Tram-treno. "Smantellare la ferrovia FLP costa più che tenerla". Il progetto dell'Ata

Tram-treno. "Smantellare la ferrovia FLP costa più che tenerla". Il progetto dell'Ata

Novembre 28, 2019 - 15:02
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Oggi l'Ata, la Stan e Cittadini per il Territorio hanno presentato uno studio che vuole salvaguardare l'esistenza della linea di collina della FLP, che rischia di essere messa in discussione nell'ambito del progetto di tram-treno del Luganese.

Il progetto di tram-treno del luganese deve salvaguardare l'esistenza della linea ferroviaria di collina della Lugano-Ponte Tresa (FLP). Ne è convinta l’Ata, associazione traffico e ambiente, che oggi con con il sostegno dell’associazione Cittadini per il territorio del Luganese e della Stan (Società ticinese per l’Arte e la Natura), ha presentato le conclusioni a cui è giunto uno studio commissionato all’ingegnere e pianificatore della mobilità Marco Sailer, all’architetto e pianificatore della mobilità Lorenzo Custer, all'ingegnere, esperto dell’esercizio ferroviario, Paul Romann e all' ingegnere Antonio Borra. Lo studio vede fra gli editori i Comuni di Muzzano, Sorengo e Collina d’Oro, come pure l’Otaf di Sorengo, che ospitava la conferenza di oggi, tutti schierati a difesa dell’esistenza di questa linea.
 
Ad introdurre il tema è stato il presidente dell’Ata Bruno Storni, che ha esposto la genesi di questo studio: il Gran Consiglio vuole che si studi l'opportunità, la fattibilità e i costi del mantenimento del tracciato della FLP di collina, mentre il Dipartimento del territorio (Dt) non è favorevole al mantenimento della linea. Le Ata e la Stan (Società ticinese per l'Arte e la Natura)  avevano ricorso contro il progetto di smantellamento della FLP, ma, ha lamentato Storni, non sono state sentite dal Dt. Da qui la decisione di commissionare lo studio volto ad esporre gli argomenti a favore del mantenimento della linea. 
 
Marco Sailer, fra gli autori dello studio, ha esposto i dettagli tecnici dello studio commissionato dall'Ata. Per il Dipartimento del territorio e la Commissione Regionale dei Trasporti del Luganese le motivazioni a favore dello smantellamento della linea sono le seguenti, ha spiegato Sailer: la linea costituirebbe un doppione della prevista galleria, richiederebbe spese supplementari, trasporterebbe poca utenza e non sarebbe approvata né sussidiata dalla Confederazione, che non sostiene linee di trasporto pubblico che risultano un doppione. 
 
Argomentazioni che gli autori dello studio respingono, basando le proprie argomentazioni sugli stessi dati forniti dal Dipartimento del territorio e dalle FLP, ha spiegato Sailer. Per gli autori dello studio infatti le due linee non sarebbero un doppione, poiché l’una è diretta al centro città (il tram-treno), mente l’altra (la FLP) è diretta alla stazione FFS di Lugano. Le due linee hanno inoltre una diversa utenza: metà dei passeggeri vanno alla stazione FFS e nelle aree circostanti, mentre l’altra metà va in città e nelle aree circostanti. 
 
Le due linee inoltre non sarebbero in concorrenza fra loro, ma complementari, e renderebbero il sistema più stabile (quando una linea ha dei disguidi si può usufruire dell’altra). 
 
Anche per quanto riguarda il discorso dei costi, per gli autori dello studio, lo smantellamento della linea di collina non porta benefici. Infatti, ha spiegato Sailer, lo smantellamento della linea costerebbe 5,6 milioni di franchi per togliere i binari e le traversine, oltre a 800’000 franchi annui per una linea di bus sostitutiva dalla stazione FFS di Lugano ad Agno. 
 
