Un gol, un paio di scarpe e un set di pentole

Un gol, un paio di scarpe e un set di pentole

Maggio 23, 2020 - 10:45
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Quello dei diritti televisivi del calcio è un mondo in evoluzione, nel quale stanno emergendo nuovi attori. L’emergenza COVID-19, inoltre, sembra accelerare una rivoluzione, tanto da spingere la UEFA a puntare su di un proprio canale Over-te-top content (OTT), come abbiamo già raccontato in questa rubrica (vedi qui). Tra i nuovi attori protagonisti c’è Amazon, che questo fine settimana ha aumentato la sua presenza in Bundesliga, tramite il servizio Prime Video. Dopo aver trasmesso la partita tra Werder Brema e Bayer Leverkusen - lo scorso lunedì - ieri Amazon ha infatti offerto la copertura del derby berlinese tra Herta e Union, mentre domani sarà il turno della sfida tra Schalke 04 e Augsburg.

Per cercare di capire quali sono gli interessi di Amazon dietro ai diritti televisivi delle partite di pallone, in particolar modo quelli della Bundesliga, abbiamo ripescato un vecchio articolo di Die Welt, pubblicato il 18 luglio 2017 (vedi qui). Tre anni fa, infatti, Amazon aveva cominciato ad occuparsi del calcio in Germania, e il quotidiano tedesco spiegava che, per Amazon, l’obiettivo non sarebbe in realtà il calcio giocato. A differenza di società mediatiche come Sky, infatti, i guadagni che Amazon intende generare grazie alle trasmissioni sportive, non sono legati a tale servizio. La strategia di Jeff Bezos, infatti, è quella di articolare l’offerta dell’abbonamento Prime, facendo diventare Amazon il centro di gravità permanente nella vita dei propri clienti. Il medesimo ragionamento viene fatto fuori dallo sport: si pensi all’editoria, con Amazon Publishing; ai film e alle serie TV, con Amazon Video; alla musica, con Amazon Music; e chi più ne ha, più ne metta. La scorsa estate avevamo spiegato la stessa dinamica, scrivendo dello sviluppo nell’editoria, del gigante dell’e-commerce. In quell'articolo citammo Bezos che, riferendosi ai film e alle serie TV di Amazon Video, disse: “se vincessimo un Golden Globe, venderemmo più scarpe” (vedi qui).

Partendo da analoghe considerazioni, Die Welt lanciava l’allarme sul rischio che una società come Amazon possa diventare la monopolista dei diritti televisivi del calcio tedesco. Secondo il quotidiano, “ciò che rende così pericoloso l'ingresso nel mondo dello sport per le aziende dei media classici è che Amazon non deve rifinanziare i sempre più costosi diritti sportivi nel modo consueto attraverso abbonamenti o pubblicità. L'azienda può invece guadagnare indirettamente. Più clienti guadagna l'azienda per il suo pool principale, più prodotti Amazon vende loro”.

La cosa più importante per Amazon, quindi, è che gli utenti passino sulle sue piattaforme il maggior tempo possibile, così da far aumentare la sottoscrizione di abbonamenti e – soprattutto – le possibilità di acquisto di altri prodotti. Tra una puntata e l’altra di una serie televisiva, perché non acquistare un paio di scarpe? Tra il primo e il secondo tempo della partita, perché non gettare un’occhiata sulle offerte del momento? La mercificazione del tempo libero sembra correre più rapidamente di quanto riusciamo a percepire. Chissà, magari le partite di calcio del futuro saranno giocate con tre o quattro intervalli, per aumentare i momenti d’acquisto. È un po’ come andare in gita e comperare le pentole sull’autobus.
 

TM