Sponsorizzazioni nell'esercito: una "giungla" da chiarire

Sponsorizzazioni nell'esercito: una "giungla" da chiarire

Dicembre 06, 2019 - 07:11
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Il DDPS vuole regole più severe sulle sponsorizzazioni, dopo che da un rapporto sono emerse pratiche poco trasparenti riguardanti i versamenti da aziende private. 

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) su incarico della consigliera federale Viola Amherd sta elaborando una nuova direttiva inerente le  sponsorizzazioni.  In caso di sponsorizzazione attiva devono sussistere o essere create basi legali, mentre in caso di sponsorizzazione passiva occorre evitare qualsiasi sospetto di influenze esterne. A tal fine sarà introdotto un obbligo di trasparenza sulle prestazioni di sponsorizzazione a favore del DDPS, ha comunicato lo stesso dipartimento.

Le nuove direttive giungono in seguito alla redazione di un rapporto sul tema che ha valutato le opportunità e i rischi derivanti dalle attività di sponsorizzazione nell’amministrazione pubblica, dall’altro presenta le forme attuali di sponsorizzazione in seno al DDPS. Il dipartimento ha deciso la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà elaborare la direttiva sulla sponsorizzazione. 
Il rapporto in questione ha messo in evidenza come l'esercito abbia accettato ripetutamente denaro da aziende attive nel settore della difesa, senza scriverlo nei propri libri contabili. Gli autori del rapporto criticano questo fatto, evidenziando come crei un'impressione di "indebita influenza". Il rapporto evidenzia che le sponsorizzazioni nel Dipartimento della Difesa non sono state sistematicamente registrate o monitorate.

Il rapporto è stato commissionato dalla consigliera federale Viola Amherd e redatto dal servizio di revisione interna del DDPS. Esso cita diversi esempi di cooperazione "delicata". In occasione di eventi pubblici organizzati dall'esercito gli sponsor (per la maggior parte aziende di armi) sono autorizzati a fare pubblicità. Alcune sponsorizzazini non sarebbero state regolate contrattualmente, con importi compresi fra i 1'000 e 10'000 franchi. Secondo i revisori del DDPS, il denaro scorreva attraverso conti che non figuravano nei conti della Confederazione. Non è nemmeno chiaro, riporta la Neie Zurcher Zeitung,  se tali conti comprendano anche conti di privati.