Stojanovic come Cameron e Renzi?

Stojanovic come Cameron e Renzi?

Gennaio 20, 2017 - 10:00

Il politologo ticinese rischia di affondare come sono affondati i due premier europei? Oppure è in gioco qualcosa di più, ovvero la stabilità del nostro sistema democratico, sempre più sotto pressione da parte di chi ha tanti soldi per gestire le votazioni?

Nenad Stojanovic ha lanciato un referendum sulla (e non: contro) ultima modifica della Legge federale sugli stranieri (LStr), fatta dal parlamento lo scorso del 16 dicembre 2016. Il formulario per il referendum si trova qui.
Il popolo deve dire cosa pensa di questa riforma.
Come mai il partito che afferma sempre di parlare a nome del popolo, ovvero l’UDC, ora non glielo vuole chiedere? Ha paura?
 
Rimembranze di Cameron e Renzi?
Il 20 febbraio 2016 Cameron annunciò, come da promessa elettorale, che il Regno Unito avrebbe votato per stare in Europa. Si trattava di un referendum solo consultivo e Cameron chiedeva di votare sì. Brexit, ciaociao Cameron!
Il 12 aprile 2016 il parlamento italiano ha eliminato il bicameralismo perfetto. Parlamentari della maggioranza e della minoranza hanno richiesto il referendum confermativo, ma Berlusconi si è sfilato. Renzi ha voluto salvare tutto personalizzando, ma è stato abbattuto comunque. Ciaociao Renzi, ciaociao Napolitano!
Come ben si vede questi due casi non hanno niente, ma veramente niente a vedere con la proposta di Stojanovic.
 
Cosa è questa nuova legge su cui si chiede il referendum
La modifica della Legge sugli stranieri si basa sulla famosa votazione del 9 febbraio 2014 (l’iniziativa UDC “Stop all’immigrazione di massa”), finita 51% a 49%. A quel tempo l’UDC andava dicendo: votate sì all’iniziativa, tanto non avrà influsso sui bilaterali.
Erano bugie (non una rarità con l'UDC!). Avevo cercato di spiegarlo a Teleticino nel novembre prima della votazione. Ma quando fai una campagna con milioni e milioni di franchi può capitare che la gente ti creda. Risultato: votazione vinta e l’Europa che dice (giustamente) che i bilaterali non son pensabili senza la libera circolazione.
Il parlamento svizzero ha allora saggiamente deciso di salvare capra e cavoli: ha modificato la Legge sugli stranieri, ma non ha messo i contingenti. Così non ha messo in pericolo i bilaterali. Ma va contro la Costituzione svizzera così come votata dal popolo il 9 febbraio.
L’UDC cosa farebbe normalmente? Ma chiaro: un referendum! E invece non lo fa. Perchè? Han dichiarato che faranno prima o poi un’iniziativa contro la libera circolazione… quando? Boh!
 
L’UDC distrugge la legittimazione democratica
La realtà (spiegata da vari esponenti UDC, fra cui Rusconi che è stato punito): loro non volevano far vincere l’iniziativa del 9 febbraio, volevano però creare consenso. Hanno molti borsoni nel partito che vogliono solo far credere di essere contro i bilaterali.
Su questa bugia di base (la politica è l'arte della dissimulazione!) continuano a creare malessere in Svizzera. Il risultato è che chi crede alla democrazia ha un po’ quel sentimento frammisto a dolore alle parti basse che aveva Giudici l’altro giorno, ricordate?
Votare per perdere è un modo per vittimizzarsi e fare la figura della bella cenerentola, l'UDC lo fa spesso anche in parlamento. Non è un caso che ora han votato no alla Legge sugli stranieri, ma non lanciano il referendum contro, usando scuse assurde del tipo: “tanto non cambierebbe niente”. Giocando a carte scoperte rischierebbero di perdere sul serio.
Vittime!
Ma così facendo mettono in discussione la credibilità delle istituzioni svizzere, del parlamento, degli accordi internazionali. Fanno votare il popolo, si oppongono in parlamento e poi dichiarano pubblicamente che faranno rivotare il popolo, ma non attraverso il referendum!
Lo vedete che è assurdo?
Noi diciamo: che il popolo metta un punto finale a questa discussione. Lasciamo che il popolo dica sì e chiudiamo questa faccenda.
 
