Twittare per esistere, il senso del Festival e il doping di Amalia Mirante

Twittare per esistere, il senso del Festival e il doping di Amalia Mirante

Ottobre 11, 2020 - 22:43
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Twitto ergo sum?

Su Ticinotoday sono stati affrontati spesso i temi della gestione dei big data, dello strapotere economico delle principali aziende tecnologiche e anche del peso politico e sociale di Facebook, Google, Apple, Amazon, Twitter, ecc. Pochi giorni fa, nella rubrica Schegge abbiamo pubblicato un commento su quanto accaduto all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), il quale si è visto sospendere il proprio account su Twitter (leggi qui). Come ben spiegato sul suo sito ufficiale, l'UFCOM "è responsabile delle telecomunicazioni, dei media e del settore postale e della società dell'informazione in Svizzera. Garantisce un'infrastruttura di comunicazione stabile e all'avanguardia, crea le basi per una piazza mediatica svizzera forte e coordina l'attuazione della strategia "Svizzera digitale" ". Sembra una barzelletta, ma in questa circostanza Twitter - inteso come azienda - ha mostrato di avere più peso della Svizzera, considerata in quanto Stato. L'account Twitter di UFCOM è certamente qualcosa di poco conto, ma la situazione creatasi mette in luce un problema importante: i social network sono uno spazio pubblico, una sorta di piazza virtuale, controllato da un ristretto gruppo di organizzazioni private. Anche un bar e un ristorante sono società private che organizzano una parte della vita sociale di uno spazio pubblico, ma sottostanno a un controllo di un'autorità e sono naturalmente limitati in termini di portata geografica e possibilità di fungere da elemento totalizzante nella vita delle persone. Nel caso dei social network, invece, non si è ancora riusciti a creare una regolamentazione.

 

Il Locarno Festival ha ancora senso di esistere?

Il Locarno Festival non sta passando il suo momento migliore. La pandemia di COVID-19 ha castrato l'ultima edizione e, di fronte all'inizio di quella sembra essere la seconda ondata, anche la prossima edizione potrebbe dover vivere una situazione straordinaria. Come se ciò non bastasse, la direttrice Lili Hinstin ha recentemente abbandonato il Pardo. Di questa situazione abbiamo parlato nella rubrica Botta & Risposta, intervistando il critico cinematografico Mariano Morace (leggi qui). Considerando l'oggettiva difficoltà di organizzare un grande evento, in questa fase di difficoltà sanitaria, Morace ha sottolineato degli elementi fondamentali per il Festival. Innanzitutto che quella di Locarno è una rassegna che si differenzia dagli altri importanti festival per "il suo rapporto con il pubblico, e la miscela fra film di ricerca e film per il grande pubblico". I principali punti di forza del Festival, però, sono messi in discussione dal coronavirus e dalle incertezze ad esso legate. Secondo Morace, "se queste caratteristiche spariscono bisognerà domandarsi seriamente se un festival come Locarno ha ancora senso di esistere". Purtroppo, questa considerazione è probabilmente corretta. La COVID-19 ha un impatto sulle nostre abitudini e sta accelerando delle modifiche nei comportamenti sociali che - almeno in parte - erano già in atto. Di fronte alla crescita di produzioni cinematografiche da parte di Netflix, Amazon e Disney - le quali operano su proprie piattaforme - le sale cinematografiche e i festival del cinema rischiano di perdere il loro ruolo sociale e culturale. Forse, c'è di peggio delle dimissioni della Hinstin.

 

L'economia ticinese sta sopravvivendo con il doping di Stato?

Ieri, sul nostro sito è stato ospitato qualcosa di nuovo. Si tratta di un video dell'economista Amalia Mirante, che ha commentato gli ultimi i dati sulla disoccupazione, raccolti dall'Ufficio federale di statistica (vedi qui). Nel suo filmato, Mirante ha messo in luce un elemento importante per capire l'attuale situazione economica del Cantone. Durante la prima fase dell'emergenza COVID-19, infatti, in Ticino le imprese hanno fatto in maggior ricorso al lavoro ridotto e ai prestiti garantiti dalla Confederazione, rispetto a quanto generalmente avvenuto nel resto della Svizzera. Secondo Mirante, "il sostegno dello Stato potrebbe in questo momento fare da effetto doping e ritardare i licenziamenti". Il peggiori effetti economici del lockdown, quindi, potrebbero palesarsi in futuro. Considerando l'attuale peggioramento del numero di contagiati, inoltre, dovremmo cominciare a considerare che ulteriori limitazioni potrebbero essere presto attuate. Probabilmente un secondo lockdown sarebbe economicamente insostenibile, ma è nell'aria. Quando riusciremo ad aprire un serio dibattito pubblico sul tema?

 

Buon inizio di settimana 

TM