate la creazione di un fondo comunale per l’emergenza, utilizzando gli utili straordinari delle AIL (Aziende industriali di Lugano) che il Comune ha rinunciato a incassare. Questo fondo, anche alla luce della problematica del pagamento dei debiti, dovrebbe operare con degli stanziamenti a fondo perso a favore dell’economia e della cittadinanza?

Premetto che Bellinzona ha già deciso la creazione di un fondo di emergenza: dunque anche questa non era una richiesta campata in aria.

Per quanto riguarda l’utilizzo di questo fondo, sì, lo ipotizzo con stanziamenti a fondo perso. Sta al Municipio o a chi lo gestirà fare le dovute valutazioni. Ovviamente il discorso è delicato, perché si potrebbero generare molte discussioni su chi ha diritto di accedervi e chi invece no. Saranno da esaminare e valutare quali siano i soggetti che hanno una reale necessità e un urgente bisogno di questi aiuti. Potrebbero essere anche delle realtà familiari, ma il fondo potrebbe anche servire a creare dei servizi di supporto, utilizzandolo anche per far fronte a questi costi.

 

Uno dei temi attualmente più discussi è quello degli affitti per le attività commerciali. Attualmente la “palla” è nelle mani dei proprietari degli immobili e probabilmente alcuni decideranno di fare un passo verso i propri inquilini, altri no, con il rischio che determinate realtà possano fallire perché non in grado di far fronte ai costi, a fronte di una situazione con zero incassi. Come si esce da questa situazione?

Dei proprietari intelligenti, o che possono permetterselo, hanno già abbandonato la richiesta di affitto in modo temporaneo. Non un posticipo del pagamento, ma una vera e propria rinuncia. Infatti se il pagamento viene semplicemente posticipato, è evidente che a fine anno il costo complessivo sarà comunque lo stesso.

Noi, sempre nella suddetta interrogazione, abbiamo proposto di trovare una soluzione per creare degli incentivi fiscali o dei bonus per i proprietari che riducono o sospendono gli affitti. In realtà è un discorso che era valido già in tempi normali, con il tema dei costi troppo elevati per gli spazi commerciali, ma anche degli appartamenti. Ci sono città che già danno degli incentivi fiscali per proprietari che contengono il costo dei loro affitti. Sta a noi trovare il meccanismo giusto perché sia pratico per il proprietario, che può risparmiare a livello fiscale, e per chi paga l'affitto.

 

Lugano ha annunciato che la votazione sul credito comunale sull'aeroporto si terrà il 28 giugno. Il Cantone non ha ancora annunciato quando si terrà la data della votazione cantonale. Considerando che non sappiamo ancora se a giugno l'emergenza coronavirus sarà terminata, non si tratta di una forzatura dei tempi da parte del Municipio?

Sicuramente è una forzatura dei tempi, che però nasce da una necessità reale di risolvere la questione dell'aeroporto. In questo momento è vicino al fallimento, tanto che anche LASA (Lugano Airport Sa) ha chiesto il credito di 500mila franchi garantito dalla Confederazione nell’ambito delle misure per fronteggiare la crisi, e non sappiamo neanche se basteranno, visto che già a fine anno i soldi erano esauriti.

Mi domando anche come potrà essere fatta la campagna di votazione. Molto dipenderà da come si evolverà la situazione, che però non mi sembra vada verso una risoluzione in tempi brevi. La speranza è che a fine maggio sia tutto finito e avremo 28 giorni per dedicarci al tema dell'aeroporto. Con tutto quanto successo però il dibattito sarà ancora più complicato. Ci saranno altri problemi a livello economico e il tema dell'aeroporto rischia di passare in secondo piano, anche se non dovrebbe essere così.

 

 

franniga