Tamara Merlo: “Elezioni: così rischiano di essere il mantenimento dello status quo”

Tamara Merlo: “Elezioni: così rischiano di essere il mantenimento dello status quo”

Gennaio 25, 2021 - 08:06
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Nella sua sentenza sul ricorso contro l’annullamento delle elezioni comunali il Tribunale federale ha avallato la decisione di annullamento presa lo scorso anno dal consiglio di Stato, ma ha pure messo in evidenza da un lato le difficoltà comportate dalle limitazioni delle aggregazioni, che inficiano la libera formazione dell’opinione dell’elettorato, e dall’altro che il rinvio di un anno dell’elezione sia “al limite della proporzionalità”.

Sul tema delle elezioni lo scorso 16 gennaio è giunta un’interpellanza (vedi qui) di “Più donne” al Consiglio di Stato, che chiede delle risposte proprio su questi temi, e propone una possibile soluzione (già esposta in una mozione dello scorso novembre). Un'interpellanza che dovrebbe ricevere una risposta durante la sessione del Gran Consiglio che inizierà oggi. Su questo tema abbiamo intervistato la granconsigliera di “Più donne” Tamara Merlo.

Tamara Merlo, lo scorso 16 gennaio "Più donne" ha presentato un'interpellanza inerente le elezioni comunali del prossimo 18 aprile 2021, anche alla luce di alcune problematiche sollevate dal Tribunale federale nella sentenza sul ricorso di Pierluigi Zanchi e Fiorenzo Cotti sull'annullamento delle elezioni. Quali problemi vedete nello svolgimento delle elezioni?

Vi è in primis già una difficoltà nel comporre le liste, nel trovare i candidati e proponenti, perché mancano le occasioni per ritrovarsi di persona. Ci sarà poi una difficoltà nello svolgere la campagna elettorale come eravamo abituati a fare fino ad ora, anche qui perché mancheranno tutte le possibilità di incontrarsi in presenza e in contatto diretto con le elettrici e gli elettori. Tutto ciò rende inferiore la qualità e la quantità di informazioni che arrivano alle elettrici e agli elettori per formarsi un'opinione. I partiti più grandi, con più mezzi, probabilmente troveranno un modo per raggiungere la popolazione. Le formazioni nuove o più piccole avranno più difficoltà. Una minore informazione che inciderà sulla libera formazione dell'opinione delle elettrici e degli elettori. 

È un elemento su cui nella sua sentenza il Tribunale federale ha fatto a mio avviso una scelta corretta, ritenendo che per questi motivi il rinvio delle elezioni fosse giusto. Nel fare le elezioni quest'anno però bisognerà pure tenere presente questa oggettiva difficoltà evidenziata dalla sentenza riguardante la libera formazione dell'opinione di chi è chiamato a votare. 

 

Voi cosa proponente?

Noi abbiamo proposto in una mozione di seguire l'esempio del Canton Vaud, ovvero predisporre una piattaforma online dedicata alle elezioni e agevolare l'invio del materiale informativo elettorale dei partiti nelle case. 

 

Anche in un'ottica di parità di opportunità fra chi ha più o meno mezzi?

Certo. Le formazioni nuove, come le liste civiche, o i piccoli partiti, non possono sopportare il costo, ad esempio, di un invio a tutti i fuochi, ma anche i grandi partiti hanno già investito l'anno scorso nella campagna elettorale. Non tutto quanto fatto nella campagna dello scorso anno è necessariamente perduto, ma comunque, in particolare i candidati, che hanno investito i loro soldi nella campagna elettorale dello scorso anno, si trovano a dover fare una nuova campagna. Noi di "Più donne" comunque non abbiamo avuto spese elettorali lo scorso anno, dunque posso dire che non è un atto elettorale interessato da parte nostra. Non si tratta tanto di tutelare i partiti, ma di dare la possibilità all'elettorato di ricevere maggiori informazioni da tutte le forze politiche e garantire una democrazia sana e completa.

 

Per quanto riguarda invece la piattaforma online che voi proponente, non è ormai un po' tardi per realizzarla, visto che di fatto la campagna elettorale è già iniziata?

