Vaticano, nuovo scandalo? "Truffa, riciclaggio e corruzione" (e una banca svizzera)

Vaticano, nuovo scandalo? "Truffa, riciclaggio e corruzione" (e una banca svizzera)

Ottobre 18, 2019 - 13:57
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L'Espresso svela i dettagli di un'inchiesta interna al Vaticano, che prelude allo scoppio di un nuovo scandalo finanziario.

Un nuovo clamoroso scandalo finanziario rischia di travolgere nuovamente il Vaticano. Nel mirino dell’inchiesta interna alla Santa Sede sarebbero finite operazioni finanziarie milionarie apparentemente irregolari effettuate da alcuni uffici della Segreteria di Stato e che sarebbero passate anche attraverso Credit Suisse.
A svelare le carte dell’inchiesta avviata dal promotore di Giustizia Gian Piero Milano e dal suo aggiunto Alessandro Diddi su ordine di papa Francesco all’inizio della scorsa estate è il settimanale “L’Espresso”, che anticipa sul suo sito alcuni dettagli dell’inchiesta in edicola domani. 
Il tutto sarebbe partito della denuncia del Revisore generale del papa e dalle accuse arrivate dal direttore dello Ior Gian Franco Mammì, riguardanti un’affare da 200 milioni di dollari per l'acquisto di un palazzo da 17 mila metri quadri a Londra. L’Espresso anticipa il decreto di perquisizione del Promotore di giustizia con cui, scrive il settimanale, “sono stati indagati dipendenti della Segreteria di Stato e pezzi da Novanta della Santa Sede come don Mauro Carlino (l'ex segretario del cardinale Angelo Becciu, di cui l'Espresso pubblica le intercettazioni telefoniche con manager italiani di peso come Luca Del Fabbro di Snam) e il direttore dell'Aif Tommaso Di Ruzza. Analizzando i documenti, è evidente che la Santa Sede si trovi di fronte a uno scandalo che ha pochi precedenti nella storia recente”. I promotori Gian Piero Milano e Alessandro Diddi ritengono infatti di aver individuato "gravi indizi di peculato, truffa, abuso d'ufficio, riciclaggio e autoriciclaggio”, mentre un'altra relazione il Revisore Alessandro Cassinis, ipotizza “gravissimi reati quali l'appropriazione indebita, la corruzione e il favoreggiamento”. Inoltre, scrive l’Espresso, “le carte rivelano soprattutto che la Segreteria di Stato possieda e gestisca fondi extrabilancio per la bellezza di 650 milioni di euro”,  fondi “derivanti in massima parte dalle donazioni ricevute dal Santo Padre per opere di carità e per il sostentamento della Curia Romana”, riportano i documenti della Santa Sede citati da L’Espresso. “Si tratta dell'Obolo di San Pietro, che il Vaticano invece di girare ai poveri e ai bisognosi investe in spericolate operazioni speculative”, scrive il settimanale. "Con l'aiuto, pure, di Credit Suisse, «nelle cui filiali svizzere e italiane risulta  versato circa il 77 per cento del patrimonio gestito». Circa «500 milioni di euro», segnala l'Ufficio del Revisore Generale, finiti in operazioni finanziarie che a parere dei magistrati mostrano «vistose irregolarità», oltre ad aprire «scenari inquietanti».”