Testa di giocatore, buona solo per tenere cappello

Testa di giocatore, buona solo per tenere cappello

Ottobre 19, 2019 - 16:04
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Lo scorso 9 ottobre è cominciata un'offensiva militare in Siria, da parte della Turchia. L'operazione bellica, voluta dal governo Erdogan, è seguita al ritiro delle truppe statunitensi, dalla Siria nordorientale. L'intento comunicato da Ankara è combattere le Forze Democratiche Siriane (una milizia composta prevalentemente da curdi, costituitasi nel 2015, entro il quadro della guerra civile siriana) e creare una "zona cuscinetto", tra la Turchia e la Siria.

 

Questa rubrica non ha né l'intento, né l'interesse, di approfondire temi geopolitici, per i quali ci sono altri spazi dedicati, su Ticinotoday. Le poche righe di questa premessa, però, sono importanti per inquadrare il tema affrontato da questo articolo.

 

A seguito delle azioni militari, volute da Erdogan, molti calciatori turchi, infatti, hanno pubblicamente mostrato il loro sostegno alla guerra. In particolar modo, i giocatori della nazionale di calcio turca hanno cominciato a fare il saluto militare, davanti alle telecamere, in occasione delle recenti partite, per le qualificazioni a Euro2020.

 

Sia nella partita con vinta l'Albania, sia nella partita pareggiata con la Francia, la maggior parte dei calciatori della Turchia si sono raggruppati sotto la curva, dove erano presenti i loro sostenitori, per mostrare il saluto militare. 

 

Il gesto, in aperto sostegno del conflitto armato, è stato da più parti criticato. Queste critiche sono certamente condivisibili, ma non perché la politica debba necessariamente stare lontana dallo sport.

 

Anzi, lo sport, in quanto calamita di attenzioni internazionali, potrebbe più spesso essere impiegato anche per lanciare messaggi positivi. In questo caso, però, i giocatori turchi hanno deciso di sfruttare la eco mediatica, perdendo una preziosa occasione per tacere.

 

Purtroppo, qualche calciatore decide di sostenere una guerra, anziché spendere delle parole per la pace e la solidarietà. 

 

I club proprietari dei cartellini dei giocatori, però, difficilmente interverranno. Questo, nonostante l'avere in rosa (e quindi su libro paga) uno sbandieratore del sostegno a operazioni belliche, non sia propriamente una bella immagine.

 

Di fronte a tali schifose sceneggiate, dei calciatori turchi, non ci resta che ricordare il grande allenatore Vujadin Boskov, riproponendo una delle sue celebri frasi: "testa di giocatore, buona solo per tenere cappello".