Nell'esempio che abbiamo fatto, quello del Canton Vaud, si è partiti molto in anticipo, già lo scorso anno, non solo per venire incontro ai partiti, ma anche ai Comuni. In Ticino una possibile piattaforma di questo tipo potrebbe anche essere qualcosa di semplice, senza voler strafare dal punto di vista grafico, ma semplicemente un sito in cui si trovano dei link che rimandano alle piattaforme dei partiti, per raccogliere tutte le informazioni in una sola pagina. Se non si bada all'estetica si può fare. 

Per quanto riguarda l'invio a tutti i fuochi basterebbe fissare un limite di peso e dimensione. Starebbe poi alle varie liste fornire il materiale per tempo. Chiaramente i tempi sono stretti, ma la nostra mozione d'altra parte risale allo scorso novembre, anche se non ha suscitato particolare attenzione da parte del Consiglio di Stato. Da novembre a oggi si è aggiunta anche la problematica della seconda ondata, della terza ondata e ora delle nuove varianti e si aprono anche questioni riguardanti la sicurezza dello spoglio. Speriamo che si voti ad aprile, ma bisogna anche garantire la sicurezza. L'auspicio è che almeno su questo il Consiglio di Stato abbia riflettuto e abbia preso delle precauzioni per garantire la sicurezza di chi fisicamente dovrà eseguire lo spoglio. 

 

Lei già in passato aveva criticato l'emittente pubblica per il poco spazio dato alle liste minori, fra cui la vostra, in campagna elettorale. Alla luce delle problematiche che sollevate, ovvero le difficoltà riguardanti la libera formazione dell'opinione degli elettori e la difficoltà a comunicare con la popolazione, crede che anche l'emittente radiotelevisiva pubblica, la Rsi, debba potenziare la sua copertura sulle elezioni?

Certo. Sarebbe un bel segnale se invece di fare un'informazione che garantisca lo status quo, dando più spazio a chi ha già posizioni consolidate, facessero un'informazione in cui viene dato equamente spazio a tutte le formazioni. Fare informazione alla popolazione significa rendere conto di tutte le proposte che possono essere votate, anche se è chiaro che per le Comunali abbiamo liste in 111 Comuni e non è facile farlo per tutti. Un'informazione più equa sarebbe dunque auspicabile e andrebbe anche a rispondere alle problematiche evidenziate dal Tribunale federale. 

 

Voi nell'interpellanza dite che siete sostanzialmente favorevoli a procedere con le elezioni il 18 aprile, "a patto che il Cantone venga incontro ai Comuni e alle cittadine e cittadini, dando sostegno e visibilità alle liste che si presentano". Se non dovessero esserci queste condizioni?

La condizione imprescindibile è quella della sicurezza per chi deve occuparsi concretamente delle elezioni, in particolare dello spoglio. Se non si può garantire questa sicurezza saremmo nella situazione dello scorso anno e dunque sarebbe giustificato rinunciare alle elezioni. 

Credo e mi auguro che quando risponderà alle nostre domande il Consiglio di Stato ci dirà che la questione è stata presa seriamente in considerazione e che la sicurezza è garantita. 

Sul piano dell'informazione e della formazione della volontà, se quanto chiediamo non venisse garantito, saranno delle elezioni diverse, non solo nella modalità. Se saranno elezioni meno "giuste" o "valide", dipenderà molto dagli organi di informazione e dall'impegno del Cantone nel fornire sufficienti informazioni per compensare la mancanza di contatti diretti. Io spero che quanto chiediamo possa essere fornito: una piattaforma e l'invio a tutti i fuochi. Farlo è possibile.

 

Nella situazione attuale secondo lei è invece pensabile prevedere delle deroghe alle norme sulle aggregazioni per permettere un migliore svolgimento del processo democratico, come comizi, assemblee, aperitivi, eventi ecc.? Poste alcune condizioni di sicurezza, ad esempio le stazioni sciistiche, sono aperte. Non è un po' un controsenso che si possa sciare, ma non svolgere le attività necessarie al processo democratico?

Basandomi sull'esperienza dell'attività politica negli ultimi mesi, ad esempio le misure adottate dal Gran Consiglio, credo sarebbe poco proponibile fare degli eventi elettorali classici, anche rispettando le distanze e le mascherine. La sicurezza va garantita e in particolare gli aperitivi li eviterei. Le motivazioni che permettono di di tenere aperte le piste da sci non sono applicabili ai comizi elettorali, anche se ovviamente il bene della democrazia è fra i primi e i più importanti da tutelare. Ma personalmente io sono per restare a casa.