Tornano i socialisti moderati, ma sono "old"

Tornano i socialisti moderati, ma sono "old"

Agosto 13, 2019 - 22:20
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Il PS Ticino si presenta all'appuntamento delle elezioni federali del 20 ottobre prossimo con ben 3 liste, quella ufficiale, quella giovanile della GiSo e quella senior di PS60+.

 

Le tre liste rappresentano abbastanza bene la "geografia" del PS Ticino odierno. Nella lista giovani quasi tutti sono esponenti di quella area interna al partito che si collaca a sinistra e che è capeggiata dalla consigliera nazionale Marina Carobbio. Di giovani socialisti moderati in GiSo non ne girano molti.

 

Specularmente, la lista degli "anziani" è spostata alla destra del partito, con il ritorno in lista di due veterani del vecchio PST: Marilena Ranzi Antognoli ed Erto Paglia, entrambi in lista per il Consiglio Nazionale quasi 30 anni fa, nel 1991, nell'ultima lista che il PST fece prima della fusione con il PSU e il PSL. Paglia in quell'occasione era anche in lista per il Consiglio degli Stati (assieme all'ora capogruppo in Gran Consiglio PSU John Noseda) e quattro anni più tardi (nell'aprile 1995) corse anche per il Consiglio di Stato nel nuovo e riunificato PS Ticino, arrivando quinto, dietro ad Iris Canonica, Mario Ferrari, Marina Carobbio e l'eletto Pietro Martinelli.

 

Invece per Marilena Ranzi Antognoli le elezioni federali del 1991 furono il vero trampolino di lancio per una carriera all'interno del PS, che ancora oggi la vede come figura di spicco. La cassa del partito, infatti, la gestisce lei nel PS Ticino ininterrottamente dal 1992, anno della nascita del partito riunificato, ad oggi! Poi è vero che nel PS Ticino si dà più importanza ai ruoli politici che amministrativi, ma tutti sanno che senza soldi un partito è morto!

 

Diciamo che se la lista giovani è composta da soli "carobbiani", in quella senior chi è più a sinistra è un "bertoliano" (come Carlo Lepori), con la presenza di esponenti che si collocano alla destra del consigliere di Stato.

 

Poi c'è la lista che conta, quella ufficiale, con l'esponente dell'area di sinistra Marina Carobbio (che verrà rieletta a occhi chiusi) e con alcuni esponenti molto vicini a Manuele Bertoli, come Cristina Zanini Barzaghi, Martina Malacrida, Davide Dosi, ma soprattutto Chiara Orelli Vassere (che senza ombra di dubbio è la più "bertoliana" di tutti), e due candidati espressione della corrente di sinistra carobbiana come il presidente Igor Righini e il giovane Andrea Ghisletta. Bruno Storni, invece, è più un battitore libero.

 

Ci sarebbe stato pure Bang, che avrebbe potuto "offuscare" la bertoliana Zanini Barzaghi, che tutti sanno deve arrivare seconda, subito dietro a Marina Carobbio (nell'improbabile ipotesi di subentrarle in caso di elezione in Consiglio degli Stati).

 

Dunque nella lista principale, quella che conta, c'è un certo equilibrio fra "bertoliani" (4 candidati) e "carobbiani" (3 candidati). Per Henrik Bang - che si colloca alla destra di Bertoli, più vicino ad un Gianrico Corti o ad altri esponenti provenienti dall'ex PST - ovviamente non c'era posta sulla lista principale e non è ancora abbastanza vecchio per figurare in quella PS60+, dove sono stati "confinati" gli esponenti più moderati (leggi a destra) del PS Ticino.

 

Stando alle liste (in questo caso di GiSo) si può immaginare che in futuro il PS Ticino avrà una classe dirigente più a sinistra del passato, mentre l'area moderata socialista ormai è relegata ai "vecchietti"  di PS+60, che devono fungere da accalappia voti di quegli elettori del vecchio PST che non c'è più.

 

Per questo, per misurare la forza delle anime dei socialisti, sarà determinante vedere il 20 ottobre se avrà raccolto più consensi la lista PS60+ o quella GiSo (che oggettivamente parte favorita, visto che ai giovani un sostegno, un voto lo si dà quasi sempre). La prima è molto più "filogovernativa" e moderata, la seconda più "barricadera" e radicale.

 

La questione che si aprirà fra qualche anno è dove approderà quel voto moderato di sinistra che oggi sempre più non trova rappresentanti nei partiti: né nel PS ticino, ma neanche nel PLR, che in Ticino si sta "appiattendo" su posizioni di centrodestra, e che in nessun modo rappresenta quel vecchio radicalismo alla Massimo Pini e alla Sergio Salvioni (o se si preferisce alla Dick Marti).  In via del tutto teorica, questo voto moderato potrebbe essere rappresentato dai Verdi liberali, ma in Ticino questa forza politica non ha lo spessore e la capacità di captare tale voto.

 

E allora facciamoci sorprendere dal futuro.