La differenza di Stojanovic rispetto ai premier europei
A differenza di Renzi e di Cameron, Stojanovic sta facendo un'operazione democraticamente pulita. Non sta abusando del sistema, anzi lo sta spingendo ad usare le sue difese immunitarie. Una volta ottenute le 50'000 firme saranno i partiti a dover esporsi, ed alcuni dovranno “stanarsi”. Ad esempio il PPD, che molto oculatamente si è astenuto su una questione centrale per il futuro svizzero (facile far politica così, senza votare quando i voti contano).
Stojanovic non è un uomo di potere e quindi non può personalizzare nulla. È "solo" uno stimato docente universitario. E non c'è nessuno "da mandare a casa" a dipendenza del risultato del referendum. Semplicemente si dice sì o no a questa norma.
Io sono, chiaramente, per il sì. Ritengo che il parlamento abbia fatto bene a non applicare alla lettera la votazione del 9 febbraio. Penso che quella votazione del 9 febbraio era taroccata. E penso che pure il popolo dirà sì, seguendo la linea della maggioranza dei partiti in parlamento, smettendo di ascoltare le bugie dell’UDC.
In ogni caso non ci sono drammi se si perde. Mentre il sì dice all’UDC di smetterla di usare la democrazia come il tappetino di casa (perché il popolo darebbe comunque un segnale favorevole a una violazione costituzionale), se vince il no non ci sono particolari danni: bisognerà semplicemente ricominciare a discutere la legge. Il popolo sovrano rinvia semplicemente al parlamento l'incarico legislativo.
 
Ma non è meglio passare all’acqua bassa?
No, è meglio proporre il referendum.
Diciamo anzitutto una cosa: se non si riescono a raccogliere le firme per il referendum è già una prima lotta a favore della legge. Ogni volta che l’UDC avrà da rompere glielo si potrà rinfacciare: voi non vi siete opposti, che volete?
Ma diciamo anche un’altra cosa: è strategicamente rischioso credere più nel controprogetto all’iniziativa RASA che in questo referendum. Un eventuale rifiuto del pacchetto sull’iniziativa RASA sarebbe infatti devastante, perché avrebbe significato costituzionale (e non legislativo): non si riuscirebbe a cambiare l’articolo del 9 febbraio (e ricordo: ci vuole la doppia maggioranza). Mentre il referendum ha significato costituzionale solo se vince il sì. Mentre se vince il no ha significato solo legislativo.
Il rischio Brexit è insomma più vicino con la votazione sulla RASA che con questo referendum.
 
Perché spingersi fino a qua?
Non possiamo continuare a subire per anni e anni il vittimismo dell’UDC, partito di borsoni che fa lotta politica sulle spalle delle nostre istituzioni democratiche. Ogni accusa di anticostituzionalità da parte loro avrebbe una forza di gran lunga superiore a quella, ad esempio, dell’Iniziativa delle alpi o quella sull’assicurazione maternità.
Non va dimenticato: qua siamo di fronte ad un’iniziativa, quella del 9 febbraio, voluta dal partito di maggioranza relativa! E la vittimizzazione si vende bene. L’UDC sta giocando con il fuoco. Sta sfruttando degli spazi democratici che sono lasciati nel sistema come valvole di sfogo. Sta stressando la democrazia.
Proprio lo Stato di diritto ha degli strumenti per combattere gli abusi dell’UDC, uno di questi è il referendum confermativo. Stojanovic, e io lo sostengo, lo usa perché pensa sia un’ultima spiaggia, un’ancora di salvataggio. Al popolo seguirci in questo esercizio democratico!
 
 
di Filippo Contarini, Lucerna