Suicidi negli adolescenti. Segnali allarmanti da uno studio fatto a Torino

Suicidi negli adolescenti. Segnali allarmanti da uno studio fatto a Torino

Dicembre 20, 2020 - 16:23

La Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino in una ricerca lancia un monito sull'allarmante aumento negli ultimi anni del numero di suicidi. Situazione che con il covid e le misure di confinamento con tutta probabilità non può che peggiorare. 

Da uno studio riguardante la realtà di Torino arrivano dei dati preoccupanti riguardanti i giovani, che rispecchiano il disagio psicologico crescente negli ultimi anni, già allarmante prima del covid e che la pandemia ha aggravato. Tanto che si parla addirittura di “emergenza in esplosione”. A dirlo sono ricercatori dalla Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino e riguardano anche l’evoluzione del numero dei ricoveri per tentato suicidio nel corso degli anni presso il reparto: si è passati dai sette del 2009 ai 35 del 2020 (anno della pandemia). Cinque volte di più.

A riferire della ricerca è un articolo del Corriere della Sera, che elenca diversi dati riguardati gli interventi per problemi psichiatrici. “Le linee Guida della Società di Neuropsichiatria infantile per emergenza urgenza psichiatrica riportano che gli accessi in pronto soccorso tra 10 e 17 anni sono cresciuti del 30 per cento negli ultimi anni”, spiega il Corriere della Sera. “E l’incremento dei ricoveri ordinari tra 12 e 17 anni si è moltiplicata dell’otto per cento dal 2004. Discorso simile per le giornate di degenza. Sono aumentate in media di 47 giorni. Questo, secondo gli esperti, testimonia un aggravamento del disagio adolescenziale”. Inoltre secondo gli esperti sul territorio dell’Asl (azienda sanitaria locale) della Città di Torino il trend dei disagi psichici è in forte aumento aumento: “nel periodo 2009-2019 il ritiro sociale è cresciuto di ben 28 volte, i disturbi depressivi di 26 volte, i disturbi bipolari di 12 volte, i disturbi della condotta alimentare di 9 volte e quelli della condotta di 1 volta e mezza”. E ovviamente ora c’è anche il covid ad aggiungersi. Per ora studi che quantifichino con precisione l’impatto della pandemia e delle misure, dal locdown, alle quarantene, al distanziamento sociale, sono ancora in corso, ma come riferisce La Stampa, “una review recente dice che i bambini e gli adolescenti hanno probabilmente maggiori probabilità di sperimentare alti tassi di depressione e molto probabilmente ansia durante e dopo la fine dell’isolamento forzato”. Un’altra indicazione sul tema dei suicidi in relazione alla pandemia, riferita questa volta non solo agli adolescenti ma a tutta la popolazione, è giunta recentemente dal Giappone (dove per altro le misure contro il covid sono state molto meno drastiche di altri Paesi. Il Giappone, che ha uno dei più elevati tassi di suicidi, negli ultimi dieci anni aveva conosciuto un calo, mentre ad ottobre 2020 si è viso un aumento del 83% dei suicidi nelle donne e del 22% negli uomini rispetto all’anno precedente. Ad ottobre in Giappone ci sono stati più suicidi che morti di covid in tutto l’anno.