Un Udc più ‘aperta’: “Vogliamo crescere, il ceto medio ha bisogno di noi”

Un Udc più ‘aperta’: “Vogliamo crescere, il ceto medio ha bisogno di noi”

Gennaio 19, 2019 - 22:07
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Oggi, in quel di Porza, l’Udc Ticino presentava le sue liste e il suo programma (guarda qui la foto-gallery). Grande attesa c’era per l’ingresso del gran consigliere (già dei Verdi e del Ppd) Franco Denti fra le fila dei membri (e soprattuto dei candidati) dei democentristi, ingresso che il congresso Udc a avallato.  Ma quello di Denti non è l’unica aggiunta che il partito ha conosciuto negli ultimi anni fra le sue fila. E con questo punta a crescere, come ci spiega il presidente cantonale Piero Marchesi…

Piero Marchesi, oggi l'Udc Ticino ha presentato il suo programma per le Cantonali del 2019. Quali sono i temi su cui punterete per intercettare l'elettorato?
Il primo è quello di rendersi conto che il Ticino ha un problema con il proprio futuro. C'è qualcuno che questo futuro ce lo sta rubando. Le nostre risposte sono chiare e agiremo su diverse aree tematiche: il mondo del lavoro, la fiscalità, il mondo della formazione e della scuola. Vogliamo dare nuova speranza e aspettative ai ticinesi. In particolare al ceto medio, che in questi ultimi anni è stato messo sotto pressione da tasse, imposte, balzelli, ma anche furti e la riduzione del potere d'acquisto. Il ceto medio sta vieppiù sparendo. Questo ci preoccupa, perché il ceto medio è la colonna portante della nostra società. Non deve sparire, anzi, deve essere rafforzato.

In questi anni l'Udc ha accolto soggetti provenienti da altre esperienze politiche. Si pensi all'entrata nel vostro partito del granconsigliere Cleto Ferrari, all'unione ‘completa’ (dopo il gruppo in comune in Gran Consiglio) con Area Liberale di Sergio Morisoli e Paolo Pamini, confluiti nell’Udc, e oggi alla presenza di Franco Denti in lista. Quanto pensate di "allargare" il vostro partito a sensibilità, settori e esperienze a voi (finora) esterne?
Io prendo esempio da chi ha fatto meglio di noi. L'Udc a livello svizzero ha elaborato la propria crescita anche attraverso questa dinamica, ad esempio avvicinando il partito degli automobilisti, o rafforzato il suo legame con gli agricoltori, che in alcuni Cantoni sono molto forti.  Credo che l'Udc non debba chiudere la porta. Il nostro partito non cambierà la linea politica in favore di una persona nuova, ma se ci sono dei candidati che aderiscono alla politica dell'Udc, vanno accolti. Oggi il congresso ha deciso con una chiara maggioranza a favore della presenza di Franco Denti in lista, come c'era stata nei confronti di Cleto Ferrari. Questa strada dunque mi sembra essere sostenuta dalla base.

Una strada, quella di accogliere soggetti provenienti da altri partiti, che anche la Lega dei Ticinesi ha percorso con successo in passato…
Per fare politica ci vogliono le idee e le persone che le portano avanti. Le idee le abbiamo, le persone anche. Se nei prossimi anni ci saranno ancora più persone, ci aiuteranno a raggiungere meglio i nostri obiettivi.

Non vi è però il rischio che qualcuno, penso in particolare ai granconsiglieri uscenti, vista la forza elettorale di Denti, rimanga per così dire "scottato"?
L'ho detto in apertura del congresso: l'obiettivo numero uno deve essere il bene del partito, il bene proprio il secondo. Se seguiamo quest'ordine di priorità l'Udc potrà crescere. Chi saranno gli eletti lo deciderà poi il popolo. Se invece si si dà priorità agli interessi personali l'Udc, come qualsiasi altro partito, non crescerà mai.

Sergio Morisoli, nella presentazione del programma ha detto, pur con la premessa che "in campagna elettorale è legittimo sognare", che l'obiettivo è di 10 deputati in Gran Consiglio. Qual è secondo lei un obiettivo realistico da raggiungere?
Non voglio dare numeri, anche perché è sempre difficile fare previsioni. Quello che voglio vedere è una crescita dell'Udc. Quanto sarà grande lo decideranno gli elettori. Abbiamo un programma serio e persone capaci per portarlo avanti. Sono convinto che otterremo un buon risultato.