"Treno e collegamento veloce, non semafori senza alcuna garanzia""

"Treno e collegamento veloce, non semafori senza alcuna garanzia""

Febbraio 02, 2019 - 15:11
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Riuscita la raccolta firme sui semafori, i promotori affinano gli argomentari.

È andato oltre le aspettative il responso per il referendum “Basta sprechi” lanciato dal comitato interpartitco contro il progetto di semaforizzazione della tratta Cadenazzo-Quartino sul Piano di Magadino. Partito un po’ in sordina, complice anche le vacanze natalizie che si sono accavallate fra l’approvazione del Gran Consiglio del messaggio (votato a dicembre dopo che a giugno era stato rimandato per la mancanza della maggioranza qualificata) e il termine di scadenza della raccolta firme, ieri i promotori hanno consegnato (vedi qui) 13’164 firme (e qualcuna dovrebbe ancora giungere). “È stato un grosso impegno, vista anche la concomitanza con le vacanze natalizie”, ci dice Roberta Passardi, esponente del Plr che ha aderito alla raccolta firme. “All’inizio abbiamo avuto qualche dubbio. Poi però la gente ha iniziato a rispondere in modo entusiasta. Ci siamo presto resi conto che saremmo arrivati oltre le 7’000 firme, cifra che abbiamo raggiunto già diverse settimana fa”.
Entrando nel merito della questione il progetto approvato dal Gran Consiglio prevede la rimozione di 6 rotonde per far spazio a dei semafori. Una misura che però, secondo i referedisti, oltre che a rappresentare uno spreco dei soldi investiti per la realizzazione delle rotonde, non promette nessun reale miglioramento della viabilità. Ma dunque che fare su una delle tratte più congestionate del Sopraceneri? “Dal dicembre del 2020 entra in funzione il tunnel di base del Monte Ceneri. Si dimezzeranno i tempi di percorrenza dal Locarnese verso il resto del Ticino e raddoppierà il numero di passeggeri che potrà prendere il treno”, ci dice il gran consigliere Ppd (partito che ha aderito al referendum) Marco Passalia, alla guida del comitato referendario. “Inoltre è una priorità realizzare il collegamento veloce A2-A13. Dobbiamo fare tutto il possibile per velocizzare la sua realizzazione". “Ovviamente”, aggiunge Passalia, “si deve avere una comunicazione costruttiva con l’Ufficio federale delle strade (Ustra), cosa che non mi è parsa trasparire da quanto emerso pubblicamente nelle ultime settimane. Questo è fondamentale anche perché dal primo gennaio del 2020 sarà l’Ustra ad essere proprietario di questa tratta”.
“La nuova tratta ferroviaria dovrebbe assorbire 14’000-15’000 pendolari, alleggerendo il traffico privato”, ci spiega la granconsigliera socialista (anche il Ps ha aderito al referendum) Daniela Pugno Ghirlanda . “È chiaro che il traffico privato non arretrerà, ma in questi anni secondo le statistiche non è neanche aumentato. Questo dato fa riflettere, perché fare dei semafori? Dobbiamo puntare su un trasporto pubblico efficace”.
“Non si possono prendere i soldi dei cittadini e investirli in un progetto che non garantisce che la mobilità possa migliorare”, ribadisce la candidata al Gran Consiglio liberale Passardi . “Si sarebbe dovuto aspettare l’apertura del collegamento della galleria di base e poi semmai verificare quali modifiche apportare”. 3,3 milioni per la semaforizzazione che dunque sono destinati a fare ancora discutere, ora che l’oggetto andrà in votazione.