Un giovane caprone impazzisce per la pecora Dolly

Un giovane caprone impazzisce per la pecora Dolly

Febbraio 22, 2020 - 08:12
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Il 22 febbraio del 1997, il mondo venne informato dell'esistenza della pecora Dolly, il primo mammifero ad essere stato clonato. Dolly fu prodotta al Roslin Institute, in Scozia, il 5 luglio del 1996. Gli scienziati che lavorarono al progetto, però, ne annunciarono la riuscita soltanto 23 anni fa.

La comunicazione dell'avvenuta clonazione di una pecora suscitò molto scalpore. In molti parlarono della pecora clonata e - addirittura - Giorgio Gaber ne prese ispirazione per un monologo. Si tratta di "La pecora Dolly", presente nello spettacolo "Un'idiozia conquistata a fatica", del 1998.

In questa puntata di Amarcord, vi proponiamo il monologo di Gaber, nel quale non vi sono solo alcune ironiche considerazioni sulla clonazione. Gaber, infatti, prova a immaginarsi cosa farebbero i politici italiani (quelli di fine secolo scorso) "se ognuno potesse clonare chi vuole...chi gli piace".

Tra un Silvio Berlusconi che vorrebbe clonare Emilio Fede, e Massimo D'Alema che vorrebbe clonare Lev Trotsky, ci siamo chiesti: chi vorrebbero clonare i politici ticinesi? La lista potrebbe essere lunga, quindi, ne abbiamo scelti tre.

Immediatamente pensiamo a Guido Tognola, presidente della sezione di Lugano del PLR. Tognola, probabilmente clonerebbe Michele Bertini. L'originale ha scelto di non ricandidarsi al Municipio, ma - forse - con il clone ci sarebbero state più speranze.

Marco Borradori, sindaco di Lugano e storico volto della Lega, clonerebbe i passeggeri dell'aeroporto di Agno, per dare un futuro certo a Lugano Airport e al suo sindacato.

Fabrizio Sirica, fresco di elezione alla co-presidenza del Partito Socialista (ma anche già vice-presidente socialista, deputato in Gran Consiglio, Consigliere comunale a Locarno, candidato al Municipio di Locarno sia alle prossime elezioni Comunali sia in quelle del 2016 e candidato al Consiglio di Stato alle elezioni Cantonali 2019) - probabilmente - clonerebbe se stesso.

Speriamo che nessuno prenda troppo a male queste righe un po' gogliardiche. In fin dei conti è carnevale.