Viceversa il mantenimento della linea, ha spiegato Sailer, costerebbe 1,2 milioni di franchi per la realizzazione del sottopassaggio tra la stazione FLP e la stazione FFS, oltre a 650’000 franchi annui per il mantenimento della linea, dedotte le previste entrate derivate dagli introiti della linea FLP. “Queste spese sono dedotte dai conti consuntivi della FLP”, ha evidenziato Sailer. “Possiamo dire che costa di più smantellare la FLP che non mantenerla”.
 
Le stime fornite da Sailer indicano un numero di passeggeri in aumento, previsti per il 2030 a 16’000 al giorno, di cui 8’000 sulla FLP (oggi sono 6’000). “Anche con le due linee attive non vi è il pericolo che le linee rimangano vuote”, ha detto. 
 
Oltre a ciò la linea FLP ha un valore storico, è stato detto in conferenza stampa, oltre che paesaggistico e turistico. 
 
Lo studio propone dunque delle modifiche al progetto. La prima modifica è la creazione della fermata del tram-treno Sant’Anna, da collegare alla stazione FFS con una scala mobile, in grado di sgravare la fermata di Lugano Centro. La seconda è la rinuncia alla realizzazione della fermata sotterranea in galleria del tram-treno, risparmiando  30 milioni. L’assenza di questa fermata sarebbe compensata dal mantenimento della linea di collina della FPL e dalla realizzazione della fermata di Sant’Anna. 
 
L’attestamento in centro città dovrebbe inoltre essere sotterraneo. Inoltre l’interscambio di Cavezzolo (Molinazzo) andrebbe corretto, mantenendo l’attuale linea. Ciò eviterebbe un costo di 30 milioni di franchi. La modifica rispetto all’attuale linea, ha spiegato Sailer, è stata apportata dal Dt preventivando un eventuale allungamento della pista dell'aeroporto di Lugano-Agno.
 
Le sigle rappresentate nella conferenza stampa odierna chiedono dunque che il Gran Consiglio opti per mantenere la linea di collina della FLP.
 
“Nella pianificazione è venuto meno quanto prescrive la Confederazione, ovvero la partecipazione di tutti i cittadini interessati”, ha detto il presidente di Cittadini per il Territorio del Luganese Carlo Lepori. “Questa mancata partecipazione ha avuto come risultato che sono stati presentati più di 100 ricorsi". "Il Governo ha fatto un passo verso i ricorrenti più potenti, e con essi ha trovato un accordo", ha proseguito Lepori. "Gli interessi generali della cittadinanza invece sono stati trattati con disprezzo dall’onorevole Zali in Gran Consiglio, con parole non degne di una discussione democratica”. Lepori ha inoltre criticato il progetto di sostituzione della linea con il bus, visto il costante intasamento della tratta fra Lugano e Agno. 
 
Il presidente della Stan, già capo della divisione Pianificazione territoriale del Dt, Benedetto Antonini, ha osservato che "già quando ero municipale di Agno mi sono battuto per evitare lo smantellamento di questa linea. C’è sempre stata una cocciutaggine che non si giustifica nel volerla smantellare". "Sono contento che una voce un tempo isolata abbia trovato ora sostegno, anche in Gran Consiglio", ha detto Antonini. Per quanto riguarda la possibilità che la Confederazione riconosca che la linea di collina FLP non è un "doppione" con la galleria tram-treno, ha dichiarato Antonini a Ticinotoday, "le chances sono alte. Se è giusto che la Confederazione non sussidi dei doppioni, noi dimostriamo che questo non lo è, ma bensì applica il principio di ridondanza, un principio cardine della pianificazione dei trasporti".
 
Anche l'Otaf di Sorengo, a poche centinaia di metri da una delle fermate della FLP, ci ha spiegato il direttore Roberto Roncoroni, auspica il mantenimento della linea, dato che decine di suoi utenti e dipendenti la usano quotidianamente per raggiungere la struttura. 
 
Ora però si dovrà attendere lo studio del Dipartimento del territorio sul tema, che fornirà presumibilmente gli argomenti favorevoli allo smantellamento della linea e su cui si potrà basare il confronto fra le due opposte tesi. Nel frattempo una petizione è stata lanciata a sostegno del mantenimento delle linea di collina della FLP.