Vaccino, nuovo "oracolo" delle borse. Emergenza democratica?

Vaccino, nuovo "oracolo" delle borse. Emergenza democratica?

Novembre 18, 2020 - 10:45
Posted in:

Mercoledì 18 novembre. Nelle ultime settimane si sono susseguite le notizie inerenti i progressi compiuti dal vaccino per il covid e gli annunci di acquisto da parte degli Stati. L’ultimo degli annunci riguarda l’elevata efficacia riscontrata dal vaccino prodotto alla cinese Sinovac, i cui dati preliminari dei test sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Infectious Diseases. Per quanto riguarda la Svizzera, la disponibilità delle prime dosi è prevista nella prima metà del 2021 (la scorsa primavera c’era chi si era spinto a prevedere una disponibilità già per questo autunno, evidentemente con troppo ottimismo).

Il vaccino non è ancora pronto, ma i suoi effetti si fanno già sentire, anche se non a livello sanitario, ma economico. Già la scorsa estate l’insospettabile New York Times aveva messo in evidenza come agli annunci di ricerca sui vaccini che “piovevano” allora sono corrisposti importanti “bonus” (derivati dall’aumento del corso azionario dell’una o dell’altra società farmaceutica) per i dirigenti delle rispettive aziende (vedi qui).

Ora sembra si sia giunti a una fase superiore, in cui l’annuncio dell’efficacia di un determinato vaccino, le previsioni sulla sua messa in commercio, l’acquisto da parte di Stati, sono in grado di determinare l’andamento generale delle borse, secondo l’equazione che prima è pronto il vaccino prima si potrà tornare alla normalità (anche se alcuni scienziati hanno già avvertito che il vaccino non risolverà tutti i problemi e non “debellerà” la crisi covid dalla sera alla mattina). Addirittura le istituzioni finanziarie come la BCE, secondo le parole della sua presidente Lagarde, identificano nel vaccino lo “spartiacque” delle previsioni economiche (vedi qui). Staremo a vedere. Certo è che la crisi covid si è già dimostrata un avversario “ostico” in quanto a previsioni…

Intanto in Ticino dal potere legislativo giungono alcuni “segnali di vita” in merito alla gestione della crisi pandemica (da cui, a torto o a ragione, finora è rimasto prevalentemente escluso). Lunedì il Gran Consiglio si chinerà sul tema e ieri dalla Commissione della Gestione è uscita una “pagella” al Governo sulla gestione della crisi, che fra le altre cose si esprime contro un secondo stato di necessità e per un maggior coinvolgimento del Parlamento… Noi la buttiamo la: perché non coinvolgere anche il popolo sovrano?