Un anno fa Minneapolis "scioglieva" la polizia

Un anno fa Minneapolis "scioglieva" la polizia

Giugno 08, 2021 - 14:42

8 giugno 2020. Un anno fa il Consiglio comunale di Minneapolis, la città dove è avvenuto l’omicidio di George Floyd, votava per lo scioglimento del suo Dipartimento di polizia, accusato di razzismo sistematico, e per la nascita di una nuova entità con poteri limitati, denominata “Dipartimento per la Sicurezza della Comunità e la Prevenzione della Violenza” (che non necessariamente avrebbe dovuto avere agenti armati). La votazione del Consiglio comunale della Città dove è avvenuto l’omicidio di Floyd, che ha dato il via alle più imponenti proteste degli ultimi anni negli Stati Uniti, quelle del movimento “Black Lives Matter”, è stata forse l’apice (perlomeno per quanto riguarda l’influenza avuta sulle autorità politiche) del parallelo movimento “Defund the Police”, che chiede di limitare i finanziamenti alle forze di polizia (accusate appunto di razzismo sistematico).

Nel corso di questo anno la decisione avallata dal Legislativo della Città del Minnesota sembra comunque essersi ridimensionata nella sua portata (perlomeno per come era stata “venduta”). La proposta di scioglimento del Dipartimento di polizia avrebbe dovuto essere sottoposta agli elettori, ma è stata bloccata nell’ambito del suo iter istituzionale. Gli stessi sostenitori dello scioglimento del corpo di polizia, che hanno formulato una nuova proposta, ora dicono che la misura non implicherebbe la scomparsa di agenti armati.

Al di la dell’iter istituzionale il tema delle violenza della polizia operata sui cittadini afroamericani e “non bianchi”, comunque, come dimostra la cronaca statunitense, non è sicuramente risolto, come rimangono le rivendicazione di Black Lives Matter. E, come commentano diversi osservatori statunitensi, anche se alla fine la decisione di un anno fa del Consiglio comunale di Minneapolis si risolvesse in una riforma meramente simbolica della polizia, l’impressione è che si sia comunque “varcato il Rubicone”: una proposta che fino a qualche mese prima sarebbe stata giudicata estremista e rivoluzionaria dalla stragrande maggioranza dello spettro politico, è stata approvata dai membri del legislativo eletti dai cittadini di Minneapolis. Rimane aperta la domanda sulle ripercussioni anche al di fuori degli Stati Uniti di questo movimento (come è stato ad esempio per il movimento “#MeeToo” contro le molestie alle donne e per la “Cancel culture” contro i monumenti a personaggi legati allo schiavismo, che come noto hanno avuto diramazioni anche alle nostre latitudini)…

8 giugno 2020

A Minneapolis la polizia viene smantellata. Nella città statunitense dove è avvenuta la morte di George Floyd, che ha dato il via alle grandi proteste degli ultimi dieci giorni, il Consiglio comunale ha deciso a maggioranza qualificata lo scioglimento del suo corpo di polizia, accusato di razzismo sistematico. Gli agenti dovrebbero essere ricollocati in una nuova forza di polizia, i cui poteri dovrebbero essere ridimensionati. "De-fund the police", era uno degli slogan dei manifestanti, che ora sembra essere stato fatto proprio dalle autorità politiche. 

Ma non solo a Minneapolis le forze di polizia sono al centro di un'offensiva senza precedenti. A New York il sindaco Bill de Blasio ha annunciato tagli al budget (6 miliardi di dollari annui) del New York Police Department. I fondi tagliati saranno dirottati verso servizi sociali e aiuti per i giovani. In molte altre città statunitensi si stanno annunciando in queste ore provvedimenti simili.