Statue "schiaviste", non solo negli Usa

Statue "schiaviste", non solo negli Usa

Giugno 26, 2020 - 08:45

Sulla scia delle proteste per la morte di George Floyd negli Usa sono stati diversi gli episodi di statue di personaggi collegati alla segregazione, allo schiavismo e più in generale a forme di razzismo, prese di mira dai manifestanti. Alcune città hanno deciso di intervenire di propria iniziativa per rimuovere statue considerate ora “impresentabili”. A Philadelphia ad esempio il sindaco Jim Kenney ha annunciato l’intenzione di chiedere la rimozione di una statua di Cristoforo Colombo, lo scopritore del Nuovo Mondo, considerato un colonizzatore e uno sterminatore di nativi americani.

Negli Stati Uniti, dove la questione razziale per decenni è stata in larga parte ignorata dalla politica, e ora è esplosa, anche quello delle statue è diventato terreno per le rivendicazioni anti-razziste.

Ma anche in Svizzera ci sono alcuni casi di statue controverse. È il caso di quella dedicata a David de Pury, che da anche il nome alla principale piazza della città romanda. Definito “benefattore”, poiché ha lasciato i suoi averi alla Città alla sua morte, era pure un commerciante di schiavi. Una petizione lanciata sulla scia delle proteste negli Usa ne chiede la rimozione.

Del caso nel aveva parlato Filippo Contarini su Ticinotoday, nella sua rubrica “Malleus Maleficarum”, nell’articolo che vi riproponiamo. Al di la del fatto che la statua vada rimossa o meno, sicuramente, come scriveva Contarini, anche in Svizzera il tema del passato schiavista va conosciuto e discusso apertamente.

20 dicembre 2019

 

Su Wikipedia trovate le pagine di tutte le persone famose. Se ci sono due con lo stesso nome, tra parentesi ti mettono che lavoro faceva tizio e quale caio. Per David de Purry invece c'è un bel (bienfaiteur)". Insomma, pare che vada ricordato per essere uno che regalava i soldi.

Mi sono imbattuto per la prima volta in Purry un paio d'anni fa. Ero a Neuchâtel a "contrabbandare" un po' di assenzio, originale della Val de Travers, bottiglia numerata. Mi sono fatto il giretto di rito e vedo che nella piazza più grande, dietro alla pensilina, c'è l'imponente statua del benefattore. La Piazza, ça va sans dire, è dedicata a lui, David de Purry. Chi sarà mai sto tizio? 

La targa dice che è nato nel 1709, morto a Lisbona nel 1786, e recita: "Il legua a sa ville natale sa fortune acquise dans le commerce pour que les revenues en fussent appliqués à des oeuvres de charité [ecc. ecc.]". (Lasciò in eredità alla sua città natale la sua fortuna ricavata dal commercio affinchè i ricavi venissero utilizzati per opere di carità ecc.)

Ora: sapete che sono un ficcanaso. E quindi guardando la statua mi son detto: ma come, c'è un tizio che ne aveva così tanti che gli han fatto una piazza con statua, che è morto a Lisbona, che faceva il commerciante nel '700? Ma sarà mica che...? Ed infatti era proprio così: commerciante, certo, ma triangolare! Monopolista del legno. Produttore di diamanti. Negriero a tutti gli effetti, schiavista leader nel mercato Europa-Sudamerica. 32'000 vi sembran pochi? Neuchâtel non arrivava 7'000 abitanti allora!

Il tema pare sia stranoto, se ne parla sui giornali, sui siti internet, qui p.e.. Eppure sulla targa della statua non si trova menzione di cosa fosse esattamente quel "commercio" di cui si parla. Vergogna? Sfida alla storia? Una disarmante normalità per una Svizzera (e fa niente se Neuchâtel era anche prussiana) che si è fatta ricca dividendosi la torta proprio come gli altri.

In America c'è un movimento di abbattimento delle statue. Io non sono d'accordo, penso che la Storia non si cura eliminando la memoria. Penso però che bisogna adoperarsi per cucire la ferita, che pulsa acutamente. Bisogna aggiungere una targa alla statua, spiegare la morte che i negrieri hanno sparso nel mondo. Ricordare da dove arrivavano i soldi su cui ancora oggi poggia il benessere di Neuchâtel. Da dove arrivavano i soldi di Purry. Infine, si può tranquillamente cambiare nome alla piazza, una statua (corretta) basta e avanza.

La storia non va cancellata. Ma raccontata, quello sì. David de Purry sarà stato anche benefattore, ma gli storici ci dicono che aveva le mani piene di sangue. Quando una verità da fastidio, non bisogna ignorarla. È ora di farlo sapere anche a chi passa davanti alla sua statua. Il nostro passato schiavista va conosciuto e bisogna discuterne apertamente, anche in Svizzera. 
 

Filippo Contarini

P.s. sul tema della fine del commercio triangolare vi consiglio il film "Amazing Grace" del 2006.