Specie a rischio: la Svizzera "maglia nera". Contro i bracconieri arrivano gli esperti di terrorismo

Specie a rischio: la Svizzera "maglia nera". Contro i bracconieri arrivano gli esperti di terrorismo

Ottobre 30, 2018 - 13:24

È stato pubblicato oggi l'ultimo Living Planet Report del Wwf. In Kenya esperti di anti-terrorismo Usa contro i bracconieri.

Se pensavamo che la Svizzera fosse un esempio virtuoso di conservazione dell'ambiente, parrebbe, stando all'ultimo Living Planet Report pubblicato dal Wwf, che ci si debba ricredere. "Purtroppo, la Svizzera non può ergersi a modello in termini di conservazione della natura e della biodiversità, anzi: rientra addirittura fra i Paesi che contribuiscono maggiormente al loro declino". Sono queste le dure parole scritte nell'edizione elvetica del rapporto. La Svizzera, si apprende dallo studio, è il Paese al mondo con la più alta percentuale di specie a rischio di estinzione. Inoltre anche l'impatto del consumo di beni e servizi degli svizzeri impatta negativamente, in termini di risorse necessarie, sull'ambiente del resto del mondo. 
Sul piano internazionale il rapporto indica alcuni dati pure preoccupanti. Per quanto riguarda le popolazioni di vertebrati esse sono calate, dal 1970 al 2014, del 60%. Negli ultimi 50 l'impronta ecologica dell'uomo, la misura del consumo di risorse naturali, è cresciuta del 190%. Dal 1500 ad oggi il 75% delle estinzioni delle specie è stata causata dal sovrasfruttamento di risorse e dall'agricoltura.
Il rapporto ha provato anche a quantificare il valore economico dell'ambiente che si rischia di perdere. I sistemi naturali, da cui dipende il nostro benessere e salute, la nostra alimentazione e la nostra sicurezza, offrono "servizi" stimati in un valore di 125'000 miliardi di dollari, a fronte di un Pil mondiale di 80'000 miliardi.
E se sul fronte della tutela delle specie le notizie sono pessime, una nota positiva sembra invece arrivare in questi giorni dal Kenya. La lotta al bracconaggio nel Paese africano si è avvalsa negli ultimi tempi di niente di meno che due esperti di intelligence e anti-terrorismo, vetarani Usa che hanno combattuto i talebani e al Quaeda in Iraq e Afghanistan, e che avrebbero applicato gli stessi metodi di indagine utilizzati per combattere il terrorismo contro i bracconieri. I due sono stati assunti dall’Ifaw, ossia il Fondo internazionale per la protezione degli animali. "Come a Kabul e Bagdad anche qui è fondamentale ottenere informazioni, ed è perciò necessario infiltrare i nostri uomini nelle fila dei bracconieri", dice l’ex colonnello dell’esercito Usa, Faye Cuevas, citato da Repubblica. I due "007" avrebbero già conseguito alcuni successi, fra cui il salvataggio di due leoni che erano destinati ad essere uccisi perché avrebbero sbranato una mucca e l'arresto di una cittadina italiana risultata essere l'acquirente di un carico di avorio.