Vaccini COVID: questa crisi ci sta mostrando l’emarginazione dell'impensabile?

Vaccini COVID: questa crisi ci sta mostrando l’emarginazione dell'impensabile?

Febbraio 13, 2021 - 16:10

Nell'arrivo dei vaccini sono state riposte grandi speranze. Ma la loro necessità ha quasi azzerato le critiche politiche, segregandole, e creando nuovi spazi di impensabilità.

Arriva il vaccino. Ci siamo detti tutti quanti: la crisi sta finendo, sta finendo! E pur di comprarcelo siamo stati delle bestie: abbiamo coperto burocrati e scienziati di tonnellate di capitale sociale senza sapere nemmeno chi siano; abbiamo accettato che improvvisamente ognuno per sé dio per tutti in un’orrenda corsa nazionale al vaccino; abbiamo mediatizzato, senza essere sicuri che le scorte ci fossero. Ma soprattutto, pur di averlo abbiamo permesso che attraverso il vaccino si potesse quasi vietare l’analisi sociale.

Purtroppo, l’analisi è stata spinta via nell’angolo dell’impensabilità, accomunando la critica del potere a chi è “NO-VAX”. Ci parlo spesso, coi NO-VAX, perché sono un’espressione pura di postmodernità. Sono un po’ le “streghe” del nostro tempo, che vanno capiti e criticati, invece che bruciati (per questo il mio blog si chiama “Malleus Maleficarum”). Ma io non sono un NO-VAX! Io sono un fan del vaccino e sono un fan degli OGM, dal profilo biologico. E proprio in questi giorni abbiamo capito con chiarezza che il vaccino BioNtech è in sostanza un OGM. Noi una volta gli OGM si criticavamo per il tipo di economia che portavano in sé stessi, iscritti nel loro codice genetico. Quando abbiamo criticato la Monsanto non lo facevamo in chiave ambientalista estremista (“gli OGM sono pericolosi per la salute!”), ma in chiave di critica sociale (“Monsanto elimina i piccoli coltivatori; con gli OGM vengono create piante che non si riproducono per impedire che i coltivatori siano autonomi; i brevetti impediscono che quello che chiamavamo ‘terzo mondo’ potesse avere tecnologie di avanguardia”). Ecco: perché ora non si sollevano più critiche di questo tipo di fronte al vaccino? Il nulla cosmico, le unici flebili voci sono quelle dei NO-VAX. Ma non possiamo chiederci se brevetti delle aziende che fanno i vaccini siano in chiaro (open source)? Non possiamo sapere se i contratti con cui vengono venduti i vaccini agli Stati prevedono una (giusta)copertura dei costi oppure c’è un lauto margine di guadagno? Non possiamo sapere se ci sarà una tassazione speciale per i guadagni fatti coi vaccini? Ma soprattutto: nessuno chiede come mai lo Stato dà 40 miliardi di dollari all’azienda che fa i vaccini, invece di comprarsi l’azienda?

Queste sono critiche politiche. Ormai segregate all’angolo dell’arena.

Certo, i NO-VAX coltivano le peggio porcherie: ci dicono che la crisi la hanno creata le case farmaceutiche; che ci iniettano i quantum dots; l’ayatollah addirittura ha detto che col vaccino diventeremmo gay (anche se su questo sinceramente non vedo cosa ci sarebbe di male se succedesse). Ma questi vaneggiamenti non possono permettere di silenziare tutto, non possono permettere di costruire un sistema sociologico di impensabilità. I NO-VAX si sono sobbarcati il compito storico di spargere sfiducia nel sistema scientifico (cosa che, comunque, non andrebbe solo biasimata). La sinistra ha il compito storico di costruire dubbi sui rapporti di forza economici. L’attività di autocensura che la società si sta dando è in questo senso inquietante: colpendo i NO-VAX, sta colpendo tutte le voci che propongono analisi.

Sono stati creati nuovi spazi di impensabilità. Oggi non puoi più essere critico nei confronti dei modi di produzione del vaccino perché diventi un NO-VAX. Fare una critica ai vaccini è diventata impensabile. E così, se io chiedessi di statalizzare le aziende che producono vaccini, diventerei sospetto. Come se questo sistema economico sia diventato l’unica alternativa possibile nell’orizzonte della Storia dell’occidente, c’è chi sta cercando di salvarlo usando l’affidabilità del sistema sanitario. Non è così, non c’è solo “o capitalismo o morte!”. Io sono un normale cittadino mitteleuropeo che alza un sopracciglio quando la società smette di fare analisi sui rapporti di potere e di produzione. Dovremmo chiederci se sul serio ci basta un vaccino per buttare a macero decenni di esperienza di lotta sociale.

 

Filippo Contarini