Un appello per i medici. Niente discoteca, sognando la serie A

Un appello per i medici. Niente discoteca, sognando la serie A

Agosto 17, 2020 - 13:34
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I medici non mandano i formulari, dice l'UFSP. Discoteche chiuse in Italia. 

Stando a quanto riferito dalla Nzz am Sonntag e confermato dal portavoce dell’UFSP, nonostante l’obbligo, dai medici di base all’UFSP giungerebbe solo una segnalazione medica di nuova infezioni ogni due effettive. Ciò generebbe la mancanza di informazioni quali i fattori di rischio o il luogo del contagio.  Su 4’330 nuovi casi di coronavirus registrati (comunicati dai laboratori, anch’essi sottoposti all’obbligo di comunicazione, ma che dispongono di meno dati), l’UFSP ha ricevuto dai medici solo 2’030 formulari. Ora l’UFSP sta cercando di recuperare gli arretrati. In pratica la metà dei medici non avrebbe inviato informazioni che era obbligata a inviare. Che la compilazione dei formulari non sia coperta dal tarmed?

Magari, oltre che per l’obbligo di mascherine, per chiudere o non riaprire le scuole, per i lockdown, per chiudere i pub, ecc. , il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti potrebbe fare anche un appello rivolto ai colleghi, per invitarli a compilare quei formulari. Oppure per chiedere il licenziamento di qualcuno all’UFSP, se si tratta (visti i precedenti non è che ce la sentiamo di escluderlo) dell’ennesima “cappellata” di quell’ufficio.

 

 

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In Italia da oggi tutte le discoteche sono obbligate a chiudere i battenti. C’è chi si è schierato favore della misura, chi invece l’ha definita un attacco ai giovani. Ancora più curiosa è però la misura relativa all’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici, anche all’aperto: è valida solo dalle 18 alle 6. Ma come, il coronavirus viaggia solo di notte? In realtà l’intento è evidente: chiuse le discoteche i giovani probabilmente si ritroveranno nelle strade o nelle piazze e allora li si mette l’obbligo di mascherina.

Ma tutto il mondo è Paese e nonostante di assembramenti se ne vedano a bizzeffe anche nei locali pubblici diurni, la prima a cadere è la movida notturna. Poi magari in autunno si tornerà negli stadi, sotto la pressione di qualche federazione calcistica. La salute pubblica è una questione di capacità di “lobbing”?