Tempi duri per i referendum. A Lugano i comunisti non vogliono "dar fastidio"?

Tempi duri per i referendum. A Lugano i comunisti non vogliono "dar fastidio"?

Dicembre 27, 2019 - 14:16
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I referendum sull'aeroporto e la riforma fiscale "arrancano". A Lugano per le comunali i seggi rimarranno aperti solo per tre ore, con buona pace di chi deve raccogliere firme.

I referendum lanciati dalla sinistra a livello cantonale, vale a dire quello sulla riforma fiscale e quello sull'aeroporto di Lugano, "arrancano" . Allo scorso comitato del 18 dicembre il presidente del Ps Ticino Igor Righini comunicava che per i due referendum mancano circa la metà delle firme. Il conteggio delle firme è sostanzialmente identico. Dando per scontato che Unia non sta raccogliendo firme per il referendum sull'aeroporto (visto che rappresenta diversi dei lavoratori dello scalo), ci chiediamo, visto che il numero delle firme fra i due referendum è sostanzialmente uguale, vuol dire che neanche per la riforma fiscale il sindacato sta raccogliendo firme?
 
 
 
 
 
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In quel di Lugano i comunisti, che corrono nella lista del Ps per il Municipio alle prossime elezioni comunali, hanno deciso di puntare su Edoardo Cappelletti e non sul popolare consigliere comunale Demis Fumasoli (vedi qui). Una scelta abbastanza incomprensibile, visto che sicuramente Fumasoli, se fosse stato in lista, avrebbe fatto molti più voti. Ma forse è proprio questo il motivo:  che non si voglia "impensierire" la municipale uscente socialista Cristina Zanini Barzaghi, che dopo un pessimo risultato alle elezioni federali, non vuole nessuna concorrenza in lista?
 
 
 
 
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A Lugano il 5 aprile, per le elezioni comunali i seggi rimarranno aperti solo per tre ore, la domenica mattina. Il ragionamento sarebbe che tanto, visto che ai seggi si reca poca gente (molti votano per corrispondenza) tanto vale ridurre gli orari d'apertura. Ma ormai la maggior parte della gente è stata abituata a votare per corrispondenza e il fatto che i seggi rimangano aperti solo poche ora sicuramente contribuirà a ridurre ancora il numero di persone che vi si recano. Il risultato è che in futuro raccogliere firme per un referendum sarà più difficile, visto che i seggi elettorali sono il luogo ideale (dato che tutti quelli che vi si recano sono persone aventi diritto di voto e, si presume, interessate alla politica). E il "galoppinaggio", si sa, con il voto per corrispondenza è più "discreto"... Chissà se qualcuno se ne accorgerà e vorrà protestare…