Un "ponte" per LASA? Fra i referendisti ci sono favorevoli e contrari

Un "ponte" per LASA? Fra i referendisti ci sono favorevoli e contrari

Marzo 30, 2020 - 17:13
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LASA: con l'ipotesi rinvio sul tavolo, ci si interroga su se e come garantire la sopravvivenza della società fino alla futura data di votazione. Fra i promotori del referendum i socialisti sono disposti ad accettare un "credito ponte" per arrivare fino al voto. I Verdi meno. Abbiamo interpellato le granconisgliere socialiste Anna Biscossa e Simona Buri e il graconsigliere dei Verdi Nicola Schönenberger. 

Il grande dilemma luganese (e cantonale) dell’aeroporto di Lugano-Agno, come noto, si è complicato con un’ulteriore variabile, il probabile rinvio della votazione del 26 aprile (cantonale e comunale) sui crediti per l’aeroporto, a cui la sinistra si è opposta lanciando appunto referendum.

Come noto però senza la ricapitalizzazione LASA (Lugano Airport Sa, la società che gestisce lo scalo) andrà entro breve incontro al fallimento.

Ora però non si tratta tanto di ragionare sugli scenari futuri di LASA, ma semmai permetterle di arrivare fino alla data in cui sarà posticipata la votazione e in cui il popolo potrà esprimersi.

Dal fronte dei favorevoli all’aeroporto per l’ipotesi di un “credito ponte” per permettere di ritardare la votazione si sono schierati fra gli altri a favore la granconsigliera Plr e presidente di Avio Ticino Roberta Passardi (vedi qui) e da noi intervistato Marco Romano (vedi qui), consigliere nazionale Ppd e presidente dell’Associazione passeggeri aerei (Aspasi).

Ma fra chi si è fatto promotore del referendum contro i crediti all’aeroporto come viene valutata la possibilità di un sostegno finanziario per giungere fino al voto? Ovviamente le posizioni critiche sull’aeroporto non cambiano, ma a questo punto si tratta, come detto, di arrivare fino alla votazione, in vista del rinvio (che raccoglie oramai un consenso molto vasto). Il consigliere comunale  indipendente di Lugano Demis Fumasoli già ci aveva detto che LASA dovrebbe essere mantenuta in vita fino alla votazione (vedi qui).

"Noi non abbiamo mai voluto il fallimento di LASA", ci spiega la granconsigliera socialista Anna Biscossa, "già quando discutevamo di chiudere l'aeroporto come lo conosciamo oggi, ed eventualmente intavolare discussioni per cedere la gestione ai privati, da parte nostra abbiamo fatto una proposta, che in sostanza chiedeva un credito ponte. Nello specifico si trattava di non chiedere la restituzione di un credito già esistente, proprio per permettere a LASA di non fallire".

"Questo discorso oggi mantiene tutta la sua validità", prosegue Biscossa, "come abbiamo ripetuto a più riprese, nonostante i favorevoli al mantenimento del finanziamento pubblico all'aeroporto dicessero il contrario, non c'è mai stata da parte nostra la volontà di far fallire LASA. Volevamo semplicemente che si andasse verso una nuova prospettiva, con la parte di personale che non poteva più essere impiegata nello scalo che andava accompagnata in un percorso di riqualifica". Un credito ponte che, ci dice Biscossa, può anche essere fatto "postergando il credito dovuto a Lugano, che tecnicamente è più semplice dell'apertura di un nuovo credito".

"Non è un problema aiutare LASA a non fallire", conclude Biscossa, "e credo che la data di giugno non sia drammatica, anzi mi sembra ottimistica rispetto alla situazione attuale. Speriamo che sia possibile fare la campagna e la votazione".

Per la granconsigliera e capogruppo socialista in Consiglio comunale a Lugano Simona Buri pure l’ipotesi è "più che accettabile". "Sia a livello cantonale che in Consiglio comunale, se si dovesse votare un credito ponte per arrivare alla votazione il nostro gruppo lo sosterrebbe". "Noi rimaniamo della nostra posizione", precisa Buri, "che è quella di concedere un credito che permetta la transizione dai voli di linea all'aviazione generale e un credito per il piano di ricollocamento dei dipendenti in esubero". Detto ciò "abbiamo lanciato il referendum anche per permettere alla popolazione di esprimersi. Se dovesse passare il "sì” ai crediti non avrei problemi a dire che da quel momento si dovrà investire in questa attività. Fino ad ora sono stati iniettati svariati milioni nell'aeroporto. La domanda per la popolazione è proprio se si vuole ancora investire altri milioni o meno. Dal momento che avremo la risposta, ci si adeguerà". Bisogna però arrivare alla votazione e, conclude Buri, "lo sappiamo tutti, a fine aprile LASA non avrà più la liquidità necessaria".

Anche i Verdi, con un comunicato diffuso ieri, si schieravano a favore di un rinvio della votazione, che criticava pure il "tentennare" del Consiglio di Stato in merito al rinvio della stessa (vedi qui). "È una questione di priorità", ci dichiara il capogruppo dei Verdi in Gran Consiglio e in Consiglio comunale Nicola Schönenberger. "Se si pensa alla salute pubblica bisogna decidere di rinviare questo voto, applicando il criterio utilizzato per le elezioni comunali e le votazioni federali, che di per sé sono degli oggetti molto più importanti che non il voto sul credito dell'aeroporto".

Tuttavia sul credito ponte Schönenberger è più scettico. "Su un credito ponte che permetta a LASA di operare fino al voto la mia risposta è no. Io il credito lo vorrei per riqualificare i dipendenti, che sono già a casa da ottobre, e che saranno licenziati senza nessun tipo di piano sociale e possibilità di riqualifica". 

"Mi rifaccio a ciò che dicevamo nei rapporti di minoranza in Consiglio comunale a Lugano e in Gran Consiglio", ci dice il granconsigliere dei Verdi. "Un credito può andar bene se permette una riqualifica e un piano sociale per i dipendenti in esubero, ma non deve essere un credito di ricapitalizzazione di LASA. Il problema è che all'aeroporto oggi non c'è lavoro, ora meno che mai. Se si vogliono dei crediti ponte che siano dei crediti che permettano di riqualificare il personale in esubero: i dipendenti che non hanno lavoro adesso, non l'avevano qualche mese fa, e verosimilmente ne avranno ancora di meno fra qualche mese". 

In sostanza dunque, si chiede un passo verso la posizione dei referendisti?  "Rimaniamo convinti che questo piano di rilancio non ha nessun senso, è superato dagli eventi", ci dice Schöneneberger, "tanto più nella situazione attuale, con la previsione di un calo degli introiti fiscali e di spese straordinarie per fronteggiare il coronavirus".

Per quanto riguarda il futuro della Sa, ci dichiara Schönenberger, "dipenderà da cosa viene proposto da LASA: può anche essere un involucro vuoto, non fallito, che non ha attività, cosa che corrisponde ai fatti attuali. Sta poi al Municipio di Lugano e agli azionisti presentare qualcosa di più serio rispetto al piano basato sullo studio di San Gallo, e poi su quello si voterà".