Università: con il pass obbligatori controlli sistematici. O no?

Università: con il pass obbligatori controlli sistematici. O no?

Settembre 22, 2021 - 15:16
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Certificato covid nelle università: in Svizzera gli animi si scaldano. Le due università ticinesi scelgono due strade diverse. Il rettore dell’USI Boas Erez: “I controlli sistematici sono difficili". 

Come noto le due università ticinesi, Supsi e Usi, hanno scelto due approcci diversi in merito all’introduzione del certificato covid obbligatorio per accedere alle proprie strutture.

La prima, la Supsi, ha comunicato che per studenti della formazione di base e personale (sono previste deroghe per la formazione continua) dal 20 settembre sarà in vigore l’obbligo del certificato, mentre l’USI ha dal canto suo comunicato che non vi sarà il certificato per bachelor e master, ma sarà obbligatorio per tutte le altre offerte (comprese biblioteche, bar e mense, manifestazioni interne, formazione continua, ecc.), e si perseguirà la via alternativa dell’occupazione delle aule per 2/3.

Una questione che, come sollevato da più parti (ieri a Losanna 2’000 persone hanno manifestato contro l’introduzione del certificato covid all’università), non riguarda solo le misure sanitarie, ma anche l’accesso al diritto all’istruzione, che dovrebbe essere garantito a tutti (compresi i non vaccinati). È previsto invece in entrambe le università il proseguo dell’utilizzo della mascherina.

Ma ad incidere nelle diverse scelte vi sono anche delle valutazioni riguardanti aspetti più pratici, legati alle indicazioni dell’autorità federale che vengono aggiornate. “Bisogna sottolineare che le università che avevano scelto questa via avevano in programma di effettuare i controlli a campione”, ha scritto il rettore dell’USI Boas Erez in una mail inviata a «i membri della comunità dell’Usi» risalente al 17 settembre, di cui riferisce Tio. “Ora, l’Ufficio federale della salute pubblica (Ufsp) ha indicato ieri (dunque il 16 settembre, ndr) che questo non è compatibile con l’Ordinanza e che i controlli devono essere effettuati sistematicamente (“lückenlos”). È chiaro che i controlli sistematici sono difficili e onerosi da effettuare  e a oggi non è chiaro come le nostre consorelle intendono procedere”. Dunque, con l’opzione covid pass, il controllo dovrebbe essere sistematico (“lückenlos”, senza lacune, ergo, ci pare, a tutti coloro che entrano).

Intervistato sulla questione da Tio, il direttore della Supsi Franco Gervasoni conferma, come già dichiarato, che la decisione di introdurre il certificato covid è dovuta a “l’impossibilità di svolgere le proprie lezioni occupando solo i 2/3 delle aule, e la contemporanea volontà di riprendere la formazione di qualità in presenza”. In merito ai controlli del certificato, dichiara, che “la strategia di controlli a campione che intendiamo implementare è già stata adottata anche in altri Cantoni svizzeri. In particolare l’Università di Basilea, cantone in cui si è considerata adeguata l’interpretazione dell’ordinanza federale di attuare controlli a campione del certificato Covid laddove vi è l’obbligo di porto della mascherina” e che “siamo costantemente in contatto con la competente autorità cantonale allo scopo di affinare il dispositivo di controlli e renderlo il più performante e sostenibile possibile”.