Tamedia, la sapete l'ultima?

Tamedia, la sapete l'ultima?

Agosto 25, 2020 - 20:12

Semestre da dimenticare anche per il colosso svizzero dei media, Tamedia (oggi TX Group), che deve mettere a bilancio una perdita di 109 milioni di franchi nei primi 6 mesi dell’anno. Il più grande gruppo mediatico svizzero ha già annunciato un piano di rientro (tagli) dell’entità di 70 milioni di franchi.

Ovviamente anche il personale ne farà le spese. Il sindacato della comunicazione Syndicom ha preso posizione sul tema, ricordando che fra le altre cose “nei tre mesi e mezzo che vanno da metà marzo a fine giugno, TX Group ha potuto beneficiare di 11,5 milioni di franchi di indennità per lavoro ridotto, di cui 4,2 milioni solo per l’unità aziendale Tamedia” (ora Tamedia raggruppa i giornali a pagamento, mentre le altre divisioni che rientrano sotto il gruppo sono dedicati ai giornali gratuiti, alle piattaforme online, e l’agenzia pubblicitaria Goldbach). E inoltre i giornali cartacei beneficiano di contribuiti (il pagamento della spedizione). “Questi fondi hanno lo scopo di mantenere la pluralità mediatica e di tutelare i posti di lavoro nel settore dei media”, scrive Syndicom.

Passi la tutela dei posti di lavoro, ma dire che si danno soldi a Tamedia per promuovere la pluralità mediatica, sembra proprio una barzelletta. Stiamo parlando di un gruppo che ad esempio nella Svizzera francese detiene quasi tutti i più importanti giornali (Tribune de Genève, 24 Heuers, Le Matin, oltre al gratuito 20 Minutes, mentre Le Temps è del gruppo Ringier) e nella Svizzera tedesca di fatto a parte la Nzz e l’Argauer Zeitung pure (sono di Tamedia ovviamente il Tages Anzeiger, la SonntagsZeitung, Der Bund, Berner Zeitung, 20 Minute, …). A ciò si aggiungono sotto TX Group ad esempio i portali homegate e tutti.ch. Ciliegine sulla torta Tamedia (gruppo orientato al centro sinistra, o presunto tale) due anni or sono si è pure preso il giornale che vedeva fra i suoi proprietari anche l’ex consigliere federale Udc Christoph Blocher (con l’avvallo della Commissione della concorrenza), ovvero la Basler Zeitung. E pure il colosso dell’intermediazione pubblicitaria Goldbach. Certo, mica è Syndicom a dire che i sussidi servono per tutelare la pluralità mediatica, ma la stessa Confederazione (ma ci risulta pure che nessuno li abbia criticati, questi sussidi).

Rimane la tutela dei posti di lavoro. Eppure basta leggere qualche giornale o sito per vedere che molte funzioni redazionali vengono accorpate fra i vari giornali di un gruppo (“…intervista pubblicata sui giornali del gruppo XY”, vuol dire che basta un giornalista per un’intervista che esce su più giornali). Qualcuno pensava che ciò non avesse conseguenze anche sul personale? Siamo sicuri che sia tutto Covid?

11 ottobre 2018

 

Nessun problema da profilo della concorrenza per l'acquisto da parte dl gruppo mediatico zurighese Tamedia, proprietario fra le altre testate del “Tages Anzeiger”, “20 Minute”, “Der Bund”, “24 Heures”, “Le Matin”, "Tribune de Genève" ... , della Basler Zeitung, che ha fra i suoi proprietari anche l'ex consigliere federale Christoph Blocher. Tamedia aveva annunciato lo scorso aprile il raggiungimento di un accordo con gli attuali proprietari. Ora la Comco, la Commissione della concorrenza, ha dato il via libera all'operazione, stabilendo che l'operazione influenza marginalmente la situazione sul mercato nazionale della stampa. Stando alla Comco l'acquisto non porta a una diminuzione della concorrenza. La Comco ha tuttavia specificato che si è occupata degli aspetti economici e non quelli riguardanti il pluralismo dell'informazione.
Parallelamente ad aprile era stato annunciato che il gruppo Tamedia cederà le sue partecipazioni in alcune testate gratuite, fra cui il "Tagblatt der Stadt Zürich”,  alla Zeitungshaus AG, che vede nel suo cda anche lo stessi Blocher.