Una precisazione: stiamo sfiorando il delirio

Una precisazione: stiamo sfiorando il delirio

Novembre 10, 2020 - 21:33
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Da 50 a 5 a 30 in 48 ore. Quante persone agli eventi? L'incertezza regna sovrana, a questo punto anche sulla salute mentale...

In genere è l’incertezza che “azzoppa” i mercati. Se dovessimo estendere questa massima borsistica al Ticino, altro che “martedì nero”! Fra domenica, lunedì (ieri) e oggi il Consiglio di Stato è riuscito a distinguersi in una gestione della comunicazione (e non solo) che rasenta il tragicomico. 

Domenica pomeriggio in conferenza stampa, il Governo annuncia che il limite massimo di 5 persone per aggregazioni e manifestazioni pubbliche e private sarebbe entrato in vigore a mezzanotte (da lì a poche ore!). Una comunicazione giunta con una conferenza stampa domenicale, dando poche ore di preavviso a chiunque il giorno dopo avrebbe dovuto organizzare qualsivoglia evento/manifestazione/riunione con più di 5 persone. Partiamo bene. Da subito c’è chi non capisce in quali casi si applichi il limite di 5 persone, compresi cinema, teatri, sale per concerti, ecc., che fino all’introduzione di questa norma cantonale hanno dovuto rispettare il limite di 50 persone previsto dalle normative federali. Lo stesso Governo, al termine della conferenza di domenica, non dice chiaramente come stanno le cose (le parole del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi a ridosso della conferenza, citato da Tio: “In quegli ambiti ci sono dei piani di protezione che permettono di garantire il distanziamento fisico - ha spiegato -. Sappiamo però, perché è una realtà, che pochissima gente oggi va al cinema, quasi nessuno a teatro. È un sistema che si sta chiudendo da solo, proprio perché la gente ha paura. E credo sia un elemento che deve essere considerato”. Ogni tanto un sì o un no può aiutare). 

Passata la notte (per qualcuno forse insonne), il giorno dopo (ieri) le cose sembrano assumere un po’ più di chiarezza, ma nemmeno troppa. Dalle dichiarazioni riportate dai vari media pare di capire che sì, il limite di 5 persone vale per teatri e cinema. Rimangono però altre questioni aperte. Alle Cronache della Svizzera Italiana della RSI, quella sera viene spiegato che la cancelleria dello Stato ha passato la giornata a ricevere domande da parte di cittadini che non sanno se potranno o meno svolgere una determinata attività con più di 5 persone e viene interpellato il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri: “…avendo fatto tutto durante il week end era difficile avere a disposizione tutti i dettagli già entro domenica sera…”, esordisce il nostro ai microfoni della RSI (ovvero, si emanano risoluzioni governative, vincolanti e con potenziali risvolti anche penali per chi non le rispetta, ma non si sa dire ai cittadini in quali fattispecie precise sono tenuti a rispettarle? Ma stiamo scherzando?!?). Inoltre Coduri ci informava solertemente che “stiamo finendo” di redigere il documento che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio su dove si applichi o meno il limite di 5 persone, e qualche secondo dopo aggiunge che “il documento è pronto” (deve averlo finito durante l’intervista!) e che “presumiamo che entro stasera possiamo pubblicarlo”. Come noto le “precisazioni” sono arrivate questa sera (il giorno dopo e due giorni dopo la conferenza stampa). Nel frattempo, in seguito alle nuove norme cantonali, fra ieri e oggi sono iniziati a "piovere" i comunicati e gli annunci di annullamento di conferenze, concerti, spettacoli. In pratica tutti gli enti e le associazioni ancora attivi in questo Cantone con rassegne di concerti, spettacoli, ecc., fra ieri e oggi hanno comunicato il loro annullamento. Dal mondo della cultura ci si è pure lamentati (non senza qualche ragione), anche tramite una lettera aperta al Consiglio di Stato sottoscritta da diverse personalità del settore, della disparità di trattamento rispetto ai ristoranti o ai mercati (o alle funzioni religiose). E ora la ciliegina sulla torta. Che si inventa dunque il Consiglio di Stato? Nella serata di oggi sono finalmente giunte le “precisazioni” del Governo, con una bella “sorpresa” nascosta: nuova risoluzione (questa volta già munita di precisazioni) e ora il limite per eventi culturali si è magicamente rialzato a 30 persone. Interessanti anche le parole del comunicato: nel testo introduttivo non si parla mai di un cambiamento della norma (ovvero l’eccezione per cinema e teatri che porta da 5 a 30 il numero messimo di persone, questione abbastanza sostanziale, ci sembra), ma solo di non meglio precisate “precisazioni”. 

In sostanza, dunque: si prende una decisione che entra in vigore con qualche ora di preavviso, ma non si sa spiegare esattamente chi debba rispettarla. Intanto qualcuno si “incazza”, si cede alle pressioni e si cambia la risoluzione, lo si comunica quando tutti si sono già adeguati alla risoluzione precedente, annullando gli eventi, e per di più si tenta di mascherare grossolanamente il fatto che si è ceduto alle pressioni tentando di spacciare il tutto per “precisazioni” (giunte con due giorni di ritardo). Complimenti!

Se queste sono le premesse, per superare l’inverno in Ticino, oltre ad aumentare i posti letto in cure intense, si farebbe bene anche ad aumentare i posti letto nelle cliniche psichiatriche, in vista dell'imminente picco di esaurimenti nervosi.

 

 

P.S: La nuova risoluzione entra in vigore fra qualche ora. 

 

 

franniga